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lunedì 02 agosto 2021
 
sui castelli romani
 

No allo sfratto, aiutiamo Agricoltura Capodarco a non perdere la sua casa

23/12/2020  La cooperativa agricolo-sociale di Grottaferrata rischia di vedersi portare via la sua sede a causa della crisi finanziaria della Comunità di Capodarco di Roma, alla quale appartengono gli immobili della cooperativa. Per salvare questa realtà, nata più di 40 anni fa, è stata creata la Fondazione di partecipazione Marisa Galli. Obiettivo: raccogliere i fondi per acquistare gli immobili e assicurarli alla cooperativa.

La vendemmia a Grottaferrata.
La vendemmia a Grottaferrata.

(Foto sopra: la sede di Agricoltura Capodarco a Grottaferrata)

Più di quarant’anni fa, nel 1978, Milly Luksa e Memmo Mezzani, coppia di disabili ospiti della Comunità di Capodarco di Roma, decisero di lasciare la città e andare a vivere in campagna, a Grottaferrata, sui Castelli Romani. Insieme a un gruppo di giovani obiettori di coscienza, diedero vita a un modello comunitario agricolo, una casa-famiglia per persone disabili e in condizione di disagio dedite al lavoro dell’agricoltura e all’allevamento. Da quella prima, piccola comunità, fondata sui principi della solidarietà e del lavoro, è nata la cooperativa sociale Agricoltura Capodarco di Grottaferrata, impegnata in percorsi riabilitativi e nell’inserimento lavorativo di persone con disabilità, ex tossicodipendenti, ex carcerati, migranti, persone con problematiche sociali e familiari, vissuti di profonda emarginazione. Un’esperienza pionieristica nello sviluppo dell’agricoltura sociale in Italia, un modello per le cooperative agricolo-sociali che in seguito sono nate nel nostro Paese.

Oggi, questo straordinario patrimonio sociale rischia di essere messo sotto sfratto. Tutta la cooperativa Agricoltura Capodarco, con i soci, i dipendenti, le persone con disabilità assistite e inserite in percorsi riabilitativi, rischiano di ritrovarsi senza casa. Lo scorso novembre la cooperativa è stata raggiunta da un’ingiunzione di sfratto da parte della Comunità di Capodarco di Roma, di cui Agricoltura Capodarco rappresenta una “costola” e alla quale appartengono gli immobili della cooperativa. Nata nel 1972, negli anni la Comunità romana ha sviluppato numerose attività di assistenza socio-sanitaria, di formazione e riabilitazione di soggetti svantaggiati. Per ampliare le sue iniziative ha compiuto molti investimenti in campo immobiliare, che però le sono valsi anche l’accumulo di debiti sempre più massicci. La situazione è diventata insostenibile, al punto che la Comunità di Roma è arrivata a chiedere lo sfratto di Agricoltura Capodarco per recuperare i suoi due casali. Ma sradicare la cooperativa dal suo territorio significherebbe polverizzare una storia di oltre quattro decenni nutrita di solidarietà vissuta nella concretezza quotidiana, di impegno sociale, di fatiche, lotte, sacrifici, riscatto dei più deboli, degli ultimi, degli emarginati grazie al lavoro della terra.

Agricoltura Capodarco non si è data per vinta. Per affrontare la difficilissima situazione di crisi della Comunità di Roma, grazie al contributo di tante persone ha creato la Fondazione di partecipazione Marisa Galli, intitolata a una delle fondatrici, insieme a don Franco Monterubbianesi, della Comunità di Capodarco più di cinquant'anni fa. Come spiega il presidente della cooperativa Salvatore Stingo, la fondazione ha tre soci fondatori: Cooperativa Agricoltura Capodarco, Capodarco Formazione impresa sociale, Fondazione Capodarco prima del dopo, tre realtà presenti a Grottaferrata, che rappresentano «le azioni di impegno sociale che Capodarco porta avanti da sempre nei confronti degli ultimi: l’integrazione socio-lavorativa, l’accoglienza e la formazione per l’emancipazione della persona».

La Fondazione Marisa Galli ha lo scopo di recuperare i fondi per l’acquisto dei casali di Grottaferrata. «Con i primi 30mila euro raccolti grazie al contributo e alla solidarietà di tantissimi cittadini, che hanno risposto all’appello di don Franco Monterubbianesi, abbiamo fatto nascere la fondazione», spiega Stingo. «Ora, il prossimo traguardo è arrivare a 400mila euro, la cifra da presentare alla banca come acconto del mutuo per coprire l’intero costo degli immobili da acquistare, del valore di 1 milione e mezzo di euro».Un impegno enorme, ma certamente non impossibile. Stingo e la cooperativa sono fiduciosi. La speranza è di coinvolgere in primis il Comune di Grottaferrata: «Sarebbe un’adesione molto importante per noi, non solo da punto di vista economico, ma come riconoscimento di un lavoro di oltre quarant’anni sul territorio e con la sua comunità».

Al momento la sede di Grottaferrata comprende 48 persone al lavoro nelle diverse attività, 86 ragazzi con disabilità accolti nei vari servizi diurni, 18 persone con disabilità e svantaggio residenti, 8 ragazzi in tirocincio e servizio civile, 6 studenti in alternanza scuola-lavoro/tirocinio. A Grottaferrata, inoltre, è presente la residenza del fondatore della Comunità don Franco Monterubbianesi, che tanti anni fa da Roma ha scelto di trasferirsi sui Castelli romani.

Nei prossimi giorni la Fondazione Marisa Galli comincerà la promozione di una campagna pubblica locale e nazionale di raccolta fondi: l’obiettivo è raggiungere la somma di 200mila euro nei prossimi sei mesi. «Vogliamo rendere solida la nostra nuova casa, forte e partecipata», aggiunge il presidente Stingo. «Siamo orgogliosi del nostro lavoro e fiduciosi che il 2021 sarà l’anno della rinascita, per tutti, e anche per noi».

Per dare un contributo alla Fondazione Marisa Galli per l’acquisto degli immobili della cooperativa Agricoltura Capodarco si può effettuare un bonifico a: Agricoltura Capodarco società cooperativa, Iban IT98Z0503439550000000057336.

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