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sabato 15 giugno 2024
 
Scuola
 

«Maturità, nel 2023 tornano i commissari esterni. Ma gli effetti della pandemia ci sono ancora!»

13/04/2023  «La maturità tornerà quella pre-pandemia, mia figlia non fa che disperarsi e dire: “Non è giusto!”... e penso che abbia ragione». Difficoltà di concentrazione, ansia, stress, rabbia, e la preparazione generale degli studenti: i danni della pandemia continuano a farsi sentire...

Cara prof, ho una figlia che sta finendo la scuola superiore. Da quando ha saputo che la maturità tornerà quella pre-pandemia con commissari esterni e prove scritte che arriveranno dal ministero non fa che disperarsi e dire: “Non è giusto!”. Io cerco di calmarla e rassicurarla ma dentro di me credo che abbia qualche ragione. Perché cambiare quando anche loro hanno subito rallentamenti e interruzioni legate al Covid? Lei che ne pensa?

SONIA

Cara Sonia, come non capire la tua ragazza e fai bene a tranquillizzarla ma anche io, come te e come lei, nutro più di una perplessità sul ritorno a una prova di maturità che non tenga conto di ciò che è successo in questi ultimi tre anni.

Il primo anno della pandemia, nel 2020, la maturità fu solo orale, gli studenti di quell’anno da marzo restarono a casa. In seguito preoccupava il ritorno in presenza, per tutta la prima parte dell’anno scolastico non avevamo ancora un vaccino, la paura del contagio era tanta e nonostante le cose stessero lentamente migliorando questo principio fu esteso anche alla maturità 2021.

Prima di tutto la salute: “Meglio un asino vivo che un dottore morto”, diceva mia nonna alludendo alla fatica dello studio. Così per i primi due anni, sulla base della saggezza popolare, si è giustamente sacrificato un po’ lo studio, consci che, in condizioni tanto speciali, la preparazione degli studenti non potesse essere stata completata al meglio.

L’anno scorso poi i primi tiepidi passi verso la normalità: una prima prova nazionale e poi seconde prove strutturate dai docenti interni delle materie di indirizzo. La commissione formata dai soli insegnanti della classe, a eccezione del presidente, garantiva agli studenti la sicurezza di una valutazione che tenesse conto del loro percorso, di quanto davvero avessero fatto. Penso che tale criterio andasse mantenuto anche quest’anno.

Le fragilità degli studenti sono sotto gli occhi di tutti: difficoltà di concentrazione, ansia, stress, rabbia. No, non è andato tutto bene! I lenzuoli ben auguranti che ci tenevano su il morale durante il lockdown ci hanno illuso. I danni, quelli della salute psicofisica, li stiamo vedendo tutti soprattutto tra i più giovani. Credo che il ministero dell’Istruzione e del Merito avrebbe dovuto tenerne conto. Ma davvero pensiamo che la serietà di un esame passi da una Commissione con tre membri esterni e una seconda prova, ovviamente diversa per ogni indirizzo di studio, a carattere nazionale? Non sarebbe stato meglio, tenuto conto anche della diversità dei programmi svolti nelle diverse scuole, che ormai seguono le linee e le indicazioni nazionali, che fossero proprio gli insegnanti della materia di indirizzo, come nell’anno passato, a preparare la prova? Prendere atto che le cose sono cambiate non è rinunciare alla serietà, ma è dare risposte coerenti con i tempi senza fingere che non sia successo nulla

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