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lunedì 15 agosto 2022
 
Torino
 

«Pensiero globale, azione locale»: lo sviluppo secondo Ban Ki-moon

16/10/2015  Il Segretario generale delle Nazioni Unite chiude il terzo Forum mondiale dello sviluppo economico locale nalizzando le varie emergenze tra cui quella del lavoro che coinvolge, in tutto il pianeta, 200 milioni di persone, dei quali 76 milioni sono giovani, e quella dei cambiamenti ambientali, in vista dell'ormai immenente Conferenza Onu che si aprirà a Parigi, il 30 novembre.

«Potremo affrontare le sfide del futuro solo se sapremo conciliare pensiero globale e azione locale». Questo, in sintesi, il messaggio che il segretario generale Onu Ban Ki-moon ha voluto lasciare al Forum mondiale sullo sviluppo economico locale di Torino. L'alto rappresentante delle Nazioni Unito ha partecipato all'ultima sessione plenaria dei lavori (davanti a una platea di delegati e autorità locali provenienti da ogni angolo del pianeta) e ha tracciato un bilancio di tre giorni intensi. 

«Poche settimane fa» ha esordito «ho avuto la più straordinaria esperienza come Segretario Generale sinora, incontrando a New York esponenti dei governi di tutto il mondo per definire i punti dell’Agenda per lo sviluppo sostenibile 2030. Il nostro scopo è sconfiggere la povertà e raggiungere prosperità per tutti». Un'utopia irrealizzabile? Forse, ma è comunque fondamentale che la comunità internazionale si confronti, a tutti i livelli, con queste sfide cruciali. «Per arrivare ai 17 obbiettivi dell'Agenda abbiamo condotto un sondaggio col contributo di 8 milioni di persone che hanno risposto alla domanda “che mondo vuoi?”».

Presentando alcuni aspetti della globalizzazione, Ban Ki-moon ha citato il caso di Torino e Milano, che «stanno diventando un unico agglomerato urbano. Ci vogliono infatti appena 41 minuti per percorrere la distanza tra le due città». In un sistema fatto di connessione sempre più strette «i bisogni locali hanno una enorme rilevanza, esattamente come si sta affermando in questo Forum, perchè gli obiettivi realizzati localmente avranno impatto sul sistema mondiale». Si tratta, certo di un compito arduo: «Non dimentichiamo che migliaia di persone ogni giorno scappano da conflitti terribili, e l’accoglienza di queste persone è la più grande sfida che l’Europa sta affrontando attualmente».

Poi uno sguardo all'emergenza lavoro (che coinvolge nel mondo 200 milioni di persone, dei quali 76 milioni sono giovani) e ai cambiamenti ambientali, in vista dell'ormai immenente Conferenza delle Nazioni Unite sul Clima che si aprirà a Parigi il 30 novembre. In conclusione, il Segretario Generale ha rinnovato l'invito già rivolto al Parlamento Italiano: «L'Agenda è nelle vostre mani. Non lasciate che le politiche siano solo parole, qualcosa che vale solo per gli altri: guidate i vostri cittadini dando l’esempio. Vi invito ad ascoltare le vostre comunità, a chiedere ai cittadini come vogliono che quegli obiettivi siano raggiunti, che forma vogliono dare al mondo». All'assemblea plenaria hanno partecipato, tra gli altri, il presidente del Senato Piero Grasso e il ministro degli esteri Paolo Gentiloni, insieme con i “padroni di casa” Piero Fassino (sindaco di Torino) e Sergio Chiamparino (presidente della Regione Piemonte).

 

Per Ban Ki-Moon la tappa torinese ha segnato l'inizio di un intensa giornata. Infatti subito dopo l'intervento al Forum, il segretario generale Onu si è spostato all'Expo di Milano per celebrare, insieme al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la Giornata Mondiale dell'Alimentazione, uno tra i momenti più solenni nei sei mesi di Expo.     


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