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Personaggi
 

Antonella, più forte del destino

09/05/2014  È il titolo dello spettacolo che l'attrice posta in scena al Litta di Milano, incentrato sulla sua autobiografia: tanta voglia di vivere, recitare e amare, nonostante la sclerosi multipla.

Soffrire di sclerosi multipla da trent'anni e nonostante questo recitare, amare, vivere: è, in estrema sintesi, il contenuto dello spettacolo Più forte del destino (sottotitolo: "tra camici e paillette la mia lotta alla sclerosi multipla"), in scena al Teatro Litta di Milano dal 9 all'11 maggio. L'autrice e interprete è l'attrice Antonella Ferrari, che lo ha tratto dalla propria autobiografia, uscita con lo stesso titolo dello spettacolo nel 2012 per Mondadori e premiata da un grande successo di vendite.

Con la regia di Arturo di Tullio e la produzione dell'Accademia Achille Togliani, Antonella Ferrari è sola in scena a interpretare sè stessa, mentre una grande tela di ragno simboleggia la malattia che ha imprigionato esperienze e ricordi. Però il tono della pièce è agrodolce, perché nella vita la Ferrari non ha permesso che la sclerosi multipla, affacciatasi con i primi sintomi  a 11 anni e diagnosticatale a 20, le impedisse di vivere. Lei che era arrivata a coronare il suo sogno, essere una ballerina, ha dovuto ricalibrare i progetti, ma tra cinema, teatro e televisione è riuscita ugualmente a lavorare nel mondo dello spettacolo, diventando un'attrice. Ricordiamo soltanto che è stata tra gli interpreti principali della recente fiction di Pupi Avati Un matrimonio.

    Quando si riesce a fare spettacolo senza nascondere la propria disabilità, ma appoggiandola a ironiche stampelle colorate; quando non solo ci si cura e si lotta ogni giorno contro la malattia, ma si riesce a conservare la bellezza e a vivere in un matrimonio riuscito l'amore della vita, allora si è davvero "più forte del destino". Conta, come nel caso di Antonella Ferrari, avere un carattere caparbio e provenire da una famiglia solida che l'ha sempre sostenuta, ma contano moltissimo il realismo e l'ironia con i quali ha sempre affrontato la sorte. Sono tutti tratti che tornano nello spettacolo, che l'autrice e interprete rivolge non solo a coloro che conoscono la disabilità per esperienza personale o familiare, ma anche a quanti non ne sanno nulla in prima persona e magari poco per informazione.

    Antonella Ferrari è anche testimonial dell'Aism, l'Associazione italiana sclerosi multipla, ed è naturalmente una voce di speranza per chi vuole vivere e non sopravvivere, pur contro un destino avverso. Lei è la testimonianza vivente di una vita normale nonostante un handicap: per dirla con il suo modo di sentire, non si sente diversamente abile, ma semplicemente abile.

 
 
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