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venerdì 07 agosto 2020
 
Bangui
 

Bangui: l'ospedale dei bambini

02/03/2019  Voluto dal Papa che qui aprì l'anno giubilare, si inaugura il complesso sostenuto anche dall'esperienza del Bambino Gesù. «Non dimentico!», dice Francesco in un video messaggio inviato in Centrafrica, «conservo nel cuore gli occhi di dolore dei tanti bambini malnutriti che ho incontrato nella breve visita all’ospedale in occasione del viaggio nel vostro Paese». Bergoglio ricorda le parole «della dottoressa che mi era accanto: “Questi nella maggior parte moriranno, perché hanno la malaria, forte, e sono malnutriti”. L’ho sentito io. No, questo non deve più accadere!».

Il Complexe pediatrique di Bangui apre le porte. Una struttura fortemente voluta da papa Francesco in favore dei bambini malnutriti della Repubblica centrafricana. Per conto del Papa è volato in Africa l’elemosiniere Konrad Krajewski, per tagliare il nastro di inaugurazione insieme con la presidente del Bambino Gesù, Mariella Enoch. Il nuovo centro, infatti, completamente ristrutturato e ampliato grazie alle molte iniziative di raccolta fondi, è stato affidato completamente alla progettazione e cura dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma. «Questa sede», sono gli auspici che formula papa Francesco nel video messaggio inviato a Bangui, «mi auguro che possa diventare un centro di eccellenza, dove i bambini possano trovare risposta e sollievo alle loro sofferenze, con tenerezza e amore. Non dimentico! Conservo nel cuore gli occhi di dolore dei tanti bambini malnutriti che ho incontrato nella breve visita all’ospedale in occasione del viaggio nel vostro Paese». Bergoglio ricorda le parole «della dottoressa che mi era accanto: “Questi nella maggior parte moriranno, perché hanno la malaria, forte, e sono malnutriti”. L’ho sentito io. No, questo non deve più accadere! La sofferenza dei bambini è senza dubbio la più dura da accettare. Il grande Dostoevskij poneva la domanda: “Perché soffrono i bambini?”. Tante volte mi chiedo la stessa cosa: perché soffrono i bambini? E non trovo spiegazione. Solo guardo il Crocifisso e invoco l'amore misericordioso del Padre per tanta sofferenza».

L’ospedale è un segno concreto «di misericordia, che trova la sua origine nell'Anno Santo che ho voluto aprire in anticipo — il 29 novembre 2015 — proprio a Bangui. La prima porta di una cattedrale ad aprirsi è stata quella di Bangui, non quella di San Pietro. È stato un gesto che il Signore ha ispirato. Varcando la Porta Santa della Cattedrale, affermavo: “Bangui diventa la capitale spirituale della preghiera per la misericordia del Padre. Tutti noi chiediamo pace, misericordia, riconciliazione, perdono, amore”. Mi piace pensare che quella Porta Santa sia ancora aperta e che il fiume di misericordia doni linfa vitale a questo Ospedale Pediatrico e a tutti coloro che vi lavoreranno».

Il Complexe Pédiatrique di Bangui è l’unico ospedale pediatrico della Repubblica Centrafricana, uno dei Paesi a più basso indice di sviluppo umano al mondo (187° su 188). Il violento conflitto civile scoppiato nel 2013 ha ulteriormente peggiorato la condizione della popolazione e, in particolare, dei bambini. Secondo i dati dell’Organizzazione mondiale della sanità, il tasso di mortalità dei bambini sotto i 5 anni è del 17 per cento e sotto il primo anno di vita è dell’11 per cento, la percentuale di bambini che soffre di insufficienza ponderale è del 28,3 per cento.

I pazienti che accedono al pronto soccorso del Complexe Pédiatrique sono nell’80 per cento casi urgenti e il 20 per cento di questi richiedono ricoveri per cure continuative. Ogni anno la struttura cura 70 mila bambini in urgenza di cui 17 mila vengono ammessi per continuare le cure mediche e chirurgiche. Malaria, diarrea, infezioni respiratorie, HIV e tubercolosi sono alcune delle malattie più frequenti nell’infanzia assieme alla malnutrizione.

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