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Strage di Piazza Fontana: «Abbiamo la verità ma non la giustizia»

09/12/2019  «Con l'assoluzione del 2005 potevamo sentirci sconfitti». Non ci fu nessuna condanna ma la verità storica di chi erano i colpevoli. «Questo ci ha dato la forza di toglierci l’abito di vittime e di indossare quello da testimoni», dice Carlo Arnoldi Presidente dell'"Associazione famigliari Piazza Fontana 12/12/1969"

Cominciammo come Associazione delle vittime di Piazza Fontana, grazie all’Anpi di Milano, a riunirci fin dai primi mesi dopo la strage. Non tutte le famiglie parteciparono perché alcune preferivano tenere il dolore solo per se stesse. Ma una decina di vedove cominciarono a incontrarsi e venne eletto quello che fu  il nostro primo grande presidente Luigi Passera, genero della vittima Garavaglia. In seguito verrà affiancato da Francesca Dendena che gli subentrerà alla fine degli anni novanta.

Da quei primi incontri cominciammo a renderci conto che il cammino processuale sarebbe stato molto ma molto impegnativo e dispersivo con la volontà di non farci mai arrivare a una giustizia e a una verità.

Il processo si aprì a Roma nel 1972 ma subito venne trasferito a Milano, dove non si aprirà mai in quanto l’allora procuratore De Peppo ritenne Milano una città a rischio e lo spostò a Catanzaro. Una delle prove che non si voleva arrivare alla verità.

Catanzaro rappresentò una tappa fondamentale per la storia giudiziaria del processo. Vi andammo  diverse volte e il nostro motto era uno solo “avere giustizia e verità”.

Un giudice forte e coraggioso, Pietro Scuteri, riuscì dopo lunghissime udienze già nel 1979 ad assolvere tutti gli anarchici e a condannare i componenti di Ordine Nuovo di Padova, Franco Freda, Giovanni Ventura e il giornalista dei servizi segreti Guido Giannettini all’ergastolo. Inoltre riconobbe colpevoli il generale Maletti dei servizi segreti (condannandolo a 4 anni) e il colonnello Labruna (2 anni). Condanne che non verranno mai tolte anche nei processi successivi a dimostrazione che i servizi segreti avevano collaborato con gli stragisti.

Purtroppo, per quanto riguarda gli autori della strage, prima in appello poi in cassazione, infine a Bari vennero assolti tutti.

Siamo rimasti per anni senza avere non solo giustizia ma soprattutto verità.

Per fortuna agli inizi dagli anni 90 un pentito di Ordine Nuovo, Carlo Di Giglio, cominciò a collaborare con il giudice di  Milano Guido Salvini e raccontò di essere l’armiere, di avere preparata la bomba e che Delfo Zorzi  l’aveva materialmente collocata nella banca  con le coperture di Carlo Maria Maggi e Giancarlo Rognoni insieme a Freda e Ventura.

Si riaprì così il processo, finalmente a Milano, e il 30 giugno 2001 in un aula del carcere di San Vittore i nuovi componenti di Ordine Nuovo vengono tutti condannati all’ergastolo. Non vi nascondo che noi famigliari quel giorno ci siamo abbracciati e tutti insieme ci siamo messi a piangere perché finalmente pensavano di aver ottenuto giustizia e verità. Purtroppo non sarà così. Prima in appello, poi in cassazione a Roma il tre maggio del 2005 vengono tutti assolti per insufficienza di prove e noi condannati a pagare le spese processuali. Assurdo e vergognoso.  Ma la sentenza diceva anche che gli organizzatori delle bombe del 1969 a Milano erano da ricongiungere ad Ordine Nuovo e alle persone di Freda e Ventura, non più processabili in quanto assolti precedentemente prima a Catanzaro e poi a Bari.

Terribile. Potevamo sentirci sconfitti invece quella verità storica ci ha dato la forza di toglierci l’abito di vittime e di indossare quello da testimoni. Da 14 anni andiamo nelle scuole, nelle università,  partecipiamo a convegni, collaborato alla scrittura di libri per far sapere ai giovani e alle nuove generazioni la verità su piazza Fontana. Un lavoro di memoria importante ma al tempo stesso molto pesante perchè ogni volta che è come rivivere quel giorno e tutti gli anni a venire.

                                                                                                       Carlo Arnoldi 

                                                       (Presidente dell'Associazione famigliari Piazza Fontana 12/12/1969)

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