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martedì 07 dicembre 2021
 
 

Roma, allarme Giubileo

09/10/2015  Dopo le dimissioni di Marino la Capitale è sprofondata nel caos politico, a meno di 60 giorni dall'inizio dell'evento che doveva riscattare la città dalla crisi morale in cui era precipitata.

All’indomani delle dimissioni del sindaco Ignazio Marino, il "marziano a Roma" sprofondato in una girandola di scontrini fiscali, e a due mesi dall’inizio del Giubileo della Misericordia la Capitale sembra sprofondare nel caos: secondo l’Osservatore Romano a Roma restano solo macerie. L’Anno Santo del Duemila (abbiamo ancora le immagini impresse nella retina di papa Wojtyla che apre in San Pietro la Porta Santa), fu progettato nel 1994 e vide tre anni di preparazione: oggi disponiamo di meno di sessanta giorni per sistemare una città stremata, con una viabilità impossibile, avvolta dalle polemiche, con il Campidoglio avvolto da una nebbia di foschi misteri (Marino minaccia di “tirare giù tutti”). Il vescovo ausiliare di Roma, monsignor Giuseppe Marciante, intervistato da Radio Vaticana, chiede di “dire con chiarezza come stanno le cose, perché la gente ci ha capito veramente poco” .

Non c’è solo il problema di mettere in sicurezza e con un sistema di trasporti decente una metropoli che deve ospitare milioni di pellegrini. Il Giubileo doveva riscattare l’immagine di Roma dopo i mesi tormentati di Mafia Capitale, del “mondo di mezzo” delle cooperative in cui si muovevano Salvatore Buzzi e Massimo Carminati, dopo le squallide rappresentazioni dei funerali dei Casamonica. E ora? Ora tutti si chiedono cosa accadrà in questo quadro a tinte fosche che sembra attingere alla Roma del Cinquecento. Ma il Giubileo, come spiega monsignor Marciante, rappresenta anche la “moralità di una città”. Perché, come dice l’agenzia Sir, “Un disastro nell’ accoglienza per il Giubileo di Roma ci infangherebbe tutti”. 

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