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venerdì 28 gennaio 2022
 
L'appello dei genitori
 

Un donatore di midollo per il piccolo Alex

25/10/2018  Mobilitate le piazze a Milano, Napoli e Caserta dove l’Admo raccoglie tamponi salivari per il test che porterà a quella persona in grado di salvare la vita al piccolo, nato a Londra da papà veronese e mamma napoletana

La zia del piccolo Alex durante l'iniziativa promossa da Admo per la raccolta di midollo osseo organizzata per rispondere all'appello dei genitori del piccolo Alex
La zia del piccolo Alex durante l'iniziativa promossa da Admo per la raccolta di midollo osseo organizzata per rispondere all'appello dei genitori del piccolo Alex

L'appuntamento è anzitutto a Milano, oggi, in piazza Sraffa. Si replica sabato a Napoli, in piazzaTrieste e Trento, e poi domenica a Caserta, in piazza Dante. Il tam tam gira intanto anche nelle scuole superiori partenopee e tra i tifosi del Napoli.

E’ la gara di solidarietà per Alex o Alessandro Maria, diciotto mesi, nato a Londra da papà veronese e mamma napoletana, al quale serve un trapianto di midollo per sopravvivere. Il piccolo è affetto da una rara e grave malattia genetica, la Linfoistiocitosi Emofagocitica che rende necessario un trapianto di midollo. Per ora Alex ce la fa grazie a un farmaco sperimentale ma ha solo cinque settimane di tempo. Poi l’effetto della medicina potrebbe terminare.

Non avendo trovato nei registri mondiali dei donatori alcuna compatibilità con il raro antigene di cui è portatore, i genitori hanno promosso una gara di solidarietà che ha fatto il giro d tutti i giornali, oltre che di Facebook, dove il papà del bambino, Paolo, gli ha dedicato una pagina.

Il donatore compatibile con il midollo del bimbo esiste, da qualche parte, ma occorre trovarlo e per tempo. Da qui l'appello a chi è in possesso dei requisiti – deve avere tra i 18 e i 35 anni, essere in buona salute e non avere malattie del sangue - a presentarsi dove gli ospedali e l'Admo, l’ associazione dei donatori di midollo osseo, raccoglieranno tamponi salivari per il test.

«Le cellule staminali possono essere donate con un semplice prelievo del sangue senza ricovero in ospedale», scrive il papà di Alex su “Facebook”, «con la stessa siringa che si usa quando si va a donare il sangue, ma con l’unica differenza che mentre i gruppi sanguigni sono otto, le combinazioni di midollo osseo sono miliardi e solo una procedura di laboratorio nota come tipizzazione tissutale ne può determinare la compatibilità». Intanto l'appuntamento partenopeo con la solidarietà è fissato a sabato prossimo 27 ottobre dalle 9 alle 19 in piazza Trieste e Trento.

Sulla pagina “Facebook”, il padre fa parlare il bambino in prima persona.

«Pensa», dice Alex, «ho iniziato a far disperare i miei genitori fin da subito visto che sono nato alla trentesima settimana e, sebbene i dottori mi avessero già dato per spacciato, ho combattuto come un ariete (il mio segno zodiacale) contro una serie infinita di complicazioni per essere ancora qua».

Il 50% dei bambini colpiti dalla Linfoistiocitosi Emofagocitica muiono entro il primo mese dalla manifestazione della malattia, mentre dei restanti circa un terzo presenta purtroppo dei problemi, spesso permanenti, al sistema neurologico-celebrale.

 

(Admo - Associazione donatori midollo osseo, tel. +39 02 39000855, admo@admo.it

 
 
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