logo san paolo
giovedì 30 giugno 2022
 
 

Anche gli oggetti ci parlano

26/10/2011  Pubblicati i risultati di uno studio che suggerisce una sorta di universalità di alcuni aspetti del lessico

Che legame c’è tra i nomi che diamo alle cose e la loro forma? Perché, dalla Cina agli Stati Uniti, dalla Finlandia all’Uganda, la maggior parte delle persone che parlano lingue diverse e appartengono a culture differenti affermerebbero che un oggetto chiamato "mal" è più grande di uno chiamato "mil"? Gli scienziati del Centro Mente/Cervello (CIMeC) dell’università di Trento, in collaborazione con i loro colleghi degli atenei di Oxford e del Max Planck Institute of Biological Cybernetics hanno provato a fare un’indagine in questo senso e i risultati sono stati pubblicati sulla rivista Experimental Brain research ipotizzando l’universalità almeno di alcuni aspetti del linguaggio, a prescindere dalle lingue e dalle convenzioni sociali, approccio invece sempre dato per certo fino a oggi. In sostanza ogni cosa che vediamo, oltre ad avere forma e colori, avrebbe insito un proprio suono, quello che le associamo inconsapevolmente mentre la osserviamo.


Questo il test: alle "cavie" è stato chiesto di pronunciare la vocale "a" mentre venivano mostrate loro delle immagini. è emerso che la natura dei suoni emessi cambia, in modo simile in tutti i soggetti, a seconda delle caratteristiche dell’immagine. Per esempio, il volume si alzava se le immagine erano particolarmente luminose e il tono si faceva più acuto di fronte a oggetti spigolosi.

«È noto da tempo che le persone tendono spontaneamente ad associare dei suoni privi di significato a delle forme visive, come nell’esempio famoso in cui è più probabile che a evocare un oggetto spigoloso sia il vocabolo ‘takete’ piuttosto che il vocabolo ‘maluma’», ha detto Francesco Pavani del CIMeC, che ha partecipato allo studio: “L’aspetto più nuovo e sorprendente di questa ricerca è il fatto che anche un’emissione semplice, come la vocale ‘a’, del tutto spontanea e arbitraria, cambia a seconda della figura che stiamo osservando”.

Tag:
 
 
Pubblicità
Edicola San Paolo