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domenica 14 aprile 2024
 
anniversario
 

Luca Attanasio, a tre anni dalla morte la straordinaria eredità dell'ambasciatore italiano

22/02/2024  Attanasio, ambasciatore nella Repubblica democratica del Congo, è stato ucciso il 22 febbraio 2021 mentre era in viaggio nel Nord-Kivu. Uomo e diplomatico generoso, impegnato, attento ai bisogni degli altri, il suo esempio ha ispirato numerose iniziative di pace e solidarietà, nate in sua memoria

Sono trascorsi tre anni da quel lunedì mattina. Le notizie si diffondevano rapidamente tra Goma, Kinshasa e l'Italia. Luca Attanasio, ambasciatore italiano, giunse esanime all'ospedale del capoluogo del Nord-Kivu; la sua guardia del corpo, il carabiniere Vittorio Iacovacci, e l’autista Mustapha Milambo morirono sul colpo. Le immagini pubblicate sui social mostravano la tragica situazione: un giovane uomo che, al di là dei suoi doveri istituzionali come rappresentante della Repubblica Italiana, si impegnava a comprendere e ad aiutare tanta gente povera, soprattutto bambini bisognosi di tutto. Il 22 febbraio 2021 è stato il momento della trasfigurazione, se si può utilizzare questo termine liturgico, nella vita di Luca Attanasio. La sua famiglia d'origine, il suo impegno nello studio, la partecipazione all'attività del suo oratorio nella parrocchia di Limbiate, il suo impegno per gli altri. E poi la sua splendida nuova famiglia, con la moglie Zakia e le tre figlie. La morte di un ambasciatore è una ferita per lo stato, e fino ad ora le indagini e i tribunali non hanno portato chiarezza né stabilito responsabilità.

Rimane la forza della testimonianza di Luca Attanasio, e le centinaia di iniziative di solidarietà e pace nate in suo nome. Per conoscere meglio la sua personalità, sono disponibili su Raiplay Sound i podcast "L'Ambasciatore Straordinario", creati e realizzati da Antonella Palmieri, mentre domenica 25 febbraio, all'interno di Speciale TG1, andrà in onda il film Broken Dream, il documentario di Imma Vitelli, diretto da Jacopo De Bertoldi, che racconta la vita di Luca Attanasio attraverso gli occhi di sua moglie Zakia Saddiki.

L'anniversario del tragico evento riapre una finestra sulla Repubblica Democratica del Congo, un Paese così vasto e ricco di problemi e potenzialità che potrebbe trovare spazio ogni giorno nelle notizie internazionali. Un'iniziativa nata sui campi da calcio della Coppa d'Africa ha portato l'attenzione sulla situazione di tensione e violenza che persiste nell'Est del Congo, proprio in quel Kivu ai confini con il Ruanda dove hanno perso la vita Attanasio, Iacovacci e Milambo. I calciatori della Nazionale congolese sono stati i primi a esprimere, con il gesto della pistola contro la tempia e la mano davanti alla bocca, il silenzio che avvolge il conflitto sempre in corso che miete innumerevoli vittime innocenti. Molti calciatori congolesi o di origine congolese, come Romelu Lukaku, hanno ripetuto il gesto davanti alle telecamere. L'indifferenza verso questa guerra endemica genera grande tensione nella popolazione congolese, che a Kinshasa ha manifestato duramente contro la presenza dell'Occidente, spesso visto solo come sfruttatore commerciale della Repubblica Democratica del Congo.

Da pochi mesi si sono tenute le elezioni presidenziali che hanno confermato Félix Antoine Tshisekedi per un nuovo quinquennio alla massima carica. Si attende sempre quel salto di qualità della classe politica che possa portare i tanto attesi benefici alla popolazione. L'attività di apertura internazionale del presidente Tshisekedi potrebbe dare al paese quel ruolo che, dopo l'indipendenza nel 1960, non è mai riuscito a consolidare.

 
 
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