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l'appello
 

Andria, i familiari delle vittime scrivono al Papa: «Ci aiuti ad avere giustizia»

21/07/2016  Con una lettera-appello, le famiglie delle persone morte nell’incidente ferroviario in Puglia chiedono un incontro a Bergoglio: «Sentiamo il bisogno della Sua vicinanza e conforto». E Daniela Castellano, figlia di una delle vittime, accusa: «Quello che è accaduto è colpa di una classe dirigente corrotta. Perché i 20 milioni di euro dati a Ferrotramviaria non sono stati utilizzati subito per mettere in sicurezza i binari?»

Chiedono di incontrare papa Francesco le famiglie delle ventitré vittime dell’incidente ferroviario di Andria del 12 luglio scorso. In una lettera-appello, affidata a Famiglia Cristiana e firmata da Daniela Castellano, scrivono al Pontefice chiedendo il suo conforto nella tempesta che stanno affrontando. «Caro Papa Francesco, sono la figlia di una delle vittime della strage dei treni, avvenuta il 12 luglio scorso», scrive Daniela, figlia di Enrico Castellano, 72 anni, che quel giorno tornava in Puglia da Torino per riabbracciare i nipoti e la famiglia. «La mia famiglia, come le altre ventidue, è stata travolta da una devastante tragedia», continua la missiva. «Piangiamo la perdita di una madre, di un padre, di un figlio, di una figlia, di un nonno o di una nonna». Da qui l’appello a papa Francesco: «Sentiamo il bisogno della Sua vicinanza, di sentire la Sua voce, di avere parole di conforto, di una Sua benedizione». Firmato: «Ventitré famiglie distrutte per sempre».

Subito dopo la tragedia, papa Bergoglio aveva inviato un telegramma di cordoglio, indirizzato a monsignor Francesco Cacucci, arcivescovo di Bari-Bitonto e firmato del segretario di Stato della Santa Sede, cardinale Pietro Parolin, assicurando «fervide preghiere di suffragio per quanti sono tragicamente morti» e per affidare «alla materna protezione della Vergine Maria quanti sono colpiti dal drammatico lutto ed invia la confortatrice benedizione apostolica». 

Daniela Castellano sta costituendo un comitato delle famiglie delle vittime  per seguire le indagini della magistratura sull’incidente e chiedere giustizia. «Chiediamo al Papa di aiutarci ad avere la verità su quello che è successo e di non lasciarci soli in questa battaglia difficilissima», spiega Daniela Castellano. «Quello che è successo è come un attentato terroristico, solo che in questo caso le responsabilità sono di una classe dirigente corrotta, distratta e attaccata ai soldi. Vorrei che papa Francesco gridasse al mondo che la corruzione uccide».

Daniela Castellano, a sinistra, insieme alla madre davanti all'obitorio del Policlinico di Bari (foto Cosmo Laera)
Daniela Castellano, a sinistra, insieme alla madre davanti all'obitorio del Policlinico di Bari (foto Cosmo Laera)

Le indagini della Procura di Trani vanno avanti. Castellano dice di conoscerne gli sviluppi dai giornali: «Non so se i vertici di Ferrotramviaria siano stati ascoltati e che cosa hanno detto», afferma, «io non ce l’ho con i capistazione di Andria e Corato (già interrogati, ndr). L’errore umano ci può stare, può accadere a tutti di sbagliare ma se quei binari fossero stati messi in sicurezza tutti quei morti forse si sarebbero evitati. A me fa rabbia ascoltare l’assessore ai Trasporti della Puglia Giovanni Giannini che ha detto che la Regione nel 2014 aveva assegnato 83 milioni alle quattro ferrovie in concessione per realizzare sistemi di sicurezza di bordo e a terra, lungo i binari. Di questi soldi 20 milioni e mezzo di euro sono stati dati a Ferrotramviaria. Che fine hanno fatto? Dove sono stati impiegati? È mai possibile che una linea strategicamente importante e così affollata non sia stata ammodernata subito?».

Daniela Castellano, come le altre famiglie, è rincuorata dalla presenza dello Stato e delle istituzioni durante i giorni del lutto: «Il presidente Mattarella ci è stato vicino sin dal primo momento, adesso però bisogna fare luce e chi ha responsabilità deve pagare». Da papa Francesco, lei come gli altri familiari delle vittime, si aspetta anzitutto una carezza: «In questo momento tremendo, dopo i funerali, si inizia a elaborare il lutto e a realizzare l’assenza di chi non c’è più. Vorrei che il Papa, che è il padre di tutti noi, ci desse la sua parola di conforto e non dimenticasse noi e le persone che sono morte in questo modo così atroce e insensato».

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