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mercoledì 24 aprile 2024
 
L'ANALISI
 

Australian Open, Jannik Sinner-Novak Djokovic il sorpasso

26/01/2024  Non tanto una faccenda di anagrafe (dalla parte dei giovani), non tanto una questioni di classifica (ancora tutta per Djokovic), ma un fatto di sconfiggere il più grande sul suo terreno preferito (e non soltanto come superficie)

È la quarta volta (una in doppio) in tre mesi che Jannik Sinner sconfigge la vecchia volpe Novak Djokovic, ma è questa la volta che certifica che il sorpasso è avvenuto, e non è tanto questione di punti in classifica – ancora a lungo a favore di Djokovic numero uno al mondo – e neanche di generazioni a confronto – è ovvio che più passa il tempo più l’anagrafe giocherà in doppio con Sinner –, il fatto è che questa volta, nella semifinale del suo primo slam portato fin lì senza perdere set, Jannik Sinner ha scofitto Djokovic sul suo terreno, non solo in senso fisico, il campo duro e veloce di quell’Open d’Australia che il Djoker ha conquistato 10 volte su 10, ossia tutte le volte in cui è arrivato in semifinale, e che considera il cortile di casa propria, ma anche in senso metaforico: scardinandogli i turni di battuta con una risposta in grado di rimandargli di là dalla rete prime palle che in genere non tornano, come ha sempre fatto Djokovic mandando in crisi i migliori servitori al mondo con la miglior risposta del circuito. Arrivando in anticipo sulle sue palle, nello scambio da fondo, come ha sempre fatto Djokovic con gli altri. Mostrando più freddezza del più freddo dei veterani sui punti importanti. Surclassandolo in precisione con i punti vinti con la seconda palla di servizio, concedendo 0 dicesi 0 palle break per l'intero incontro.

Era ancora un ragazzino, Sinner, quando ha spiegato lucidamente che ammirava Roger Federer, ma che per le proprie caratteristiche si sentiva più affine a Djokovic. Nella semifinale dell’Australian Open 2024 Jannik Sinner ha dimostrato di essere in questo momento la sua evoluzione più giovane: non si batte il migliore della storia 4 volte negli ultimi cinque incontri per caso. Non lo si fa per caso con l’autorevolezza di oggi. Non si sconfiggono tutti i migliori al mondo, come ha fatto Sinner negli ultimi mesi, per caso (manca Zverev attualmente in grande spolvero con cui non ci sono state occasioni recenti).

Alti e bassi magari verranno: altrettanto lucidamente al termine della partita conclusa 6-1, 6-2, 6-7,6-4 senza concedere nulla sul proprio servizio, Sinner ha osservato rispondendo in campo alle domande di Jim Courier, un ex numero 1, che non è il caso di spiegare troppe cose in termini di tattica, perché si aspetta di incontrare Djokovic ancora tante volte e di non volergli dare più punti di riferimento del necessario.

Ritirato Roger Federer, Rafael Nadal messo fuori gioco dagli acciacchi, Novak Djokovic sconfitto in semifinale a Melboune, da domenica l’Australian Open sarà un affare tra Jannik Sinner (22 anni) e  Daniil Medvedev (27). Se non è un passaggio di testimone generazionale poco ci manca. Domenica sarà un altro giorno, ma comunque vada a finire, l’Australia di Sinner è stata un esame di maturità superato a pieni voti, se ancora ce ne fosse stato bisogno. E a quel che s’è visto negli ultimi sei mesi la crescita non è affatto finita.

 
 
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