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Quei 10 mila bambini di "serie B" scomparsi nel nulla

16/03/2016  Nell'ultimo anno è triplicato il numero di minori non accompagnati che hanno varcato le frontiere dell'Ue, come rivela il rapporto Summit. Hanno gli stessi diritti degli altri piccoli, ma di fatto, come certificano gli organi di polizia, di tantissimi si perdono le tracce, diventando così preda di sfruttatori a fini sessuali o economici.

Fuggono da guerre e povertà, arrivano in Europa e poi spariscono nel nulla. E pochissimo si fa per ritrovarli. Nel 2015 sono arrivati 89 mila bambini migranti, oltre il triplo rispetto ai 23.000 del 2014. E quello che emerge dal rapporto Summit, co-finanziato dallUnione Europea e coordinato da Missing Children Europe, network di cui fa parte anche Telefono Azzurro, al quale è associato il numero unico europeo demergenza per i minori scomparsi: 116 000. E secondo Europol, lUfficio di Polizia Europeo, 10 mila di questi minori sarebbero spariti dopo poche ore dalla registrazione e solo una piccola parte è stata in seguito ritrovata. Un numero che, come suggeriscono i rapporti nazionali, potrebbe essere molto più alto e che non conta i molti bambini scompaiono ancor prima di essere registrati.

"I bambini che arrivano in Europa per sfuggire alla guerra, la povertà e la repressione nel loro Paese, rischiano di essere vittime di tratta, di matrimonio forzato o sfruttamento sessuale ed economico, tra cui la donazione di organi, il traffico di droga e laccattonaggio - ha dichiarato Delphine Moralis, segretario generale di Missing Children Europe. Le autorità e gli operatori di prima linea che hanno partecipato alla ricerca di sette Paesi europei (Gran Bretagna, Spagna, Italia, Belgio, Cipro, Irlanda e Grecia) evidenziano una cattiva gestione della scomparsa dei minori non accompagnati, la mancanza di procedure efficienti, di chiarezza sulle responsabilità di ogni servizio coinvolto, di risorse e di motivazione da parte dei professionisti coinvolti.

Per prevenire e rispondere in maniera più efficace al problema, la relazione evidenzia quindi la necessità di una maggiore cooperazione tra le forze dell'ordine, gli assistenti sociali che operano nei rifugi e nei centri di accoglienza, i tutori e gli operatori delle linee telefoniche per i bambini scomparsi e fra i Paesi europei che al momento utilizzano metodi incoerenti di raccolta dei dati dei migranti. Molti professionisti ammettono che spesso si presume che i minori scompaiano volontariamente e che una valutazione del rischio è raramente eseguita.

I ​​bambini migranti che arrivano in Europa hanno diritto allo stesso livello di protezione di qualsiasi altro minore. Tuttavia la loro scomparsa è trattata con meno importanza rispetto alla scomparsa di un bambino che è cittadino Ue. Dobbiamo cambiare questa indifferenza", dichiara Karen Shalev Greene, direttore del Centro per lo Studio delle persone mancanti presso l'Università di Portsmouth e co-autore del Rapporto. I risultati completi della ricerca SUMMIT saranno resi pubblici ad aprile a Bruxelles insieme a un manuale che raccoglie le buone pratiche per una migliore gestione dellaccoglienza dei bambini migranti.

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