Contribuisci a mantenere questo sito gratuito

Riusciamo a fornire informazione gratuita grazie alla pubblicità erogata dai nostri partner.
Accettando i consensi richiesti permetti ad i nostri partner di creare un'esperienza personalizzata ed offrirti un miglior servizio.
Avrai comunque la possibilità di revocare il consenso in qualunque momento.

Selezionando 'Accetta tutto', vedrai più spesso annunci su argomenti che ti interessano.
Selezionando 'Accetta solo cookie necessari', vedrai annunci generici non necessariamente attinenti ai tuoi interessi.

logo san paolo
lunedì 20 maggio 2024
 
Infanzia
 

Alla materna, giocare o prepararsi alla scrittura?

02/10/2022  «Ho bisogno di un parere sul programma della scuola materna di mio figlio, al nostro primo anno: si dà maggior spazio al gioco, alla corporeità, alla relazione. Il mio bimbo a quasi 4 anni e mezzo, non riesce a tenere bene la matita in mano. Gli altri genitori d sono divisi tra “va tutto bene” e “nessun progresso nei lavoretti e disegni”. Quindi?»

Ho bisogno di un parere sul programma che la scuola materna di mio figlio, al nostro primo anno: si dà maggior spazio al gioco, alla corporeità, alla relazione, posticipando al terzo anno il lavoro sul pregrafismo. Il mio bimbo, nato a gennaio, ha quasi 4 anni e mezzo, non riesce spontaneamente a tenere bene la matita in mano, la impugna e bisogna continuamente ricordargli di non farlo. I disegni, poi, sono a mio avviso poveri, il suo colorare è muovere alla rinfusa il pennarello dentro e fuori dai contorni. È figlio unico e non ho pertanto un parametro al quale fare riferimento. Gli altri genitori del secondo o terzo anno sono divisi tra “va tutto bene” e “nessun progresso nei lavoretti e disegni”. Io e mio marito non sappiamo se farlo disegnare e scrivere a casa, ma onestamente il bimbo ha più voglia di giocare e ci pare normale e giusto alle 17 del pomeriggio che lo faccia. Al colloquio le maestre dicono che va tutto bene, di aiutarlo a usare cose piccole per sviluppare la sua manualità fine. Che cosa ne pensate?

UNA MAMMA

Cara mamma, comprendo molto bene la tua apprensione, i punti di vista diversi dei genitori in merito, gli eventuali conflitti che potrebbero nascere con gli insegnanti. Tuttavia mi sento di tranquillizzarti e di invitarti ad assecondare i desideri di tuo figlio che legittimamente preferisce giocare. Ma il pregrafismo è lì, nascosto tra le pieghe della quotidianità: in tutte le attività che aiutano i piccoli a tracciare segni, a riconoscere forme e colori usando occhi e polpastrelli. Le maestre, dicendoti di stimolare tuo figlio a usare le piccole cose, ti hanno invitata proprio a questo. Quando il bambino rientra a casa, quindi, chiedigli di aiutarti a sbottonare la camicia, di aprire la cerniera; giocate insieme a ritagliare linee e figure con le forbici, incollate, usate i chiodini, costruite collanine di pasta, impastate una pizza. Poi, con il passare del tempo, lo puoi invitare a tracciare curve e linee rette con i colori, a collegare frecce, a seguire percorsi e labirinti. Per poter scrivere, il bambino ha bisogno prima di tutto questo, di coordinazione oculo-manuale, di organizzazione e orientamento spaziale, di capacità motorie. Sulla giusta impugnatura della matita, che si acquisisce attraversando diverse fasi, è bene invece lavorare anche a casa. Ti possono essere utili le matite triangolari, più grosse ed ergonomiche, oppure i gommini da infilare anche ai colori, con la sagoma dei 3 punti di appoggio per pollice, indice e medio. Ogni cosa, però, perché sia efficace, non deve mai smettere di essere un gioco.

(foto in alto: iStock)

 
 
Pubblicità
Edicola San Paolo