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domenica 26 giugno 2022
 
 

Accorsi: «Siamo tutti l'Orlando furioso»

16/02/2012  Il celebre attore è protagonista di una rivisitazione del capolavoro dell'Ariosto, adattato da Marco Baliani e con Nina Savary, che sottolinea la forza delle passioni dell'uomo.

Stefano Accorsi, dopo la tournée de Il dubbio di John Patrick Shanley nel 2008, con la regia di Sergio Castellitto, ritorna al teatro, diretto da Marco Baliani, con Furioso Orlando, un adattamento dell’Orlando Furioso di Ludovico Ariosto, testo che Luca Ronconi nel 1969 aveva portato in scena con un memorabile allestimento a Spoleto. Una sfida interessante per un attore versatile che alterna cinema, tv e teatro e che aveva già proposto al Louvre di Parigi nel 2009 una lettura del poema ariostesco: «Lucilla Morlacchi, mia partner ne Il dubbio, grandissima interprete anche della Divina Commedia», racconta Accorsi, «mi incoraggiò e mi consigliò di recitare l’Orlando Furioso; così, studiandolo a fondo, l’ho riscoperto, dopo le prime letture che risalivano ai tempi del liceo».

Il regista Marco Baliani, l’attrice, cantante-musicista Nina Savary e Accorsi si sono concentrati sulle due storie d’amore principali del complesso poema epico cavalleresco sulla guerra causata dall’invasione della Francia di Carlo Magno da parte del mussulmano Agramante: Orlando, paladino di re Carlo, insegue la bella Angelica e la guerriera cristiana Bradamante si innamora del cavaliere saraceno Ruggiero che poi si convertirà. «L’uomo viene posto in primo piano», sottolinea Accorsi, «con tutte le sue debolezze; infatti, dopo la prima battaglia, sparisce il lato epico e ogni personaggio combatte per sé, per inseguire le proprie passioni. Re Carlo mette in palio per destinarla al miglior cavaliere Angelica, poiché teme la rivalità tra i suoi paladini per conquistarla. Ma Angelica riesce a fuggire, così Orlando, l’unico a rimanere fedele solo a lei, prende coscienza di averla persa, la cerca e, scoperto che si è innamorata del giovane saraceno Medoro, rivela tutta la sua fragilità: la sua integrità si sbriciola, e diventa pazzo furioso per il dolore».

Furioso Orlando non è la riproduzione "mimetica" del poema: i personaggi vengono raccontati, osservati, citati da Stefano che diviene, di volta in volta, «un narratore multiforme», come lo stesso Ariosto che leggeva, interpretando, la sua opera nelle corti. Alla recitazione si alternano le canzoni di Nina Savary, «coscienza femminile dello spettacolo», inoltre, occasionalmente si inseriscono alcune « “derive”, digressioni, come il tema della gelosia che allude all’Otello di Shakespeare». Il dissidio tra cristiani e mussulmani, invece, rimane sullo sfondo, mentre se si cercano riferimenti all’attualità, si trovano nella condanna di tutte le guerre, presente già nella scrittura dell’Ariosto che compiange la morte di tanti giovani. Conclude infatti Accorsi: «In Ariosto Dio è assente, ogni uomo è solo davanti alle sue responsabilità, ai suoi doveri, alla propria coscienza, poiché i sentimenti prendono il sopravvento sui ruoli e sulla missione nobile e religiosa: si combatte una guerra di religione, ma le passioni amorose sono più forti. Ariosto mette uomini e donne davanti ai casi della vita, poiché ritiene sia il caso a regolare gli eventi del poema: gli uomini spesso si trovano al posto sbagliato nel momento sbagliato per strane coincidenze».

E invece per una fortunata coincidenza Accorsi si è avvicinato al mondo dello spettacolo, grazie al sostegno dei suoi genitori emiliani: «mia madre, conoscendo la mia passione per la recitazione, mentre leggeva un giornale, ha scoperto per caso che il regista Pupi Avati cercava nuovi attori, così mi ha iscritto al primo provino della mia carriera, quando ero all’ultimo anno di liceo. Se non fosse stato per lei magari ora non farei l’attore! Adesso che sono padre di due bambini, vorrei comunicare loro che nella vita è importante essere guidati da una passione che diviene una risorsa, soprattutto oggi che è difficile trovare un lavoro». E per un caso il primogenito di Accorsi si chiama proprio Orlando e perciò ora è molto contento e orgoglioso che suo padre stia portando in scena uno spettacolo con il suo nome! Accorsi vive a Parigi con la moglie, Laetitia Casta, e spesso sente la nostalgia dell’Italia: «Amo molto la Francia, ma sono un emigrato, mi manca il sole dell’Italia, quando torno a Roma mi sembra sempre primavera, anche se è inverno; inoltre mi manca molto la caratteristica unica degli italiani, la solidarietà che li fa sentire sempre uniti, pronti ad aiutarsi fra loro nei momenti di difficoltà».

DOVE & QUANDO
FURIOSO ORLANDO Ballata in ariostesche rime per un cavalier narrante, adattamento teatrale di Marco Baliani liberamente ispirato all’Orlando Furioso di Ludovico Ariosto. Con Stefano Accorsi e Nina Savary. Regia di Marco Baliani. Produzione Nuovo Teatro e Teatro Stabile dell’Umbria. Al Teatro Ambra Jovinelli di Roma dal 16 al 26 febbraio, al Teatro Elfo Puccini di Milano dal 20 al 25 marzo e poi in tournée. Info: www.ambrajovinelli.org; www.elfo.org

 
 
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