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Bagnasco: «No alle lezioni di gender a scuola»

23/03/2015  L'idea che non esista differenza biologica tra uomo e donna è "un errore della mente umana". Il Presidente dei vescovi italiani riprende le parole del Papa a Napoli e denuncia "una governance mondiale di manipolatori"

Il presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco (Reuters).
Il presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco (Reuters).

La teoria del “gender”, cioè l’idea che non esiste differenza biologica tra uomo e donna, è “uno sbaglio delle mente umana”. Il cardinale Angelo Bagnasco, presidente dei vescovi italiani, apre il Consiglio permanente della Cei riprendendo le parole del papa a Napoli e denuncia la presenza di una “governance mondiale” di “manipolatori” che “va oltre i governi eletti” che vuole imporre nella scuole tale teoria. Sono parole molto severe quelle del cardinale, il quale osserva che in gioco c’è la “libertà di educazione dei genitori per i loro figli”. Bagnasco si rivolge direttamente ai genitori: “Genitori che ascoltate, volete questo per i vostri figli? Che a scuola – fin dall’infanzia – ascoltino e imparino queste cose, così come avviene in altri Paesi d’Europa?”.

Poi invita a “reagire”: “Basta essere vigili, senza lasciarsi intimidire da nessuno, perché il diritto di educare i figli nessuna autorità scolastica, legge o istituzione politica può pretendere di usurparlo. È necessario un risveglio della coscienza individuale e collettiva, della ragione dal sonno indotto a cui è stata via via costretta”.
Qui si sente l’eco di una celebre pittore spagnolo Goya: “Il sonno della ragione genera mostri”.  Bagnasco avvisa i genitori che “noi Pastori vi siamo e vi saremo sempre vicini”. La prolusione, molto breve a differenza di altre volte, affronta anche altri temi.

Un paragrafo è dedicato al Paese con un atto di omaggio al nuovo presidente della Repubblica Sergio Mattarella e una fortissima denuncia del pesante clima di “malcostume e malaffare” che “sembrano diventati un regime”. Anche in questo caso Bagnasco ricorda le parole del Papa a Napoli e domanda: “E’ un destino fatale?”. La riposta è: “Senza dubbi diciamo che si deve reagire e che ciò è possibile. Tutti siamo interessati al bene comune, e tutti ne siamo responsabili con i nostri comportamenti”.

Bagnasco sottolinea che tutti lo devono fare: “Politica e magistratura, industria e finanza, impresa e sindacati, associazioni e media, volontariato, gruppi e singoli cittadini”.  Ognuno deve “fare del proprio meglio per il bene della gente che è in gravi difficoltà e che spesso è stremata”: 
“Se l’onestà è un valore sempre e comunque, che misura la dignità delle persone e delle istituzioni, oggi, le difficoltà di quanti si trovano a lottare per sopravvivere insieme alla propria famiglia sono un ulteriore motivo perché la disonestà non solo non sia danno comune, ma anche non sia offesa gravissima per i poveri e gli onesti. Ciò è insopportabile!”. 

Bagnasco ha anche di nuovo insistito per una nuova politica del lavoro e dell’immigrazione, ha denunciato la persecuzioni dei cristiani e le stragi “folli e sanguinarie”, che “portano indietro l’orologio della storia” e ha ringraziato papa Francesco per aver indetto l’Anno Santo della misericordia.

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