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sabato 16 ottobre 2021
 
 

Usa, elezioni a mano armata

28/04/2012  Obama non osa affrontare il tema del controllo delle armi. Ma nel 45% delle case americane c'è un'arma da fuoco.

Un cliente sceglie la sua pistola in un negozio d'armi (foto del servizio: Reuters).
Un cliente sceglie la sua pistola in un negozio d'armi (foto del servizio: Reuters).

Da Washington - L’argomento armi è importantissimo nella campagna elettorale presidenziale. Non ci sono infatti stati dubbi fin dall’inizio sulla posizione dei vari candidati repubblicani. Rick Perry e Rick Santorum, orgogliosi cacciatori di fagiani, non hanno mai disdegnato di concedere interviste armati di tutto punto prima d’andare a fare carneficina di innocenti bestiole. New Gingrich e Herman Cain hanno partecipato alla convenzione della National Rifle Association facendo discorsi che erano tutta una promessa.


Michelle Bachman nel corsodi un’intervista ad un settimanale ha detto che voleva insegnare alla figlia a sparare perché le donne devono essere in grado di difendersi. Mitt Romney, il candidato destinato a tagliare il traguardo della nomination alla convention di fine agosto a Tampa, in Florida, dopo aver appoggiato quando era governatore del Massachussetts qualche misura per il controllo delle armi, adesso sostiene senza riserve il secondo emendamento della Costituzione che prevede e garantisce il diritto del cittadino a possedere e portare un’arma.

Il presidente Obama, nel suo angolino in attesa che i repubblicani commettano errori, si scannino a vicenda, insomma aspettando pazientemente di vincere le elezioni perché non ha rivali validi, fa il pesce in barile. L’argomento controllo delle armi può portare un politico di larghe vedute alla rovina ed è per questo che Obama tace. E’ infatti dai tempi dell’attacco alla deputata Gabrielle Giffords, avvenuto a Tucson in Arizona l’11 gennaio 2011, che il presidente evita l'argomento. 

Allora, con la Gifford gravemente ferita, Obama aveva promesso più controlli sull’uso delle armi, ma non ha poi dato molto seguito alla promessa. I democratici sanno fin troppo bene che prendere di petto il controllo delle armi costa caro in termini di carriera. Affrontare poi questa discussione quando l’esito delle elezioni del prossimo novembre potrebbe essere deciso in stati come Missouri, Pennsylvania e Ohio, dove la caccia è popolarissima, non è assolutamente cosa per un presidente in carica che ha bisogno di ogni singolo voto disponibile. 

E’ per questo motivo forse che Obama, anche se non può decentemente schierarsi con i fan del secondo emendamento ha però firmato, nel febbraio 2011, un decreto che permette di portare armi cariche nei principali parchi nazionali compreso Gran Canyon. Nessuno infatti in casa democratica ha dimenticato la sconfitta alle elezioni di medio termine del novembre 1994 subita da Clinton, che voleva far passare il bando per un certo tipo di armi pesanti. 

“Non è un buon modo di fare politica – ha minacciato il vice presidente della National Rifle Association, Wayne La Pierre – mettersi contro il secondo emendamento. Qualcuno sta facendo fumo sull’argomento per ingannare i proprietari di armi e dar credere loro d’essere ciò che non è, ovvero in favore del secondo emendamento”.

Da Washington - Secondo i dati del censimento del 2010, la popolazione americana è composta da 313.500.000 individui. Nello stesso anno, secondo dati forniti dai produttori, i civili americani possedevano 300 milioni di armi da fuoco, di cui 100 milioni di pistole. Le armi sono generalmente classificate in tre categorie: pistole, carabine e fucili.

Case in cui c’è un’arma
- in % sul totale: 40-45% 
- in numeri assoluti: 47-53 milioni

Adulti che possiedono un'arma
- in % sul totale: 30-34%
- in numeri assoluti: 70-80 milioni

Adulti che possiedono una pistola
- in % sul totale: 17-19%
- in numeri assoluti: 44-45 milioni


Dei 16,272 omicidi commessi nel 2008, 10,886, ovvero il 67%, sono stati commessi con un’arma da fuoco.

Secondo la legge federale sulle armi attualmente in vigore, è illegale e punibile con 10 anni di prigione il possesso o trasporto di armi da fuoco o munizioni: 
 - per gli individui che sono stati puniti per un crimine che comporta più di un anno di prigione 
- per i colpevoli di infrazioni punibili con più di due anni di prigione 
- per i ricercati dalla polizia - per gli immigrati illegali 
- per chi ha rinunciato alla cittadinanza americana 
- per chi è stato condannato per violenza domestica 
- vendere o consegnare armi e munizioni a persone di cui si sa che appartengono alle suddette categorie 
- vendere, comprare, trasferire, da uno Stato all’altro della federazione Usa, se non si ha la licenza per il commercio di armi da fuoco, qualsiasi tipo di arma.

Nei 10 anni fra il 1998 ed il 2008 sono stati condotti 96 milioni di accertamenti penali nei confronti di persone che volevano comprare un’arma. Di questi, soltanto 681 mila, ovvero circa lo 0,71%, sono stati negati. Sono però sconvolgenti le motivazioni per cui sono stati negati certi permessi. Secondo un’intervista concessa nel 2004 da un agente federale preposto ai controlli, è stata negata la possibilità di portare un’arma non a individui che potevano mettere a repentaglio la sicurezza del pubblico, ma a gente che aveva commesso anni prima reati minori come l’uomo che nel 1941, in piena guerra e probabilmente affamato, aveva rubato un porcellino o quello che nel 1969 aveva rubato quattro borchie da un’auto.

In compenso, però, fra il febbraio 2004 e il febbraio 2010 sono stati condotti 1,225 accertamenti penali per l’acquisto di armi da fuoco e tre controlli per l’acquisto di materiale esplosivo nei confronti di individui il cui nome compariva nelle liste di sospetti terroristi. Il 91% di queste persone interessate a comprare un arma e tutti e tre i potenziali acquirenti di esplosivo hanno ottenuto l’approvazione federale.

Per quel che riguarda il permesso di porto d’armi, i 50 stati della federazione americana si dividono in tre categorie:

- 40 Stati cosiddetti Shall Issue ovvero dove permesso di portare armi nascoste è concesso a tutti. Questi sono: Alaska; Arizona; Arkansas;  Colorado;  Florida;  Georgia; Idaho;  Indiana; Iowa;  Kansas;  Kentucky;  Lousiana;  Maine;  Michigan;  Minnesota; Mississippi;  Missouri; Montana;  Nebraska;  Nevada;  New Hampshire;  New Mexico; North Carolina;  North Dakota;  Ohio;  Oklahoma;  Oregon;  Pennsylvania;  Rodhe Island; South Carolina; South Dakota; Tennessee;  Texas;  Utah; Vermont;  Virginia;  Washington; West Virginia; Wisconsin;  Wyoming.  Vermont, Alaska, e Arizona permettono di portare armi senza permesso. Gli altri Stati richiedono ai proprietari di ottenere il permesso solo se si tratta di armi nascoste.

- 9 stati cosiddetti May Issue, ovvero dove basta chiedere il permesso e ci si può armare fino ai denti. Questi sono: Alabama;  California;  Connecticut;  Delaware;  Hawaii; Maryland;  Massachusetts;  New Jersey; New York.     

- 1 stato No Issue nel senso che le armi sono proibite: Illinois.

Da Washington - Nella capitale degli Stati Uniti l’uso delle armi è regolamentato da un intervento in extremis del governo del Distretto di Columbia per rimediare ai danni di una decisione della Corte Suprema che, nel 2008, ne ha annullato il bando. La legge sulle armi a Washington (che come tutte le leggi americane può cambiare di Stato in Stato) è stata infatti sconvolta il 26 giugno 2008 da una decisione della Corte Suprema (presa a maggioranza di 5 contro 4) in cui si ribadiva che il secondo emendamento della Costituzione americana non solo prevede ma garantisce il diritto dell’ individuo di possedere e portare un’arma. 

Sollecitata dai lobbisti della potentissima National Rifle Association, capace di influenzare non solo la nomina di deputati e senatori ma anche le elezioni presidenziali, la decisione della Corte Suprema ha destato scalpore e gettato nella costernazione il Governo di Washington, da sempre alle prese con quella parte della città dove gang distrada, armi illegali, droga, povertà e basso livello d’istruzione tendono a pregiudicare il controllo della polizia.

Per evitare che la decisione della Corte Suprema rendesse incostituzionale il bando sulle armi in vigore dal 24 settembre 1976, il sindaco Adrian Fenty ha promulgato una serie di regolamenti speciali. La legge del 76, basata sul Firearms Control Regulation Act del 1975 e resa incostituzionale della Corte Suprema, proibiva ai residenti di possedere pistole ed esigeva che tutte le armi tenute in case private fossero registrate, scariche e smontate a meno che non avessero il lucchetto di sicurezza.

Fra le imposizioni decise nel 2008 da Fenty, oltre all’obbligo di registrare l’arma in commissariato, il proprietario della medesima e i suoi precedenti penali devono essere schedati. I residenti della capitale in possesso di armi devono inoltre frequentare un corso di 4 ore in cui si insegnano le basilari norme di sicurezza per maneggiarle, un’ora di pratica di tiro e sottoporsi a un test scritto sulle norme in vigore. 

Per ogni arma dichiarata la polizia deve avere in archivio un bossolo usato da usare in caso sia necessario rilevare impronte balistiche sulla scena di un delitto. Chi possiede un’arma deve inoltre comunicare alla polizia l’uso che intende farne e dove è custodita. Il capo della polizia Kathy Lanier ha inoltre costituito un linea verde anonima dove chi è a conoscenza dell’esistenza di un arma illegale può telefonare e ricevere, se la polizia riesce a ottenere abbastanza dati per il recupero, fino a 1.000 dollari di compenso.

Nel 2009 la polizia di Washington aveva anche proposto per cinque giorni ai residenti il pagamento di 100 dollari in cambio della consegna di armi non dichiarate. L’iniziativa e’ stata un successo tale che dopo il terzo giorno non c’erano più soldi in cassa e l’esperimento è stato sospeso.

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