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Bagnasco: «Patto sociale per chi soffre»

13/11/2014  Il presidente della Cei conclude i lavori della 67esima assemblea generale. «Non c'è solo una crisi economica, ma culturale. E' questa che non si vuole o non si sa affrontare».

"Non c'è solo una crisi economica, ma culturale. E' questa che non si vuole o non si sa affrontare". Il cardinale Angelo Bagnasco parla della situazione del Paese e dell'Europa affrontando anche il tema delle acciaierie di Terni. "Lo dico venendo da una realtà come Genova", dice Bagnasco: "Bisogna tenere il più possibile in casa i gioielli. Se ci fosse un approccio esclusivamente finanziario ai problemi, vendere per ripianare e poi non avere più nulla, non ci sembrerebbe la strada più saggia. Anche perché la storia anche recente ci insegna che dove non c'è stato questo ancoraggio alla casa il nostro paese presto o tardi si è dissolta una realtà industriale anche importante».
Nei quattro giorni di confronto, che hanno avuto per tema centrale la questione della vita e della formazione del clero in Italia, i vescovi si sono confrontati a tutto campo per capire, innanzitutto, quale prete e quale formazione per la una Chiesa in uscita come quella di cui parla il Papa. «E' nella cornice del messaggio che papa Francesco ha inviato all'assemblea che ci siamo mossi», ha spiegato Bagnasco. «Ci siamo messi attorno a un tavolo come si fa in famiglia e ciascuno ha aperto il cuore. Alla fine abbiamo mandato una lettera affettuosa e partecipata ai nostri sacerdoti per incoraggiarli e riconoscere il loro impegno nelle nostre realtà. Con il desiderio di essere a loro vicini per aiutarci vicendevolmente nel cammino della santificazione, in una azione pastorale sempre più incisiva per il popolo di Dio. Abbiamo avviato un processo che continuerà nelle conferenze episcopali regionali coinvolgendo il più possibile i nostri sacerdoti. Nell’assemblea di maggio del 2016 speriamo di riuscire ad avere sufficiente materiale e proposte concrete su questi temi».
Temi che coinvolgono anche la vita reale delle persone, con i problemi che riguardano la povertà, la disoccupazione. Ma anche l'immigrazione. Ad Assisi arrivano le notizie degli scontri nella periferia di Roma e il cardinale commenta sulla "necessità dei nostri sacerdoti e delle nostre comunità di avere un cuore accogliente verso tante persone che, in situazioni di grave difficoltà nel proprio Paese, cercano un futuro migliore".
Il presidente della Cei parla anche di integrazione come "
sfida. Questo vale per tutti sempre perché significa cercare di superare la paura dell’altro, del diverso e cercare di fare posto a chi approda nella nostra vita per motivi di sofferenza. E' sempre una sfida. Tutte le intemperanze, le delusioni e le reazioni violente in qualunque forme indicano la difficoltà di questa sfida, ma sono anche un appello a persone singole e alla società nel suo complesso perché questa sfida si possa affrontare insieme in modo costruttivo».
Infine, sulla vicenda dell'ex direttore di Tv 2000, il cardinale Bagnasco ha lasciato la parola al portavoce monsignor Domenico Pompili che ha specificato che "l'ex direttore di Avvenire e della televisione dei vescovi Tv2000 Dino Boffo non è stato riassunto dalla Conferenza episcopale italiana" e ha invitato a leggere "la nota appena diramata dalla Se.com, società responsabile della vicenda".
"Il dott. Dino Boffo", si legge nella nota firmata dall'amministratore unico di Secom Massimo Porfiri, "non è stato riassunto dalla Cei, bensì dalla SE.COM srl - società presso la quale lavorava fino al momento di diventare Direttore di TV2000 - e ciò, in virtù di un accordo sottoscritto con la SE.COM srl stessa (ed alla medesima evidentemente noto) di cui il dott. Dino Boffo ha, di recente, comunicato di volersi avvalere".

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