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lunedì 26 settembre 2022
 
 

Al capezzale del mondo malato

27/05/2012  Bilancio positivo della nona edizione di Terra Futura: 80mila visitatori; 550 le aree espositive e oltre 4000 gli enti rappresentati (associazioni, reti, movimenti, cooperative)

Ha messo in mostra le buone pratiche di sostenibilità, trattando di ambiente, sviluppo, giustzia sociale, redistribuzione del reddito, pace e disarmo. Su tutto e su tutti il mondo inteso come risorsa e opportunità, non come preda da ridurre all'osso. Svoltasi dal 25 al 27 maggio presso la Fortezza da Basso, a Firenze, , la nona edizione di Terra Futura s'è chiusa con un bilancio positivo: oltre 80mila visitatori; 550 le aree espositive e oltre 4000 gli enti rappresentati (associazioni, reti, movimenti, cooperative).



Promotori dell’evento sono stati la Fondazione culturale Responsabilità etica per il sistema Banca Etica, Regione Toscana e Adescoop-Agenzia dell’economia sociale, insieme a Acli, Arci, Caritas Italiana, Cisl, Fiera delle Utopie Concrete e Legambiente.Tanti i temi affrontati. Primo fra tutti, però, c’era quello del lavoro, per tentare di dare risposte alla crisi ricostruendo su nuove basi il sistema economico-produttivo. I relatori sono stati tutti concordi sulla necessità di una vera e propria riconversione ecologica e sociale, un nuovo modello di relazioni, di democrazia e di comunità per il futuro: «Quando parliamo di riconversione ecologica» ha detto Maurizio Gubbiotti, coordinatore della segreteria nazionale di Legambiente, «ci riferiamo a numeri importanti: nel nostro Paese il 24% dell’elettricità è prodotta oggi da fonti rinnovabili. Con riferimento agli scenari occupazionali, le previsioni al 2020 indicano che ci saranno 250mila posti di lavoro in più grazie alle rinnovabili e ben 600mila posti derivanti dai settori collegati all’efficienza energetica e alla ristrutturazione edilizia». 


«Terra Futura domanda, con forza, che la priorità dell’agenda politica sia il lavoro» ha aggiunto Andrea Baranes, presidente della fondazione culturale Responsabilità etica «Occorre poi che la finanza si ridimensioni e torni ad essere mezzo a servizio dell’economia reale e che il sistema metta al primo posto la persona e i suoi diritti nel rispetto della sostenibilità ambientale e sociale». Anche in questa edizione, molti sono stati i progetti e i percorsi frutto di azioni e scelte di vita di singoli cittadini, enti locali e istituzioni, di associazioni e organizzazioni del non profit, infine di imprese eticamente orientate che nella sostenibilità hanno trovato anche una leva competitiva. Tra i temi al centro degli spazi espositivi, ancora una volta la finanza etica, poi il consumo critico, l’impegno per la pace e la solidarietà internazionale, la cittadinanza attiva, la tutela dell’ambiente, le energie alternative, il commercio equo, l’agricoltura biologica, l’edilizia e la mobilità sostenibili e turismo responsabile.

 
 
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