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venerdì 10 luglio 2020
 
Il personaggio
 

Alberto Peruzzo, l'editore-maratoneta: «Correrò fino a 90 anni»

06/05/2020  A 84 anni ha vinto il titolo italiano indoor sui 3.000 metri ed è arrivato terzo ai campionati europei di corsa over 85: «A settembre proverò a salire di nuovo sul podio». L’esordio con le enciclopedie negli anni Settanta, poi l’avventura televisiva. Ora si dedica a correre: «Ho cominciato a 60 anni. L'atletica è umiltà e sincerità. Ho anche fatto il cammino di Santiago per ritrovare questo spirito»

Sul suo sito si presenta come «dispensatore di saggezza». Alberto Peruzzo, 85 anni, è anche molto altro: editore-pioniere, maratoneta appassionato, imprenditore vulcanico («il mio problema è stato avere buone idee ma troppo in anticipo»). Piuttosto abrasivo nei giudizi: «Wikipedia su di me ha scritto un sacco d’inesattezze. I politici? Una casta, un po’ come i giornalisti. Infatti, non mi piace molto fare interviste».

Studi alla Cattolica di Milano in Economia e Commercio, a 18 anni vende a Milano «Il Popolo, il giornale della Dc e ne lanciai uno, Italpress, con i miei risparmi, sulle aziende italiane che esportavano all’estero ma non ebbe successo. Ho fatto molti sacrifici e avuto tante idee».

L’inizio vero e proprio è con i libri per bambini, poi le riviste illustrate per la casa, le biografie dei grandi, da Churchill a Karl Marx e Padre Pio, enciclopedie a fascicoli e infine l’avventura televisiva con Milano Tv. Quando comincia, negli anni Sessanta, si dedica alle collane per ragazzi, biografie e volumi illustrati rivolti al mondo librario. Nel 1968 nasce la Alberto Peruzzo Editore. Poco dopo, agli inizi dei Settanta, è la volta dei dizionari e delle enciclopedie come NEU, GEUI, L’Enciclopedia Tematica Peruzzo, Alfatematica per finire alla prestigiosa Enciclopedia Peruzzo-Larousse con i suoi aggiornamenti annuali.

La storia di Peruzzo si intreccia con quella dell’editoria e del costume del nostro Paese: «Quando dovevo lanciare la Tv ho conosciuto tutti i leader politici della Prima Repubblica, da Andreotti a Craxi e Forlani», racconta, «nel 1977 fondai Milano TV, che da canale locale diventerà Canale 51 con una diffusione in tutto il Nord Italia. Alla fine diventò nazionale, con il nome di Rete A, e nel 1992 ottenni la prima concessione ministeriale, unico italiano insieme a Silvio Berlusconi autorizzato a trasmettere in tutto il Paese».

Intanto, l’avventura “cartacea” prosegue. Negli anni Ottanta pubblica La Biblioteca più Bella del Mondo: 180 titoli classici della letteratura mondiale, in volumi di differente formato, «tutti rilegati con copertine diverse incise con oro e pastello», ricorda, «poi, battendo la concorrenza, la prima Enciclopedia Elettronica su cd-rom e agli albori della diffusione dell’informatica nelle famiglie italiane le prime collane di videocorsi per insegnare l’utilizzo del computer e dei suoi programmi. Senza dimenticare che quando esplode la mania dell’home video offrii ai lettori collezione di film in videocassetta prima e in Dvd dopo: Batman, La Principessa Sissi, 3 Gemelle e una Strega, Piccoli Brividi, solo per citare alcuni titoli».

Cultura e informazione di servizio, un mix vincente: «Un giornalista mi ha detto che sono stato il più grande produttore di cultura in Italia». Sulla crisi attuale dell’editoria che ne pensa? «Le persone leggono meno libri e giornali, questo è sicuro, ma l’editoria cartacea ha ancora le sue possibilità per andare avanti se sforna buoni prodotti».

Alberto Peruzzo, 85 anni
Alberto Peruzzo, 85 anni

«Ho fatto il cammino di Santiago per ritrovare lo spirito dell'umiltà»

Adesso Peruzzo vive tra Milano e Montecarlo («Abbiamo il più bel giardino di Cap Martin», dice con un pizzico di civetteria) e si dedica, facendo attività agonistica, alla sua grande passione: la corsa. È membro della Atletica Ambrosiana – Atletica leggera per tutte le età. È arrivato primo ai Campionati italiani di marcia e terzo a quelli europei di corsa di categoria.

La prima vera corsa della sua vita? «A 16 anni», ride, «da Milano a Genova: volevo salire a tutti i costi su una nave per andare in America. Quando i miei genitori disperati mi trovarono erano talmente contenti che non ebbero il coraggio di sgridarmi». L’anno scorso, a febbraio, è andato ad Ancona per correre ai Campionati Master Indoor 85. Nella marcia dei 3.000 metri ha vinto su tutti gli avversari della sua categoria. «Tempo finale: 25 minuti, 10 secondi, 38 centesimi», scandisce orgoglioso. Il successo nello sport lo esalta particolarmente: «Adesso mi preparo per settembre per i campionati europei di corsa over 85 di Venezia, che si corrono a Jesolo, dove l’ultima volta sono arrivato terzo. Gli atleti russi sono forti, ma proverò a conquistare il podio un’altra volta». Gli piace vincere, è chiaro, «anche se il mio allenatore dice che è già tanto partecipare».

E pensare che ha iniziato quasi per scherzo: «Un giorno», racconta, «un mio dipendente mi disse che non era venuto a lavorare perché correndo la maratona di Roma era caduto sui sampietrini e si era fatto male. Mi incuriosii. Risposi subito: “Voglio farla anch’io”. E cominciai ad allenarmi. A 62 anni ho corso la mia prima maratona, a 77 l’ultima, trentatré in totale». Il record? «A 70 anni quando ho corso tre maratone in un mese: New York, Montecarlo e Milano». Un’impresa celebrata da un’opera di Filippo Panseca che tiene alle spalle nel suo ufficio milanese. Accanto, un paio di guantoni appesi. «Non ho mai fatto boxe», rivela con un sorriso, «su uno c’è scritto Mtv, sull’altro Rete A. È un ricordo di quando lottavo con lo Stato che non mi dava le concessioni».

Più che la marcia predilige la corsa: «Nella marcia devi sottoporti al giudizio dei giudici che possono squalificarti in qualunque momento. Meglio la corsa, non c’è dubbio». Il mondo dell’atletica gli piace perché, dice, «è umile e sincero. Ho anche fatto il cammino di Santiago per ritrovare questo spirito».

Peruzzo si allena tutti i giorni, di solito fuori dalla casa editrice, in zona Forlanini, a due passi da Linate: «C’è una pedonale di 500 metri, vado avanti e indietro. Ma il terreno non è dei migliori. Mi piace fare le cose per bene». Per la marcia ha dovuto prendere lezioni di tecnica: «Bisogna saper buttare bene i piedi e tenere la testa alta. Non è facile, l’anno scorso mentre mi allenavo a San Siro ho preso un tombino che si era sollevato, ancora ne pago le conseguenza».

E il futuro? «Continuerò a correre, l’importante non è vivere a lungo ma vivere bene». E siccome resta sempre un editore a marzo ha lanciato il mensile Sport per la salute: «L’attività fisica per gli anziani è importante, anzi fondamentale per avere una vita autosufficiente e non sentirsi un peso». Peccato che il lancio sia avvenuto in piena emergenza coronavirus con gli italiani costretti a rinunciare all’attività fisica all’aperto. «Magari potrei scrivere io un libro su come ci si allena», dice. Ma l’obiettivo di Peruzzo è soprattutto un altro: «Correre fino a 90 anni e anche oltre».

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