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lunedì 27 giugno 2022
 
Poesia
 

Buona Pasqua con i versi di don Giovanni Costantini

18/04/2014  Pubblichiamo la poesia di don Giovanni Costantini, sacerdote vicentino, una meditazione sui riti pasquali, accostati al gesto pietoso delle donne che "detergono il Cristo dalla morte".

«Nell’oltre-tutta-luce Noi c’Incantiamo in Te,
che Ti Rifletti
E ci Sorprendi al Riderti Pasquali».

Anche quest'anno don Giovanni Costantini, sacerdote e poeta vicentino, ha inviato alla redazione di Famiglia Cristiana il suo augurio in versi. Lo fa in occasione del Natale e della Pasqua, le due grandi feste del cristianesimo.

La poesia del sacerdote questa volta ha per titolo Un popolo pietoso e si configura come una meditazione sulle tradizioni pasquali della nostra fede, nel quale i riti religiosi dei nostri giorni evocano il gesto pietoso delle donne che "detergono" il Cristo dalla morte.

Ricevuto questo dono, lo porgiamo a voi, lettori, come sentito augurio per un Pasqua serena e illuminata dal Cristo risorto.

UN POPOLO PIETOSO

 1

Tre Donne Pie crepuscole

A denudarti,

Altare,             e dalla morte Ti Detergono.

 

Nel Vespro, Due Discepoli

                        di spalle e di ginocchia Ti Depongono

nella tomba,     mia Pietra Palpitante.

 

Fedeli della notte,

                        finalmente, veniamo a Visitarti,

Sepolto dell’Attesa.

 

2

Dall’ombra un Grigio ci Benedice

                                   Con Due Candele a Croce,

spente, mio Cristo Morto.

 

E all’improvviso Splendi

Cero Pasquale,

nostro Kyrios Risorto.

 

Là: negli Eccelsi della Mezzanotte

                        Le vostre Fiaccole,

Eterni Tre.

 

3

Qua giù lo scoppio

                        E il Sasso Sepolcrale

                                   precipite negli inferi.

 

L’Antichissimo Velo

                        Del Tempio a scindersi

Da cima a fondo: Apocalisse nostra.

 

Nell’oltre-tutta-luce

Noi c’Incantiamo in Te, che Ti Rifletti

            E ci Sorprendi al Riderti Pasquali.

 

4

Le Nonne ridipingono di Rosso

                        I poveri mattoni

Di queste nostre case contadine.

 

Le Mamme nelle corti

                        Lavano fino al chiaro delle vene

Le tavole di noce.

E le Sorelle increspano di Bianco

                        ogni porta e finestra

al Tuo Impetuoso Entrare.

 

5

Ciascun uovo celato nelle siepi,

                        che a germogliare tornano,

si Schiude al Volo.

 

Corrono fuori

Tutte le Donne nello Scialle Candido:

in Te che Ascendi: Estatiche.

 

E, sulla soglia, il Vecchio della Casa

Ti vede mentre Siedi a Quella Destra

dell’Antico dei Giorni.

 

6

Cinquanta trombe e il Vento

Pentecostale in Lingue

di Fuoco che AlleluJano.

 

Poi, negli azzurri,

                        da dovunque Colombe

Scendono Silenziose.

 

E dai becchi ci piocono

                        Fiori Versicolori che portiamo

In Rogazione a fecondare i campi.

 

7

Trapasso, Tuo Poeta,

                        nel Cerchio dei Fratelli che mi Cantano:

“Regina Caeli”.

 

Come, altrimenti, Madre,

                        il Menestrello Tuo

potrebbe a Te Venire?

 

Mia Tota Pulchra, in Te

                        il Più Bello di tutti ho Contemplato

e I Tre Venusti all’Imbearmi Intermine.

 

Su alcune Tradizioni della Pietà Cattolica lungo il Tempo Pasquale.

 

Con Il Nostro Risorto

nella Pasqua del 2014

 

Giovanni Costantini

 
 
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