Contribuisci a mantenere questo sito gratuito

Riusciamo a fornire informazione gratuita grazie alla pubblicità erogata dai nostri partner.
Accettando i consensi richiesti permetti ad i nostri partner di creare un'esperienza personalizzata ed offrirti un miglior servizio.
Avrai comunque la possibilità di revocare il consenso in qualunque momento.

Selezionando 'Accetta tutto', vedrai più spesso annunci su argomenti che ti interessano.
Selezionando 'Accetta solo cookie necessari', vedrai annunci generici non necessariamente attinenti ai tuoi interessi.

logo san paolo
martedì 23 luglio 2024
 
dossier
 

Diventare madri in Sud Sudan: l'impegno di Amref per la salute materno-infantile

03/02/2023  La Ong medico-umanitaria africana lavora per formare ostetriche, infermiere e operatori sanitari presso il Maridi health science institute. La storia di una studentessa, la 25enne Hellen Hadia, che già lavora come ostetrica

«La prima volta che ho sentito il dolore di una madre è stata quando una donna si è trovata al momento del parto in casa e i suoi parenti non hanno potuto consentirle di andare in ospedale. Sono riusciti a portarla in ospedale solo quando lei era già in stato di incoscienza. Purtroppo, a causa della grande perdita di sangue l’abbiamo persa. Ha ricevuto due trasfusioni, ma non sono servite a salvarla». Hellen Hadia, 25enne sudsudanese è un’ostetrica, sta terminando gli studi presso il Maridi health science institute, una scuola nel Sudovest del Paese africano dove, grazie alla Ong medico-umanitaria Amref Health Africa, vengono formati operatori sanitari che lavoreranno poi nelle strutture sanitarie e nelle comunità.

La mortalità materno-infantile è una piaga che lacera in profondità la più giovane nazione africana - dove papa Francesco è in visita dal 3 al 5 febbraio -, nata nel 2011, ma dilaniata da una sanguinosa guerra civile (dal 2013 al 2020), segnata da una gravissima crisi alimentare e da disastri climatici. Le complicanze durante la gravidanza e il parto sono una delle principali cause di morte per le donne in Sud Sudan. «Ho scelto di fare l’ostetrica», racconta Hellen in un video di Amref, «perché nelle comunità le donne devono affrontare tante sfide. Soprattutto durante il periodo dal concepimento alla gravidanza, hanno bisogno di aiuto».

Il bassissimo numero di operatori e operatrici sanitarie, spiega Amref, è una delle cause principali dell’elevata mortalità durante il parto. Nella salute materno-infantile, ci sono tre cose che complicano il parto: «Il ritardo nel decidere, il ritardo nel raggiungere l’ospedale, il ritardo nell’essere assistite». Per questo è fondamentale la presenza di operatori sanitari formati e competenti che sappiano rispondere ai bisogni delle donne in gravidanza e in procinto di partorire. In un Paese dove la mortalità materna è di 1.150 decenni ogni 100mila nati vivi, Amref Health Africa – fondata a Nairobi, in Kenya, nel 1957 e presente nell’area che dal 2011 è diventata Sud Sudan da oltre cinquant’anni – lavora per istruire e formare infermiere, ostetriche e operatori sanitari presso la scuola Maridi health science institute. Ad oggi, l’80% del personale sanitario impiegato nella sanità del Sud Sudan è stato formato da Amref. 

(Nella foto di Amref: Hellen Hadia accanto a una mamma con il suo bambino)

Multimedia
Le foto del primo giorno del Papa in Sud Sudan
Correlati
Sud Sudan, Hellen Hadia: "Faccio l'ostetrica per aiutare le donne della mia comunità"
Correlati
Le foto del primo giorno del Papa in Sud Sudan
Correlati
 
 
Pubblicità
Edicola San Paolo