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venerdì 24 settembre 2021
 
 

Solita Italia: più mafia, più incendi

02/08/2012  Le statistiche dicono oltre il 70% degli incendi è di origine dolosa, ma la difficoltà di cogliere l'incendiario in flagranza fa sì che la maggior parte dei reati rimanga impunita.

Foto Corbis.
Foto Corbis.

Mentre questa settimana l'anticiclone africano aggredisce il Centro-Sud, è allerta per gli incendi.
Gli incendiari scelgono infatti i giorni più caldi per colpire, certi che il fuoco potrà propagarsi con maggiore facilità ed essere più distruttivo.
Le statistiche dicono che circa il 70% degli incendi è di origine dolosa, ma probabilmente la percentuale andrebbe rivista al rialzo. Nonostante dal 2000 sia stato introdotto in Italia il reato di incendio boschivo, la difficoltà di cogliere l'incendiario in flagranza fa sì che la maggior parte dei reati rimanga impunita.

Il Corpo forestale dello Stato ha reso noti i dati sugli incendi boschivi relativi al primo semestre 2012: rispetto all’anno precedente si è verificato circa il 76% in più di incendi, mentre più contenuto risulta l'aumento delle superfici colpite (circa il 57% in più rispetto all’anno precedente). Rispetto al 2011 si registra in particolare un significativo incremento (+94%) delle superfici boscate rispetto a quelle non boscate (+12%). Ancora più sensibile è l’aumento del numero di incendi e di superficie percorsa dal fuoco se lo si confronta con il dato medio del triennio precedente: circa il 150% di aumento.

Dopo il trend positivo registrato dal 2007 al 2010, siamo tornati a cifre da vero bollettino di guerra.
Il clima ha fatto la sua parte: a seguito del periodo di forti nevicate, si sono verificati numerosi incendi in più rispetto alla media del periodo nelle regioni del Centro-Nord, mentre secondo l'Istituto di scienze dell'atmosfera e del clima del Cnr, giugno 2012 si posiziona come il terzo più caldo degli ultimi due secoli, facendo registrare +2.57°C rispetto alla media. Più caldi del mese appena trascorso sono stati soltanto il giugno 2003, il più caldo di sempre con un'anomalia di +4.80°C, e il 1822 con +3°C. Oltre che molto caldo, il mese scorso è risultato anche piuttosto secco, chiudendo al quarto posto tra i mesi di giugno degli ultimi due secoli, con un deficit di piovosità di oltre il 70% rispetto alla media del periodo.

Più mafia, più incendi

Le regioni dove gli incendi estivi costituiscono un vero dramma sono purtroppo sempre le stesse: Sicilia, Campania, Calabria, Lazio e Puglia. Non a caso sono le regioni in cui la presenza della criminalità organizzata è più radicata e sono molteplici gli interessi a dare fuoco a boschi o campi coltivati.
«Nei giorni scorsi il tentativo di incendio sugli aranceti nel trapanese: cinque ettari di legumi distrutti a Isola Capo Rizzuto in Calabria, qualche giorno fa sono stati bruciati dodici ettari di grano a Pignataro Maggiore pronti per la mietitura per realizzare i "paccheri" di don Peppe Diana. Continua l'aggressione ai beni confiscati, “una rappresaglia continua e reiterata con il chiaro intento di colpire chi lavora per ristabilire la legalità e sta realizzando un'economia giusta e sana nel nostro paese» commenta don Luigi Ciotti, presidente di Libera, all'indomani dell'ennesimo incendio.

Il Niab (Nucleo Investigativo Antincendio Boschivo) del Corpo forestale dello Stato fa quel che può: nei primi 6 mesi dell'anno, ha denunciato a piede libero, per il reato di incendio boschivo, 243 persone e ne ha arrestate 3 in flagranza di reato. La repressione e la prevenzione sono importanti perché quando si arriva a dover spegnere un incendio si è già persa la battaglia.

Per non parlare dei costi: in Italia un incendio boschivo su 5 richiede il concorso della flotta aerea dello Stato, coordinata dal Dipartimento della Protezione Civile nazionale, per supportare l’attività di spegnimento condotta dalle squadre a terra. Far volare i Canadair e gli elicotteri della Forestale è molto costoso e non è detto che l'anno prossimo si riuscirà a garantire la stessa disponibilità di mezzi.

Nelle scorse settimane, la Protezione Civile ha rinnovato la convenzione con il Ministero della Difesa per l’impiego di piloti esperti appartenenti alle Forze Armate a bordo dei velivoli anti-incendio boschivo. Oltre alle convenzioni tra le Regioni e la Forestale o i Vigili del Fuoco, importante è anche l'impiego del volontariato di protezione civile non solo per lo spegnimento, ma anche per il presidio e l'avvistamento sul territorio. La guerra agli incendi è appena iniziata.

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