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venerdì 03 dicembre 2021
 
Musica
 

Baglioni e Morandi: "Chi sono i nostri capitani coraggiosi"

07/10/2015  In attesa del secondo concerto in onda stasera su Rai 1, ecco l'intervista che i due cantanti ci hanno rilasciato lo scorso giugno quando ci hanno presentato il loro progetto

Dalla casa di Claudio Baglioni il colpo d’occhio sulla Cupola di San Pietro è magnifico. Il cantautore osserva e butta lì: “Ci tengo a dirlo: l’idea di costruire ponti per unire le sponde in questa società l’ho avuta prima io del Papa nella canzone Capitani Coraggiosi”. “Non vorrai mica citare il Papa per plagio?”, replica Gianni Morandi. Risate generali: I due Capitani coraggiosi della musica italiana sono in gran forma. Il titolo del romanzo di Kipling racchiude la loro collaborazione che prevede 10 concerti al Foro Italico a settembre (uno dei quali dovrebbe essere trasmesso in Tv) e un brano inedito dallo stesso titolo. Titolo che, come la canzone, è farina del sacco di Baglioni:”Anche se Gianni mi ha molto aiutato. Sto scoprendo che, oltre a essere un signor cantante, è anche un signor musicista. Non è un virtuoso di uno strumento, ma una persona che possiede una vera sapienza musicale”.
Chi sono i capitani coraggiosi?

Morandi: “Lo diciamo nella canzone sono “i piccoli e grandi eroi di cui nessuno ha memoria”. La gente che combatte tutti i giorni per portare a casa lo stipendio, per dar da mangiare ai figli con 1.300 euro”.
Baglioni: “Chiunque sia in grado di indicarci la strada, di farci recuperare valori come il rispetto per gli altri, la sincerità, lo spirito di sacrificio. Gente che non si rassegna”.
Morandi: “Il mio libro preferito è L’idiota di Dostoevskij. In questo mondo dove tendiamo a non credere più a nessuno, a pensare che ci siano sempre secondi fini, avremmo tanto bisogno del candore del principe di Myskin”.

I vostri genitori sono stati capitani coraggiosi?
Morandi: “Mio padre e mia madre hanno avuto il coraggio di fare un figlio nel 1944. Mentre fuori infuriava la guerra, loro pensavano alla vita”.
Baglioni: “I miei genitori invece si sono trasferiti a Roma da un piccolo paese non con una speranza, ma con una certezza: che il sarebbe stato migliore. Avevano una fiducia incrollabile in loro stessi e nella comunità in cui vivevano”.

Qual’è stato il gesto più coraggioso che avete compiuto da bambini?
Baglioni: “Un pomeriggio giocavo a tirare i sassi in un torrente. Purtroppo uno colpì sulla testa una bambina. Nessuno mi vide e tutti subito si misero a urlare: “Chi è stato, chi è stato?” Io preso dalla paura, mi nascosi. Ma poi, tremando, andai a “costituirmi” dai genitori della bambina”.
Morandi:“Mio padre diffondeva i giornali e portava una giacca con una tasca piena di monetine da 5 e 10 lire. Una volta, avevo 9 anni, rubai 15 lire per comprarmi un gelato. Però fui subito preso da un senso di colpa terribile e in più sapevo che quando avrebbe fatto i conti se ne sarebbe accorto. Sapevo che era severissimo e che mi avrebbe punito con la sua cinghia. Ma alla fine andai da lui e confessai. Lui non mi picchiò, ma la sera, davanti a mia madre, mi ordinò:”Racconta cosa hai fatto oggi”. Io, dall’imbarazzo, quasi rimpiangevo le cinghiate. Alla fine, con un filo di voce, riuscii a dire:”Mamma, ho rubato 15 lire da papà…”.

E’ curioso il fatto che entrambi abbiate associato il coraggio all’espiazione di una colpa…
Morandi: “Non so. Forse è perché oggi abbiamo smarrito il senso della vergogna. C’è gente che viene condannata per reati anche gravi e non fa una piega…”.
Baglioni: “Anzi, è quasi una medaglia al valore. Per mio padre, che era un carabiniere, la reputazione era fondamentale. Ricordo che lui ogni anno pagava 7-8 abbonamenti alla Rai perché la legge diceva che bisognava pagarne uno per ogni apparecchio presente in casa, sia radio che Tv. Quando sono diventato famoso, stava ancora più attento. Ripeteva sempre: “Pensa se si viene a sapere che il padre di Claudio Baglioni non paga il canone…”.

Torniamo a Capitani coraggiosi: a che punto siete con la scaletta?
Morandi: “Sarà divertente scambiarsi le canzoni. Però aspetto ancora che Claudio mi consegni la lista delle sue. Scrive testi bellissimi, ma spesso difficili da imparare. Comunque ci devono essere quei dieci pezzi miei e quei dieci pezzi suoi che non possono mancare. E poi possiamo pure prendere la chitarra e divertirci a improvvisare sera dopo sera”.
Baglioni: “Tra l’altro, molte nostre canzoni si prestano al discorso sui Capitani coraggiosi: Uno su mille, Un anno d’amore…”.
Morandi: “Strada facendo, La vita è adesso, Poster…”

Un capitano coraggioso sa accettare le sconfitte. Voi come reagite quando le cose non vanno bene?
Morandi: “Come tutti sanno, negli anni ’70 ho vissuto un lungo periodo di crisi professionale. L’ho affrontato ricordandomi sempre da dove venivo. Mio padre faceva il ciabattino e mia madre la lavandaia. D’inverno andava a lavare i panni in una pozza gelida a mani nude”.
Baglioni: “Mi è capitato parecchie volte di sentirmi amareggiato, avvilito e anche peggio. Ma poi ho sempre capito che era successo perché avevo impostato il mio lavoro solo per una mia personalissima soddisfazione individuale. Penso che nessuno sia davvero sconfitto se combatte per qualcuno o qualcosa”.

Chi è il più meticoloso tra voi?
Baglioni: “Io. Più che meticoloso, sono un vero maniaco dei dettagli. Penso che derivi dal fatto di essere un figlio unico. Mia madre faceva la sarta e io passavo interi pomeriggi da solo a casa a contemplare tutto ciò che mi stava attorno”.

Dieci concerti e poi basta?

Morandi: “Intanto vediamo come va. Potremmo farne altri, anche all’estero. Vogliamo fare spettacolo: sarà anche una sfida tra di noi. Avrò accanto non uno qualsiasi, ma Baglioni. Vedrai cosa combinerò sul palco…”
Baglioni: “Gianni mi sta facendo diventare competitivo: sarà un pò duetto e un pò duello”.
Morandi: “Bisogna vedere come reagirà. Io sono abituato alle collaborazioni. Lui no”
Baglioni: “E’ vero, ho sempre vissuto in una splendida solitudine”.

State dicendo che potreste anche litigare?
Baglioni:“Certo, potrebbe succedere”.
Morandi: “Io non vedo l’ora…”
Baglioni: “Hai resistito, ma alla fine il Morandi “cattivo” è venuto fuori…”.
I due bambini che tiravano sassi e rubavano monetine sono tornati

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Baglioni e Morandi, capitani coraggiosi in rotta verso il Foro Italico
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