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La favola triste di Alice, cinquant'anni e malata di Alzheimer

10/06/2017  Nel film Still Alice un'intensa Julianne Moore interpreta una donna di 50 anni con una vita piena e soddisfacente, tre figli, una carriera accademica, un marito premuroso, che improvvisamente comincia ad avvertire i sintomi di un precoce morbo di Alzheimer

Still Alice, il film tratto dal romanzo Perdersi di Lisa Genova, interpretato da una strepitosa Julianne Moore, ha il merito di riportare l'attenzione collettiva in maniera non banale sul problema dell'Alzheimer. Racconta la storia di Alice Howland, una donna che, a 50 anni, ha tutto: una cattedra in Linguistica presso la Columbia University, un marito amorevole, e tre figli stupendi.

La sua vita si divide tra la famiglia e il lavoro, e lei ne è felicissima. Ma quando Alice si reca a Los Angeles per tenere una lezione, qualcosa di inaspettato le accade. A metà di una frase dimentica un termine importante e resta ad aspettare imbarazzata di trovare un sinonimo. A New York, dove intanto è tornata, le capita un secondo episodio inquietante. Mentre fa il suo solito jogging attorno al campus, Alice perde del tutto conoscenza.

Decide di tenere la cosa nascosta alla famiglia, e inizia a vedere un neurologo che le prescrive una serie di test. Lei è convinta di avere un tumore al cervello, mentre il dottore avanza un’ipotesi ancor più devastante: Alzheimer precoce. A questo punto, Alice si arrende e si confida col marito, John. La reazione iniziale di John è di scetticismo. Quando accompagna Alice alla sua successiva visita dal dottore, suggerisce l’idea di fare un test genetico, e il dottore concorda. I testi di Alice risultano positivi al gene presenilin-1, indicatore dell’Alzheimer precoce ereditario — una rara forma della malattia, che ha il 50% delle possibilità di essere trasmesso anche nei suoi figli.

Durante una riunione famigliare, Alice dà la notizia. I figli rimangono sconvolti e fanno fatica a elaborare la cosa. Nel corso delle settimane successive, Alice deve affrontare le conseguenze che la sua malattia ha sul suo matrimonio, sulla sua famiglia e il suo lavoro. Fingendo di essere stata mandata da un parente, Alice va a visitare una vicina casa di cura per malati di Alzheimer. Posta di fronte a un destino che non riesce ad accettare, prende una drastica decisione che influenzerà radicalmente il suo futuro, nel momento in cui raggiungerà l’incapacità totale. Ma l’estate trascorsa al mare porta un senso di rinnovamento, ed Alice combatte contro il suo destino per cercare di proteggere la sua vita, i suoi affetti, e sé stessa.

Non c'è tema e implicazione dell'Alzheimer che non venga toccato dal film: lo sconcerto del malato; gli effetti devastati sulla famiglia che, per quanto unita, accusa il colpo; la voglia di lasciarsi andare; la ricerca di medici e centri specializzati; infine, la volontà di vivere fino in fondo, con coraggio, il proprio destino.

Still Alice è l'esempio di un cinema che entra nel cuore della malattia con intelligenze e delicatezza. Non è la prima volta che accade. Anche Una sconfinata giovinezza di Pupi Avati, con Francesca Neri e Fabrizio Bentivoglio  affrontava il problema.

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