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sabato 27 novembre 2021
 
 

Aspettando la (vera) fine del mondo

21/12/2012  Al di là della profezia dei Maya e degli allarmismi che ha scatenato, avrebbe senso riflettere sul significato autentico dell'apocalisse e sul giudizio finale. Aiutati dall'arte.

L'installazione di Jannis Kounellis alla Galleria San Fedele di Milano.
L'installazione di Jannis Kounellis alla Galleria San Fedele di Milano.

È molto probabile che la fine del mondo, che sarebbe stata profetizzata dal calendario dei Maya e prevista proprio per oggi, 21 dicembre del 2012, non avvenga. Se state leggendo queste righe, significa almeno che non è ancora arrivata. Probabilmente non arriverà, nemmeno questa volta, viene da dire, dato che siamo sopravvissuti ad altri annunci di questo tenore: non arriverà perché nemmeno il calendario dell'antica civiltà, fatto di cicli, i batkun - assicurano gli esperti - in realtà la prevede.

Visto che, comunque, si fa un gran parlare di questa imminente fine del mondo
, al punto che si ha l'impressione che sia diventata una delle tante mode passeggere che riempiono le nostre giornate, anche in questo caso ciclicamente (si vedano le varie feste, corse ai rifugi, happening programmati un po' dovunque), possiamo provare a ricavare qualcosa di buono dalla situazione, magari cercando il significato autentico delle cose.

In questo senso, i cristiani dovrebbero essere in prima fila
: come ha ricordato Enzo Bianchi nel suo intervento di domenica scorsa su Avvenire, ad esempio, l'annuncio del «giorno in cui il Signore verrà» non può essere eluso. Il Dies irae, per recuperare il canto che risuona in occasione delle liturgie dei morti, è decisivo sia per conoscere il vero volto di Dio, sia per ristabilire la giustizia, mettere da una parte i buoni e dall'altra i cattivi, affinché a ciascuno sia data la giusta ricompensa. Vale anche la pena ricordare, essendo noi maestri nel dimenticare, che l'Apocalisse è il libro finale del Nuovo Testamento e della Bibbia, nel quale si annuncia l'avvento della Gerusalemme celeste. La parola greca, apokalypsis, indica un rivelare ciò che è nascosto.

L'iniziativa S.u.s.a. (Sentiero umano solidarietà) promossa da Pistoletto a Torino.
L'iniziativa S.u.s.a. (Sentiero umano solidarietà) promossa da Pistoletto a Torino.

Alcune iniziative culturali possono inoltre aiutarci a capire il significato autentico dell'apocalisse e della fine del mondo. Alla Galleria San Fedele di Milano, ad esempio, fino al 10 gennaio sarà visitabile l'installazione attraverso la quale Jannis Kounellis, uno dei più grandi artisti contemporanei, ha voluto misurarsi su questi temi. Con l'opera Senza Titolo (Svelamento - 2012), in cui si allude fin dal titolo al significato etimologico della parola apocalisse, l'artista di origine greca si domanda se la fine dei tempi designi una catastrofe definitiva o la rivelazione di una nuova epoca.

La sua opera site specific è costituita da un grande sacco appeso con una corda a una trave sospesa al soffitto della Galleria. Il suo contenuto non è visibile, ma rivelato dal peso che l'oggetto esercita sul tessuto. Una grande croce al suo interno, infatti, preme sulla tela, rendendo percepibile la sua presenza e profilandone la sagoma. La tela sembra sul punto di strapparsi... Una visualizzazione emblematica dell'evento dell'Apocalisse? Un messaggio per la Chiesa di oggi - rappresentata dalla croce - che deve liberarsi dalle contraddizioni che nascondono la sua verità? Il desiderio della comunità dei credenti di apparire nella sua realtà, di farsi corpo? Il ritorno finale di Cristo? L'apertura al pubblico dello spazio in cui è installata l'opera è concisa con l'evento intitolato "Apocalisse dei Maya o Apocalisse di San Govanni?", nel corso del quale Salvatore Natoli e Bartolomeo Sorge hanno dato vita a un dibattito ed è stato eseguito il Quartetto per la fine dei tempi di Messiaen.

Ancora l'arte, sebbene questa volta in un contesto più laico, offre l'opportunità di approfittare del momento per una riflessione profonda. Per oggi Michelangelo Pistoletto lancia a livello mondiale il Rebirth-day, la Giornata universale della rinascita, che si traduce in una chiamata alla responsabilità e alla consapevolezza indirizzata a persone, collettività e istituzioni per un progetto che assicuri un futuro all'umanità sul pianeta. Nel solco del suo lavoro Terzo Paradiso, insomma, con S.u.s.a. Sentiero umano di solidarietà artistica e ambientale Pistoletto invita l'uomo a stabilire un rapporto armonico fra sé e la natura, invitando tutti ad assumersi le proprie responsabilità. Come dire: l'uomo potrebbe essere la causa della fine del mondo, se non muterà il suo atteggiamento rispetto all'ambiente che lo circonda. In concreto, una moltitudine di persone alle 12.21 si terrà per mano a Torino da Piazza Castello fino a Susa, collegando fisicamente per tre minuti la città alla Valle. Un gesto artistico collettivo per renderci consapevoli delle nostre azioni.

 
 
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