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sabato 04 dicembre 2021
 
L'appello dei leader religiosi
 

«Agire sui cambiamenti climatici è un obbligo morale»

08/11/2015  «È giunto il momento, per tutti, di svegliarci e agire uniti”. Sono le ragioni che hanno spinto i leader delle religioni a rilanciare l’appello di “Faiths for Earth” sulla piattaforma online Change.org, nelle varie lingue. Già più di 320 mila le firme raccolte. In Italia il primo firmatario e monsignor Luigi Bressan, arcivescovo di Trento e presidente della Caritas Italiana. Che spiega i motivi dell’iniziativa: «Dobbiamo dotare i Paesi in via di sviluppo delle tecnologie adatte alle fonti rinnovabili e porci il problema delle economie asiatiche: dall’emergenza inquinamento in Cina all’India, dove 300 mila sono ancora senza energia elettrica».

Raggiungere il 100% di energia rinnovabile entro il 2050 e contenere la crescita della temperatura globale sotto i due gradi. Sono i due obiettivi della campagna “Faiths for Earth” lanciata dai leader delle diverse religioni del mondo di Religions for Peace. Lo stimolo è stata l’enciclica Laudato si’ e l’attenzione che Papa Francesco continua a porre all’ambiente. Lo scorso 11 settembre, durante l’udienza in sala Clementina, ha detto: «La questione del clima è una questione di giustizia e anche di solidarietà, che dalla giustizia non va mai separata». Perché, ha spiegato, «è in gioco la dignità di ognuno, come popoli, come comunità, come donne e uomini. Non bisogna dimenticare le gravi implicazioni sociali dei cambiamenti climatici: sono i più poveri a patirne con maggiore durezza le conseguenze». “Agire sui cambiamenti climatici è un obbligo morale. È giunto il momento, per tutti, di svegliarci e agire uniti”.

Sono le motivazioni che hanno portato i leader religiosi a rilanciare l’appello di “Faiths for Earth” sulla piattaforma online Change.org, nelle varie lingue. Già più di 320 mila le firme raccolte, tra cui quelle illustri di cardinali cattolici (l’honduregno Maradiaga, il nigeriano Onaiyekan, il brasiliano Assis e il messicano Ortega), dell’arcivescovo anglicano del Sudafrica Desmond Tutu, del rabbino David Rosen, del patriarca buddista cambogiano Tep Vong e di autorevoli esponenti musulmani da Nigeria, Indonesia, Turchia ed Egitto. Monsignor Luigi Bressan, arcivescovo di Trento e presidente della Caritas Italiana, è il primo firmatario della petizione italiana, indirizzata a Sergio Mattarella e al segretario dell’Onu Ban Ki-moon. «La Terra», dice a Famiglia Cristiana, «si sta riscaldando sempre di più, si teme che la temperatura possa salire di quattro gradi in pochi anni. Questo stravolge gli ambienti, dai ghiacciai dei Poli alla nostra stessa diocesi: prima l’olivo cresceva solo sul Garda, ora anche nelle montagne sopra Trento».

Monsignor Luigi Bressan, arcivescovo di Trento e presidente della Caritas Italiana.
Monsignor Luigi Bressan, arcivescovo di Trento e presidente della Caritas Italiana.

Per ridurre l’inquinamento da carbonio occorre investire sulle fonti di energia rinnovabile, sole e vento: «Gli scienziati stimano in 100 miliardi di dollari il costo degli obiettivi che ci siamo dati per il 2050; in questo momento il prezzo del petrolio è calato e quindi è ancora più appetibile. Ma occorre coraggio, la fede chiede di avere uno sguardo profondo nel tempo e rivolto al futuro». Inoltre, aggiunge l’arcivescovo, «dobbiamo dotare i Paesi in via di sviluppo delle tecnologie adatte alle fonti rinnovabili e porci il problema delle economie asiatiche, dall’emergenza inquinamento in Cina all’India, dove 300 mila sono ancora senza energia elettrica ma già l’ambiente patisce».

C’è la responsabilità dei governanti, ma anche quella dei singoli. Continua Bressan: «Ciascuno di noi può fare molto: ridurre la velocità in macchina, l’uso di acqua, evitare i detersivi inquinanti, assumere uno stile di vita improntato alla sobrietà. C’è poi il grosso capitolo dello spreco di cibo, che chiama in causa dal grande supermercato al singolo consumatore. Anche la Chiesa faccia la sua parte, promuovendo giornate di riflessione nelle diocesi e dando il buon esempio: purtroppo mi è capitato di vedere case di religiosi in cui non si faceva la raccolta differenziata». L’attenzione all’ecologia non è un tema nuovo nella Chiesa, veniva spesso citato anche da Paolo VI. «L’enciclica di Papa Francesco», aggiunge Bressan, «fa però un passaggio ulteriore. Non basta rispettare l’ambiente e custodire il Creato, occorre una corresponsabilità sulla Terra che chiama a un nuovo umanesimo come rifiuto dell’antropocentrismo che esclude, e di un uomo che si sente padrone assoluto».

Come dimostra l’appello di “Faiths for Earth”, i temi ambientali sono un terreno su cui costruire il dialogo tra le religioni. «A livello dottrinale», dice Bressan, «possono esserci differenze, per esempio i buddisti pensano a uno stesso principio di vita tra piante ed esseri umani, ma l’impegno operativo unisce tutti». Dal 30 novembre all’11 dicembre si terrà a Parigi la XXI Conferenza delle parti della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici. «Sarà l’occasione per vedere se i leader mondiali interverranno nella direzione del nostro appello, o se invece ripeteranno il compromesso al ribasso della precedente riunione a Lima, a fine 2014». La responsabilità è grande: dalla capitale francese dovrebbe arrivare il documento che dal 2020 sostituirà il Protocollo di Kyoto.

Per firmare la petizione https://www.change.org/p/rispondere-con-urgenza-al-cambiamento-climatico-energia-al-100-rinnovabile-entro-il-2050 

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