Contribuisci a mantenere questo sito gratuito

Riusciamo a fornire informazione gratuita grazie alla pubblicità erogata dai nostri partner.
Accettando i consensi richiesti permetti ad i nostri partner di creare un'esperienza personalizzata ed offrirti un miglior servizio.
Avrai comunque la possibilità di revocare il consenso in qualunque momento.

Selezionando 'Accetta tutto', vedrai più spesso annunci su argomenti che ti interessano.
Selezionando 'Accetta solo cookie necessari', vedrai annunci generici non necessariamente attinenti ai tuoi interessi.

logo san paolo
lunedì 20 maggio 2024
 
Appuntamenti
 

Riscopriamo il fanciullino che è in noi: Capodanno al Teatro Parenti

29/12/2022  Il 31 dicembre la performance di 5 illusionisti di talento nello spettacolo "Incanti". In replica fino all'8 gennaio

Un Capodanno incantanto quello che si può vivere al Teatro Franco Parenti di Milano con lo spettacolo Incanti il 31 dicembre (e poi a seguire fino all'8 gennaio). Shakespeare, in una delle ultime scene della Tempesta scrive: “Noi siamo fatti della stessa sostanza dei sogni, e nello spazio e nel tempo d’un sogno è racchiusa la nostra breve vita”.

In che senso “noi siamo fatti della stessa sostanza dei sogni? Qual è la sostanza di cui sono fatti i sogni? Qual è la sostanza di cui noi stessi siamo fatti? La nostra vita, davvero, non è nient’altro che un sogno? La risposta a queste domande risiede nell’esperienza dell’incanto.

Incanti è uno spettacolo realizzato da cinque dei più bravi e giovani illusionisti italiani che si alternano sul palcoscenico, con le loro performance, ponendo diverse riflessioni sul tema dell’incanto, sulla sua vera natura e sull’importanza di saperlo coltivare nelle nostre vite. 
Prendendo le mosse dalle meditazioni di alcuni dei più grandi autori del teatro, tra cui Shakespeare, Goethe, Pirandello e altri, il pubblico sarà chiamato a risvegliare quel «fanciullino» che ciascuno di noi è stato, per riscoprire nelle piccole cose la capacità di meravigliarsi di ciò che tutti danno per scontato. D’altronde, “in-cantare”, vuol dire letteralmente “entrare in un canto”, e cioè diventare parte di una narrazione, di un racconto, di una storia, ma non solo: quell’essere “presi per incantamento”, di cui parla anche Dante, infatti, significa essere trasportati altrove, in uno spazio sospeso tra realtà e finzione, in cui tutto può accadere proprio perché ogni cosa non è nient’altro che un sogno

Uno spettacolo di e con Francesco della Bona, Niccolò FontanaAndrea RizzoliniFiliberto Selvi e Piero Venesia

 
 
Pubblicità
Edicola San Paolo