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martedì 17 maggio 2022
 
 

Balla per me, se vuoi mangiare

29/01/2012  Scandalo in India: pacchetti turistici comprensivi di "safari umani" in cui gli indigeni sono costretti a ballare nudi in cambio di cibo.

Ci sono turisti che vanno in cerca di templi, moschee, e resti di antichi splendori. Altri preferiscono spiagge bianchissime e mare cristallino, o l'emozione delle alte vette. Altri ancora fanno lunghe file per entrare nei musei e nelle gallerie d'arte. Ma ci sono anche turisti disposti a pagare per vedere una donna ballare nuda in mezzo alla strada.


     Succede in India, per esempio, e si chiama “safari umano”. Molte delle foreste tropicali del subcontinente sono infatti abitate da comunità di aborigeni, popolazioni di origini antichissime, il cui stile di vita è rimasto immutato: vivono di caccia, pesca, agricoltura o piccolo artigianato, organizzati in clan o tribù. Sono i preziosi custodi di tradizioni e culture millenarie: la lingua, la spiritualità, la storia di queste popolazioni tribali sono a pericoloso rischio d'estinzione. 

     Ma non è questo ad attirare il turismo, bensì il fatto che la maggior parte di queste tribù – se ne contano quasi 700 nel subcontinente – viva libera da ogni pudore. E spesso, lungo le strade che attraversano le foreste, gli spregiudicati turisti riescono a convincere, per una scatola di biscotti o una manciata di rupie, donne e uomini seminudi a ballare per loro.

     Davanti a questo indegno spettacolo, scattano foto e riprendono filmati da mostrate a parenti e amici al termine del loro macabro safari. Uno di questi video, girato alle Isole Andamane, è finito su YouTube (“Jarawa Tribe dancing for tourists in exchange for food” - http://www.youtube.com/watch?v=JpVZ2e99gdQ), e ha fatto scoppiare lo scandalo. Anche perche' sembra che dietro alla telecamera ci fosse un poliziotto. 

     Le autorità, naturalmente, smentiscono, ricordando che la legge indiana protegge i diritti e l'integrità degli aborigeni. Ma evidentemente, non abbastanza da impedire lo sviluppo di questa deplorevole perversione turistica. Quello delle Andamane, infatti, non è un caso isolato. Nello stato dell'Orissa, a Nord-Est del paese, sembra che su 50.000 turisti annui, 5.000 si dedichino ai “safari umani”. Tanto che il Ministero del turismo ha dovuto vietare l'accesso a certe aree.

 
 
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