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venerdì 06 dicembre 2019
 
 

Siate servitori, non padroni

23/02/2014  All'Angelus il Papa ricorda che l'unità deve prevalere sui conflitti. E che vescovi, cardinali, lo stesso Papa, sono dei servitori del popolo e non dei padroni.

Si affaccia dalla finestra e tuona ancora contro le divisioni. Papa Francesco, dopo aver celebrato la messa con i nuovi cardinali, si rifà alla lettura di San Paolo di questa domenica per ricordare che non bisogna essere divisi: «Nella seconda Lettura di questa domenica, san Paolo afferma: Nessuno ponga il suo vanto negli uomini, perché tutto è vostro: Paolo, Apollo, Cefa [cioè Pietro], il mondo, la vita, la morte,il presente, il futuro: tutto è vostro! Ma voi siete di Cristo e Cristo è di Dio. Il problema che l’Apostolo si trova di fronte è quello delle divisioni nella comunità di Corinto, dove si erano formati dei gruppi che si riferivano ai vari predicatori considerandoli loro capi; dicevano: "Io sono di Paolo, io sono di Apollo, io sono di Cefa…". San Paolo spiega che questo modo di pensare è sbagliato, perché la comunità non appartiene agli apostoli, ma sono loro ad appartenere alla comunità; però la comunità, tutta intera, appartiene a Cristo».
E tutti abbiamo questa dignità. Chi ha ricevuto un ministero, insiste il Papa, non deve ritenersi padrone, ma mettersi a servizio della comunità.
Papa Francesco invita la piazza ad applaudire i nuovi cardinali e ricorda ancora una volta che coloro che  hanno «ricevuto un ministero di guida, di predicazione, di amministrare i Sacramenti, non devono ritenersi proprietari di poteri speciali, ma porsi al servizio della comunità, aiutandola a percorrere con gioia il cammino della santità. La Chiesa oggi affida la testimonianza di questo stile di vita pastorale ai nuovi Cardinali, con i quali ho celebrato questa mattina la santa Messa».
E poi insiste ancora sull'unità: «Che il Signore ci dia la grazia di lavorare per l’unità della Chiesa, di costruire questa unità perché l'unità è più importante dei conflitti. L'unità della Chiesa è in Cristo, i conflitti sono problemi che non sempre sono di Cristo. I momenti liturgici e di festa, che abbiamo avuto l’opportunità di vivere nel corso delle ultime due giornate, rafforzino in tutti noi la fede, l’amore per Cristo e per la sua Chiesa».
Come ha già fatto al momento della sua elezione, anche per i nuovi cardinali e per lui stesso torna a chiedere la preghiera dei fedeli: «Vi invito anche a sostenere questi Pastori e ad assisterli con la preghiera, affinché guidino sempre con zelo il popolo che è stato loro affidato, mostrando a tutti la tenerezza e l’amore del Signore. Ma quanto bisogno di preghiere ha un vescovo, un cardinale, un Papa affinché possa aiutare ad andare avanti il popolo di Dio, Dico aiutare, cioè servire il popolo di Dio, perché la vocazione di un vescovo, di un cardinale, di un Papa è di essere servitori, servire in nome di Cristo. Pregate per noi perché tutti siamo buoni servitori, non buoni padroni. Tutti».

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