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venerdì 22 novembre 2019
 
 

Napolitano: amnistia, il Parlamento ci pensi

28/09/2013  Il Capo dello Stato in visita al carcere di Poggioreale sprona il Parlamento ad affrontare il tema del sovraffollamento. Anche con un'amnistia.

Il carcere di Poggioreale a Napoli (Ansa).
Il carcere di Poggioreale a Napoli (Ansa).

Torna a parlare delle carceri e del problema sovraffollamento, il presidente Giorgio Napolitano. In vista al carcere di Poggioreale, nel giorno in cui celebra le quattro giornate di Napoli e la resistenza al fascismo del capoluogo campano, il presidente della Repubblica non esita a ribadire la sua posizione sulle condizioni dei nostri istituti di pena. Condizioni che ci hanno già guadagnato la riprovazione dell'Europa e la condanna per trattamenti disumani e tortura.

L'Italia, che dovrebbe mettersi in regola con quanto richiesto da Strasburgo entro i prossimi mesi, pena una pesante sanzione, sta cercando i modi per intervenire. Alcune strade le ha già indicate il ministro di Grazia e Giustizia Anna Maria Cancellieri che ha chiesto una migliore e più ampia applicazione delle misure alternative al carcere. Misure che potrebbero essere estese maggiormente con la riforma della giustizia alla quale il ministero sta già lavorando.

In questo quadro il presidente della Repubblica ha inserito anche l'idea che il Parlamento prenda in considerazione un provvedimento di indulto o di amnistia. A questo proposito Giorgio Napolitano ha preannunciato un suo discorso alle Camere che però  sarà fatto quando ci sarà «un momento di maggiore serenità e attenzione politica perché mi auguro venga letto e meditato».

L'amnistia (provvedimento che estingue il reato) e l'indulto (che estingue la pena) non possono essere approvati dal solo presidente della Repubblica, né dal solo Governo. «C'è bisogno», ha spiegato Napolitano, «di un consenso molto ampio del Parlamento, forse troppo ampio per come è stabilito con una modifica della norma originaria della Costituzione», ovvero la maggioranza dei due terzi. «Questo vincolo, però, non deve essere un freno per esaminare fino in fondo la necessità di questo provvedimento».

Dello stesso tenore il discorso che Anna Maria Cancellieri avrebbe dovuto pronunciare a Genova e che, invece, è stato letto dal capo dell'ufficio legislativo del ministero della Giustizia, Domenico Carcano. «Bisogna mettere da parte schieramenti e contrapposizioni, avviandoci tutti insieme nella direzione di restituire ai nostri cittadini la speranza di un Paese più giusto, fondato sui valori di una democrazia reale e sostanziale», è stato uno dei passaggi del discorso letto durante il congresso straordinario dell'Unione delle Camere penali italiane. «Il nostro Paese e i nostri cittadini hanno bisogno di una giustizia rapida ed efficiente. Questo vale in tutti i settori ma ancora di più in un campo, come quello penale, che vede coinvolti delicatissimi interessi e in cui si è alla ricerca di un continuo equilibrio tra rispetto della legalità e garanzie di libertà», ha scritto il ministro trattenuto a Roma dalle ultime vicende politiche che hanno spinto il premier Letta a chiedere il voto di fiducia.

 
 
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