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martedì 28 settembre 2021
 
 

Ale e Franz, non siamo sempre comici

07/11/2014  I due attori, al cinema con Soap Opera e in Tv con Zelig, svelano il loro lato più riflessivo: "Non si può ridere su tutto".

C'è un verso di una recente canzone di Francesco De Gregori sul rapporto tra un artista e i suoi fan, Guarda che non sono io,  che calza a pennello anche ad Ale e Franz: «Cammino per la strada. Qualcuno mi vede e mi chiama per nome. Si ferma e vuol sapere e mi domanda qualcosa di una vecchia canzone. Ed io gli dico: “Scusami però non so di cosa stai parlando. Sono qui con le mie buste della spesa. Lo vedi, sto scappando”». Due comici non devono per forza farti sganasciare dalle risate ogni volta che li incontri, anche se per un’intervista. O meglio: a volte può essere così, altre volte no, come è capitato a noi. Tre anni fa avevamo trascorso una piacevolissima mattinata a casa di Franz a Milano: era stato un fuoco d’artificio continuo di sketch e aneddoti molto divertenti. Ora li incontriamo di nuovo per il lancio di Soap opera, la commedia di Alessandro Genovesi che ha aperto il Festival di Roma.

Fin dalla conferenza stampa, si capisce che i due sono molto meno a loro agio rispetto alla situazione di tre anni fa: mentre tra il resto del cast, Diego Abatantuono, Fabio De Luigi, Cristiana Capotondi e Chiara Francini, si innesca una gara a suon di battute, loro due se ne stanno defilati e rispondono alle domande in modo molto professionale. Lo stesso atteggiamento che avranno con noi poco dopo al momento dell’intervista. Sono molto gentili, ma non si sbottonano quasi mai. Per esempio, dal momento che in Soap opera  sono due gemelli che vivono insieme da quando uno dei due (interpretato da Ale) ha investito con un’auto l’altro (Franz) costringendolo su una sedia a rotelle e che quest’ultimo prima di diventare attore ha lavorato in un centro per disabili, gli chiediamo se vuole raccontarci di quell’esperienza. Ma Franz è categorico: «Preferisco non parlarne. Siamo qui per il film». Parliamo allora del film, una commedia corale tutta girata in un appartamento in cui si intrecciano le vicende degli stralunati inquilini. Tra cui, appunto, i gemelli interpretati da Ale e da Franz che appaiono più “cattivi” rispetto ai personaggi a cui ci hanno abituati: «Più che cattiveria, parlerei di quel sano cinismo che pervade, con tutte le dovute differenze, le migliori pellicole della commedia all’italiana come I mostri», puntualizza Franz.

I due sono tornati in pianta stabile nel cast di Zelig su Canale 5 («Non ci siamo stati per qualche anno solo perché non avevamo niente di nuovo da dire», ammette con franchezza ancora Franz) nei panni di due pensionati che battibeccano al tavolino di un bar mentre giocano a carte. Franz: «Non intendiamo affatto prendere in giro le persone anziane, tutt’altro, ma solo mostrare certe loro ingenuità di fronte a un mondo che è così cambiato rispetto alla loro gioventù». Ale: «Con il sorriso, vorremmo riuscire a dire a chi ci segue che gli anziani sono un patrimonio umano meraviglioso e di ascoltarli perché hanno un approccio alla vita che si sta perdendo». Per il duo, la comicità ha dei limiti ben precisi. Franz: Non faremo mai battute sulle malattie e in generale sulla sofferenza: per strappare una risata non si può mancare di rispetto a una persona».

I due comici stanno insieme da vent’anni. Ale: «Ci siamo conosciuti in una scuola di recitazione. Pian piano abbiamo scoperto di aver gli stessi sogni e abbiamo iniziato a collaborare. Ora, dopo vent’anni, la nostra intesa è tale che quando sul palco a uno capita di dimenticare qualche battuta, l’altro interviene subito per sorreggerlo e il pubblico non si accorge di nulla. Alla base di tutto c’è un’amicizia vera. Ci frequentiamo anche fuori dal palco». Franz: «A vent’anni di solito si è superato l’esame di maturità. E noi ci sentiamo così: “maturi” per poter fare ancora tanto». Solo una cosa li divide, la fede calcistica. Ale: «Io sono milanista e lui è interista. Quest’anno, per la prima volta, andremo a vedere il derby insieme. Ma anche se il calcio è per noi fonte di interminabili discussioni, vedremo la partita con lo stesso spirito leggero che cerchiamo di mantenere sempre». Abbiamo conosciuto il lato più timido e riservato di Ale e Franz. Oppure, più semplicemente, oggi avevano la luna un po’ storta, come capita a tutti. E va bene così perché dietro i personaggi ci sono sempre delle persone. Il guaio capita con quelli che vogliono fare i personaggi sempre e comunque. Non è certo il loro caso.

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