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giovedì 18 agosto 2022
 
la storia
 

Bari, rubati oggetti dalle mani di san Nicola

22/03/2022  Il furto nella notte tra il 21 e il 22 marzo. Tra i beni portati via anche una croce d'argento, delle gemme e un anello in oro con alcune pietre. Il patrono della città è venerato in tutto il mondo, e in maniera particolare dai fedeli ortodossi greci e russi

Un fedele in preghiera nella Basilica di San Nicola a Bari (Ansa)
Un fedele in preghiera nella Basilica di San Nicola a Bari (Ansa)

Rubati alcuni oggetti preziosi di San Nicola a Bari, patrono della città e venerato in tutto il mondo, anche dai fedeli ortodossi greci e russi. Ignoti hanno forzato la teca che protegge la statua del Santo asportando l’anello d’oro con alcune pietre preziose della mano destra, l’Evangeliario con le tre sfere poste sulla mano sinistra, un medaglione contenente una fiala della Manna, una croce in argento con alcune gemme.

Il furto sacrilego nella Basilica è avvenuto verso le 4 della notte scorsa. Lo documentano le immagini delle telecamere poste all’interno e all’esterno della chiesa che ora sono al vaglio della polizia. Un uomo dall’aspetto giovanile, che indossava una mascherina e un cappuccio, aiutato molto probabilmente da un complice non visibile nel video a circuito chiuso, dopo aver divelto un’inferriata addossata alla torre campanaria e sfondato la porta d’ingresso in Largo Abate Elia, si è furtivamente introdotto nel tempio nicolaiano con il preciso intento di svuotare le cassette delle offerte. Poi, il ladro non ha resistito alla tentazione di portare via alcuni oggetti preziosi dopo aver divelto la teca. Fortunatamente non è stata trafugata la croce pettorale, dono dell’Arcivescovo Mariano Magrassi, di venerabile memoria. Il valore della refurtiva ammonterebbe a circa 7mila euro.

I Padri domenicani, da 70 anni custodi del tempio nicolaiano, appena accortisi del furto hanno immediatamente avvisato le forze dell'ordine. Padre Giovanni Distante, priore della Basilica dice: «Sono entrati di notte, siamo molto dispiaciuti. In attesa di conoscere ulteriori sviluppi, informiamo i devoti e i pellegrini di San Nicola sparsi nel mondo che la statua non ha subito eccessivi danni. Quanto prima sarà effettuato un intervento di restauro particolarmente alle mani del Santo». I Padri Domenicani si sono riuniti in preghiera “perché il Signore, grazie all’intercessione di San Nicola, ascolti la nostra preghiera e moltiplichi i nostri sforzi per la pace e per la carità”. La Basilica è stata chiusa ai fedeli e alcuni gruppi di turisti organizzati sono stati costretti a rinviare la visita.

Il furto ha lasciato sconcertato anche monsignor Giuseppe Satriano, arcivescovo di Bari-Bitonto: «Mentre ero a Roma, dove sono in riunione con il Consiglio Permanente della Cei su tematiche delicate quali la tragedia che si sta consumando in Ucraina, ho appreso questa notizia che ha dell'incredibile. È triste e doloroso prendere atto che non c’è alcun limite all’oltraggio del sacro. In un contesto già faticoso, in cui la sacralità della vita viene abusata dalla guerra, anche un’immagine simbolica, quale la basilica del Santo di Myra e la sua icona più rappresentativa, realtà fortemente identitaria per la comunità barese, viene ferita dalla violenza di alcuni che sembrano aver smarrito qualunque senso del pudore verso l’uomo e del timore verso Dio. Quanto accaduto mi lascia fortemente preoccupato non tanto per gli oggetti e il denaro sottratti, ma per la mancanza di rispetto che si è consumata al cuore della fede dei baresi».

L’arcivescovo ha poi rivolto un appello agli autori del furto: «In questo tempo di Quaresima, propizio per la conversione dei cuori, invito tutta la comunità cristiana a invocare la misericordia di Dio su chi ha commesso questo atto miserevole e auspico che chi ha operato nell’oscurità della notte possa ravvedersi e restituire quanto trafugato».

Il sindaco di Bari, Antonio Decaro ha stigmatizzato con parole dure l’episodio: «Il furto di parte degli oggetti sacri della statua di San Nicola mi lascia sgomento. Un atto non solo sacrilego ma fortemente offensivo per la comunità di fedeli e devoti nicolaiani e per la città di Bari, che intorno al messaggio del suo Santo patrono ha costruito gran parte della sua identità. Aver sottratto i simboli più evocativi della vita e della missione del vescovo di Myra, significa aver ferito profondamente la città. Spero che l'autore di questo gesto meschino e inqualificabile si ravveda immediatamente restituendo ai padri domenicani gli oggetti sacri».

Particolarmente toccante l’immagine di alcune donne ucraine che erano venute a Bari per pregare San Nicola e chiedere l’intercessione per i lori cari rimasti in Ucraina sotto i bombardamenti. Dopo aver trovato le porte della basilica chiuse, si sono inginocchiate sul sagrato e tra le lacrime hanno pregato a lungo il Santo di Myra.

Per i tanti baresi devoti, il furto è un atto che offende profondamente la città.

 
 
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