logo san paolo
sabato 04 dicembre 2021
 
Marwan Barghouthi
 

«Barghouthi non è Mandela, è un terrorista»

04/08/2014  Pubblichiamo in anteprima dal numero di FC in edicola giovedì 7 agosto la lettera di Zion Evrony, ambasciatore di Israele presso la Santa Sede, indirizzata al giornale dopo la pubblicazione di un articolo sul sito. Marwan Barghouthi, detenuto in un carcere israeliano, figura di pace o criminale?

L’articolo firmato da Giusy Baioni Marwan Barghouthi, il Mandela palestinese del 20 luglio su Famigliacristiana.it si basa su informazioni false e inaccurate. Marwan Barghouthi non è paragonabile con Nelson Mandela.

Nelson Mandela credeva nella non violenza, Marwan Barghouthi, invece, è stato condannato per attività terroristiche ed è diretto responsabile dell’uccisione di civili israeliani innocenti. Al contrario di quanto scritto nell’articolo di Baioni, nelle carceri israeliane di massima sicurezza nessun prigioniero è morto per le torture. I diritti dei prigionieri palestinesi vengono rispettati, sono garantite le visite dei famigliari, e molti di loro si laureano durante la prigionia.

Leggendo il vostro articolo si è indotti a pensare che Marwan Barghouthi e tutti gli altri prigionieri palestinesi, oggi detenuti nelle carceri israeliane, siano uomini di pace e innocenti di ogni crimine. La maggior parte di questi prigionieri, in realtà, sono terroristi o hanno collaborato con terroristi che hanno causato la morte di oltre 1.100 civili israeliani, donne e bambini inclusi, e il ferimento di circa 6.000 civili durante l’intifada dal 2000 al 2005. In questo arco di tempo sono state effettuate migliaia di azioni terroristiche, inclusi 144 attacchi suicidi, in luoghi densamente popolati nel cuore delle città israeliane.

Barghouthi si è reso direttamente responsabile di molte azioni violente contro civili israeliani, ordinandole o finanziandole. Marwan Barghouthi, arrestato dall’esercito israeliano nel 2004, ha ammesso più volte di aver appoggiato atti di terrorismo contro soldati e civili israeliani, donne e bambini inclusi. Barghouthi ha anche esplicitamente affermato: «Uno Stato dovrebbe costituirsi autonomamente e parte di questo processo è costituito dallo spargimento di sangue».

Israele vuole la pace con i suoi vicini palestinesi, come ha fatto con l’Egitto e la Giordania, invece siamo costretti a vivere sotto la costante minaccia dei missili e dei razzi provenienti da Gaza. Quando abbiamo lasciato la striscia di Gaza nel 2005, invece di sviluppare la loro economia e società, questi territori sono diventati un centro dell’attività terroristica di Hamas, il cui scopo principale è la distruzione di Israele.
In passato, per la pace, Israele ha fatto grandi compromessi ed è pronto a farne in futuro. La soluzione è semplice: dividere la terra secondo il principio “due Stati per due popoli”. Israele, patria e Stato nazionale del popolo ebraico, e il futuro Stato palestinese come patria del popolo palestinese.

 
 
Pubblicità
Edicola San Paolo