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Azzurri, è già febbre da impresa

11/06/2016  Contro il Belgio sulla carta non c'è partita, sul campo sì. A poche ore dal match pochi credono in questa Nazionale spuntata, ma la difesa di Buffon e la ricchezza tattica di Conte possono fare la differenza.

Era il 14 giugno del 2000, un’era calcistica fa. Italia-Belgio termina 2-0, con gol di Francesco Totti al sesto minuto e di Stefano Fiore al 65°. Non c’è partita. Se accadesse anche lunedì sera? Sarebbe bello, sarebbe un sogno che si rinnova, ma non è possibile dimenticare che l’Italia del nuovo millennio era composta da gente veramente di prim’ordine, in difesa Cannavaro e Nesta, a centrocampo un certo Antonio Conte e in attacco Francesco Totti e Filippo Inzaghi (oltre alla “riserva” Alessandro Del Piero). Oltre a questo, all’epoca  i “Diavoli Rossi” non erano in un periodo storico a loro favorevole. La rosa fiamminga infatti non si può certo dire fosse composta da uomini di grande talento, con Mpenza  (l’attaccante di maggior rilievo)che si trovava a dover gestire praticamente da solo un reparto sterile e privo di idee. Anche gli altri due reparti non erano certo una garanzia per i fiamminghi: per il centrocampo si annovera solo Wilmots (l’attuale commissario tecnico alla guida dei numero due del ranking Fifa), mentre per il reparto arretrato si tratta solo di giocatori famosi quasi esclusivamente in patria.

E oggi? Oggi la musica è cambiata a parti invertite, con i belgi che fanno  la parte del leone, e gli azzurri costrettia difendersi. Questo principalmente per un motivo tecnico: tralasciando la nostra difesa, che con Chiellini, Bonucci e Barzagli (per non parlare del gigantesco Buffon) dovrebbe essere al sicuro, dal centrocampo in su cominciano i problemi. Saranno in grado Florenzi, Giaccherini e l’ala El Shaarawy di proporre soluzioni appetibili per gli attaccanti Pellè e Zaza? A guardare la formazione del Belgio, almeno per quanto concerne il talento puro, non c'è partita: Eden Hazard è un centrocampista offensivo di fama internazionale e con un talento indiscusso, Radja Nainggolan è da noi ben conosciuto perché gioca nella Roma e si conosce quanto sia imprescindibile per il suo team. Per non parlare di Witsel, un vero e proprio playmaker che per diverso tempo ha aleggiato sui giornali sportivi italiani per ragioni di calciomercato (era conteso tra diverse squadre di serie A).

Quel che è sicuro è che la squadra di re Filippo è affamata, come confermato da Marouane Fellaini (in forza al Manchester United) durante un’intervista con queste parole: "Tutta la squadra è fisicamente pronta. Volevamo iniziare il torneo. C'è un sacco di concorrenza, ma è la forza della nostra squadra". Ma gli uomini di Antonio Conte non saranno certo distratti da queste dichiarazioni e, conoscendo l’allenatore pugliese, avranno passato le ultime ore dal match a guardare e riguardare ossessivamente video, oltre a svolgere allenamenti a correzione di alcuni aspetti tattici. Si sa, con il futuro coach con i tasca il contratto col Chelsea non esiste e non è mai esistita distrazione. Questo è buono? E se si guarda la pessima prestazione sfoggiata dagli uomini di mister Wilmots contro i Finlandesi di Hetemaj, lo è ancora di più. Il resto lo fa il carattere della squadra, la nostra tradizione a stupire e a ribaltare i pronostici. Dunque non resta che incrociare le dita, pur sapendo che anche se dovessimo perdere, siamo solo all’inizio.        

 
 
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