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lunedì 17 gennaio 2022
 
Lotta alla pedofilia
 

L'ex vescovo arrestato perché non fuggisse

24/09/2014  Jozef Wesolowski, ex nunzio apostolico a Santo Domingo, rischia fino a 7 anni di carcere, salvo ulteriori aggravanti. Il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi, fornisce ulteriori dettagli. Il processo potrebbe tenersi alla fine del 2014 o nei primi mesi del prossimo anno.

Fuga e inquinamento delle prove erano rischi concreti.  Per questo, martedì 23 settembre,  la Magistratura vaticana ha deciso di arrestare l’ex-nunzio apostolico ed ex-arcivescovo Jozef Wesolowski. Lo ha spiegato padre Federico Lombardi, direttore della Sala Stampa vaticana, il quale ha anche fornito alcune spiegazioni circa le procedure. Dalla sera del 23 settembre, intanto l’ex-nunzio si trova agli arresti domiciliari nei locali delle Penitenzeria vaticana, vigilato dai gendarmi della Santa Sede.

I capi di imputazioni sono abusi sessuali sui minori e detenzione di materiale pedopornografico. Il dispositivo previsto dal Tribunale vaticano non ha applicato nei confronti di Wesolowski le norme del nuovo codice penale entrato in vigore il 1 settembre del 2013, perché i crimini commessi dall’ex-nunzio risalgono ad un tempo precedente e nessuna legge più essere applicata retroattivamente. Il reato di pedofilia è infatti espressamente previsto dalle nuove norme. Così Wesoloswki, che ha ricevuto un avvocato d’ufficio, ma è libero di nominarne uno di sua fiducia, rischia, secondo le vecchie norme penali vaticane fino a 7 anni di carcere. Ma le indagini continuano, ha riferito padre Lombardi, e “c’è la possibilità di variazioni per aggravanti”.

Per ora Wesolowski non è stato ancora rinviato a giudizio. Il Promotore di giustizia lo farà probabilmente nei prossimi giorni ascoltato l’imputato e terminate ulteriori indagini. In questo caso il processo potrebbe tenersi, ha riferito sempre Lombardi alla fine del 2014 o nei primi mesi del prossimo anno. Il portavoce vaticano ha anche precisato che “gli elementi di natura documentale e testimoniale su cui poggiano gli addebiti sono pervenite al Promotore di Giustizia sia dagli atti del procedimento canonico, già attuato presso la Congregazione per la dottrina della fede, sia dalla documentazione giunta dalla repubblica domenicana”.

Il Papa aveva incontrato il presidente dominicano Danilo Medina il 26 giugno scorso. Al termine dell’udienza il presidente aveva fatto sapere che Bergoglio gli aveva assicurato che a Wesolowski sarebbe stata inflitta “il massimo della pena”. Wesolowski è già condannato in primo grado alla dismissione dello stato clericale, al quale ha opposto appello, e che comunque diventerà operativa solo dopo il giudizio di secondo grado. Le magistrature di diversi Paesi si stanno interessando al caso, poiché Wesolowski aveva prestato servizio in diverse nunziature e quindi non si può escludere che vi siano altre inchieste giudiziarie a suo carico.

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Chi è Jozef Wesolowski, dalla diplomazia all'arresto
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