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martedì 18 gennaio 2022
 
Rientrati in Italia
 

A Ciampino, Pollicardo e Calcagno riabbracciano le famiglie.

06/03/2016  Il sindaco di Sabrata sabato sera aveva confermato all'Ansa: "Hanno lasciato la città". Si pensava a un altro passaggio e invece sono atterrati all'alba a Ciampino

Almeno per loro, l'incubo è finito. Gino Pollicardo e Filippo Calcagno hanno riabbracciato le famiglie il 6 marzo all'alba, all'aeroporto militare di Ciampino. Dicono di essersi liberati da soli e di aver subito violenze fisiche e psicologiche. I due tecnici italiani sono giunti allo scalo romano alle 5, dopo essere partiti verso le 3:30 dall'aeroporto di Mitiga a Tripoli, a bordo di un'aereo speciale. Ad accoglierli sulla pista il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, che si è intrattenuto alcuni istanti con loro e li ha abbracciati, ed il generale Giuseppe Governale comandante dei Ros.
Poi l'intenso abbraccio con i familiari: la moglie di Pollicardo, Ema Orellana, e i figli Gino junior e Jasmine; emozionatissimi anche Maria Concetta Arena, moglie di Calcagno, giunta a Ciampino insieme a i figli Cristina e Gianluca.

Le notizie sul rientro si sono accavallate confuse per l'intera giornata, tra voci e smentite, poi alle 21.30 di sabato l'annuncio: i due ostaggi italiani liberati, Gino Pollicardo e Filippo Calcagno sono stati consegnati agli italiani e sono partiti da Sabrata.  Lo ha detto il sindaco della città Hussein al-Zawadi  raggiunto al telefono dall'agenzia Ansa, aggiungendo: "Non ho alcuna idea della loro destinazione, i corpi dei due ostaggi italiani uccisi si trovano invece  a Sabrata a causa dell'autopsia. Per loro ci sono delle procedure in corso".

La giornata è stata convulsa. Al mattino Gino Pollicardo e Filippo Calcagno, che il giorno prima avevano annunciato la loro liberazione, hanno chiamato nuovamente le famiglie rassicurando di stare bene, tornati a casa presto, senza tuttavia conoscere "i tempi e le modalità". Lo stesso Calcagno, chiamato al telefono da Skytg24, non ha nascosto tensione spiegando di "non voler parlare con nessuno in questo momento" e che "ci sono ancora carte da sbrigare". "Stanno rientrando in Italia in queste ore", ha poi annunciato il premier Matteo Renzi. Più tardi, le famiglie hanno ricevuto una telefonata da Roma e sono partite da Monterosso (La Spezia) e da Piazza Armerina (Enna) per la capitale per riabbracciare i loro cari, attesi all'aeroporto di Ciampino.

Poi, però, è arrivata la doccia fredda da Tripoli. Il governo islamista che controlla la capitale libica e, sulla carta, anche la zona di Sabrata, ha fatto sapere che i due italiani sarebbero rientrati soltanto domenica. S'è parlato di una conferenza stampa, a mezzogiorno, in cui verranno spiegati i "dettagli della loro liberazione". La pista del ritardo si è fatta più concreta dopo la notizia che un piccolo aereo italiano, probabilmente con funzionari dei servizi italiani incaricati di prelevare i connazionali, è atterrato a Sabrata soltanto nel tardo pomeriggio, lasciando intendere che le operazioni avrebbero potuto richiedere ancora più tempo.  Le complicazioni di questa vicenda sono lo specchio del caos che avvolge un Paese in balia di milizie, tribù, bande criminali e jihadisti che si contendono il territorio e sfruttano gli ostaggi stranieri per finalità di riscatto o per ottenere una legittimazione politica.  

Se per le famiglie che hanno atteso il rientro dei liberati sono le ore del sollievo, nella disperazione monta la rabbia dei familiari di chi non ce l'ha fatta. Come Rosalba Failla, moglie di Salvatore, che ha detto senza mezzi termini: "lo Stato italiano ha fallito, la liberazione dei due ostaggi è stata pagata con il sangue di mio marito". Mentre il presidente della Bonatti Paolo Ghirelli ha ammesso che "l'obiettivo è stato raggiunto soltanto a metà".

Ora Pollicardo e Calcagno saranno ascoltati dalla procura di Roma per fare luce sui numerosi punti oscuri della vicenda. Al momento, infatti, non c'è certezza sulla dinamica che ha portato al loro rilascio e alla morte dei colleghi: blitz o fuga, esecuzione o fuoco 'amico'. E soprattutto: chi li ha tenuti prigionieri per così tanto tempo: criminali comuni, milizie locali o gruppi jihadisti?

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Ostaggi liberati, Pollicardo e Calcagno finalmente in Italia, le immagini del rientro
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