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giovedì 13 agosto 2020
 
la storia
 

Antonio Montalto, il console innamorato dell'Armenia

24/06/2016  Palermitano, medico, presidente della Fondazione Family Care, è arrivato nel Paese caucasico dopo il disastroso terremoto del 7 dicembre 1988 ed è rimasto. «Abbiamo ristrutturato i servizi di maternità degli ospedali perché le mamme hanno diritto di partorire in un posto pulito», racconta. «Oggi tanti bambini di questa parte dell'Armenia portano nomi italiani, in segno di riconoscenza per ciò che abbiamo fatto»

Tra le persone che papa Francesco incontrerà sabato durante la sua visita a Gyumri c'è anche Antonio Montalto, console onorario d'Italia nella cittadina considerata la capitale culturale dell'Armenia.
Palermitano, medico, presidente della Fondazione Family Care, Montalto è arrivato in Armenia dopo il disastroso terremoto del 7 dicembre 1988, che rase al suolo la città di Spitak e uccise 25.000 persone. Montalto, che all'epoca era medico e si occupava di logistica sanitaria, arrivò in Armenia nel marzo del 1989 e da allora non se ne è più andato.


"Per prima cosa", ci racconta Montalto, "ci occupammo dei bambini rimasti orfani. Il terremoto arrivò di mattina, quando i bambini erano a scuola e i loro genitori nelle fabbriche. Tanti scolari persero i loro genitori sotto le macerie". Superata la fase dell'emergenza e della ricostruzione, Montalto ha continuato a impegnarsi in progetti di cooperazione. "Abbiamo ristrutturato i servizi di maternità degli ospedali perché le mamme hanno diritto di partorire in un posto pulito. Oggi tanti bambini di questa parte dell'Armenia portano nomi italiani, in segno di riconoscenza per ciò che abbiamo fatto".
Montalto ha stabilito un rapporto profondo con l'Armenia ed è riuscito ad avviare diverse iniziative nel campo della formazione professionale, del turismo e della cultura. Ha attivato dei corsi di ceramica e di lingua italiana, ha messo in piedi una biblioteca italiana di 8.000 volumi, ha aperto un piccolo albergo nel centro storico di Yerevan ("si chiama Villa Delenda perché si trova in un palazzo che volevano demolire", dice) e un altro a Gyumri, chiamato Villa Kars, dove si trova anche un laboratorio di ceramica.
Intorno a questi progetti lavorano 40 persone. "I progetti migliori sono quelli che si avvicinano alla vita. Io spero che un giorno i miei colleghi armeni diventino i miei capi. Significa che saremo riusciti a scambiarci delle cose utili", dice Montalto. La nomina di console onorario è arrivata nel 2001. Per Montalto la visita di Papa Francesco in Armenia può avere un significato politico molto importante: "Francesco è la persona che può dare una spallata al complicato processo di pace fra Armenia e Azerbaijan per il conflitto nel Nagorno-Karabakh. Il papa può muovere ciò che ora ci sembra inamovibile".

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