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venerdì 12 agosto 2022
 
 

Ali Agca: pentimento o pubblicità?

15/01/2015  Marco si interroga sull'atteggiamento del terrorista turco che recentemente ha deposto un mazzo di fiori sulla tomba di San Giovanni Paolo II, al quale sparò il 13 maggio 1981.

Sono rimasto colpito dalla notizia del gesto compiuto da Ali Agca, il terrorista turco che, il 13 maggio del 1981, attentò alla vita di Giovanni Paolo II in piazza San Pietro a Roma.
Ali Agca ha portato un mazzo di fiori sulla tomba del Papa, perché sentiva da tempo la necessità di fare questo gesto, per rendere omaggio a una figura che è diventata santa agli occhi di Dio e del suo popolo. Questa sua “devozione” stupisce davvero, perché quand’era ancora in carcere a Rebibbia e Giovanni Paolo II andò a fargli visita, perdonandolo e stringendogli la mano, lui non s’è mostrato completamente pentito. La domanda che gli faceva frequentemente era perché non fosse morto dopo l’attentato. Il Pontefice gli rispose che era stata la Madonna di Fatima a salvarlo e che, se lui avesse voluto, la Vergine lo avrebbe aiutato a cambiare vita.

In occasione del Giubileo del 2000, l’allora presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi concesse la grazia ad Ali Agca, e lui s’è trasferito dall’Italia alla Turchia, dove verrà scarcerato definitivamente nel 2010. Il perdono è una strategia umana e civile, oltre che divina e religiosa, perché nel corso della storia oltre a Gesù ci sono stati milioni di santi e giusti che, morendo nel nome del Signore, hanno giustificato i loro oppressori, perdonandoli e chiedendo al Signore di non imputare loro il peccato, perché non sapevano quello che facevano.
Le chiedo: il gesto di Ali Agca è stato un vero pentimento verso Giovanni Paolo II o ha voluto solo farsi pubblicità?

Marco

La tua domanda, caro Marco, ha già la risposta inclusa. È vero che nessuno può giudicare l’intimo di una persona, che spetta solo a Dio, ma considerando i trascorsi e i comportamenti di Ali Agca è legittimo dubitare del suo pentimento e della sincerità del gesto di rendere omaggio a Giovanni Paolo II portando dei fiori sulla sua tomba. Se tale fosse stata la sua reale intenzione, avrebbe agito nel massimo della discrezione e non avrebbe convocato i giornalisti per farsi riprendere in piazza San Pietro. Sorvolo sul fatto che è rientrato in Italia senza alcun visto e sulle tante dichiarazioni farneticanti e contraddittorie sull’attentato al Papa, sul caso Emanuela Orlandi e sul terzo segreto di Fatima. Il personaggio non è attendibile. Alla sua richiesta di incontrare papa Francesco, giustamente padre Lombardi ha osservato: «Ha messo i fiori sulla tomba di Giovanni Paolo II. Penso che basti»

 
 
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