logo san paolo
mercoledì 10 agosto 2022
 
campagna
 

Amnesty international, l'impegno per i diritti umani in Ucraina e nel mondo

01/06/2022  Con la campagna #Amnestyisyou l'organizzazione chiede a tutti di sostenere le sue battaglie per restituire libertà e dignità a chi è ingiustamente perseguitato o incarcerato da Governi repressivi

L'invasione dell'Ucraina da parte delle truppe di Mosca ha mostrato al mondo gli effetti devastanti della guerra sulla popolazione civile ucraina, sulla libertà di espressione in Russia e sul rispetto dei diritti umani. «Fin dai primi giorni del conflitto, Amnesty International si è mobilitata per raccogliere prove che consentano di processare i responsabili di tali gravi crimini e garantire giustizia a coloro che ne sono stati vittime», osserva Riccardo Noury, portavoce di Amnesty international Italia. «Sta inoltre portando avanti un importante lavoro di sensibilizzazione e pressione, a livello nazionale ed internazionale, per denunciare la campagna senza precedenti lanciata dalle autorità russe contro il giornalismo indipendente, il movimento contro la guerra e le voci dissidenti. Abbiamo lanciato un appello mondiale al Governo russo sollecitandolo a rispettare il diritto internazionale, a proteggere i civili e a fermare l’aggressione contro l’Ucraina. Da oltre 60 anni ci battiamo in difesa di chi non ha voce e non ci fermeremo finché nel mondo non sarà garantita giustizia per tutte e tutti».

Difendere i diritti umani in Ucraina e in tutto il mondo: è l'impegno di Amnesty. Perchè in nessun luogo del pianeta si può abbassare la guardia e pensare che il rispetto dei diritti sia un traguardo raggiunto una volta per sempre. Basti pensare che nel 2021 almeno 67 Stati hanno introdotto nuove norme che hanno inciso negativamente sulla libertà d’espressione, di associazione e di manifestazione pacifica; 84 Paesi continuano ad imprigionare arbitrariamente i difensori dei diritti umani; almeno 48 respingono migranti e rifugiati attraverso i confini o li rimpatriano illegalmente; e almeno 85 ancora fanno uso eccessivo o non necessario della forza durante le manifestazioni.

Grazie anche alla pressione di Amnesty, alcuni caio sono stati risolti, come quello di Ramy Shaath, prigioniero di coscienza egiziano-palestinese. Protagonista della rivoluzione del 2011, era stato arrestato il 5 luglio 2019 con l'accusa di sostegno a un gruppo terrorista, minaccia alla sicurezza dello Stato e diffusione di notizie false. Ê stato rilasciato dopo oltre 900 giorni di detenzione senza processo.

Con la campagna #Amnestyisyou l'organizzazione chiede a tutti di appoggiare le sue battaglie, perché i dititti umani sono un patrimonio di cui è importante prendersi cura ogni giorno. Si può sostenere Amnesty devolvendo il 5X1000 all'organizzazione. Per informazioni: www.amnesty.it

 

 
 
Pubblicità
Edicola San Paolo