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l'appello
 

Bassetti: «Su poveri e migranti non possiamo dividerci»

14/01/2019  Il presidente della Cei apre i lavori del Consiglio Episcopale Permanente e ringrazia chi si è adoperato per evitare il raddoppio delle tasse sul Terzo settore, inizialmente approvato dal governo, e gli abitanti di Torre Melissa: «La posizione geografica, la storia e la cultura del nostro Paese ci affidano una responsabilità nel Mediterraneo e in Europa»

Avverte che sui migranti e i poveri non è possibile «dividersi o agire per approssimazione», ricorda che «governare il Paese significa servirlo e curarlo come se lo si dovesse riconsegnare in ogni momento. Ai liberi e forti di oggi dico: lavorate insieme per l’unità del Paese, fate rete, condividete esperienza e innovazione». Infine, due ringraziamenti. Il primo agli abitanti di Torre Melissa, nel Crotonese, che nei giorni scorsi davanti a una «cinquantina di profughi abbandonati in balìa delle onde, sindaco, forze dell’ordine, volontari e semplici cittadini hanno saputo esprimere una solidarietà corale». Il secondo «a quanti – non da ultimo le testate giornalistiche – si sono adoperati per evitare il raddoppio della tassazione sugli enti che svolgono attività non profit».

Tocca tutti i temi più scottanti dell’attualità il discorso del cardinale Gualtiero Bassetti, in apertura del Consiglio permanente della Cei, il primo del nuovo anno, che si concluderà mercoledì 16 gennaio. Bassetti ricorda anche uno dei punti principali dell’agenda dei lavori dei prossimi giorni, vale a dire l’approvazione di un regolamento «a tutela dei minori e degli adulti vulnerabili; in questo ambito», spiega, «daremo pure gambe ai Servizi regionali, fino all’individuazione dei referenti diocesani e delle necessarie iniziative formative».

«Ringrazio il premier Conte per il ripristino dell’agevolazione sul no profit»

Bassetti richiama «l’orizzonte», ideale e di metodo, «su cui il 18 gennaio di cent’anni fa don Luigi Sturzo fondava il Partito Popolare Italiano, con l’attenzione a coniugare l’integralità del Cristianesimo con il rispetto della laicità della politica, anche per evitare – come diceva lo stesso Sturzo – che “la religione venga compromessa in agitazioni politiche e in ire di parte”». Ed è in questo orizzonte che si inserisce il suo appello per lavorare anche oggi con spirito costruttivo e a beneficio di tutta la società civile: «Se la confusione è grande, non dobbiamo essere noi ad aumentarla», spiega, «se ci sentiamo provocati o criticati, dobbiamo cercare di capirne le ragioni; se siamo ignorati, dobbiamo tornare a bussare con rispetto e convinzione; se veniamo tirati per la giacca, dobbiamo riflettere prima di acconsentire e fare».

Il presidente dei vescovi italiani confessa di non temere «tanto le difficoltà, quanto lo scoraggiamento e la sfiducia, che costituiscono il terreno sul quale il male attecchisce e cresce. Temo», sottolinea, «l’indifferenza con cui il male si impadronisce delle nostre paure per trasformarle in rabbia. Temo l’astuzia che si serve dell’ignoranza». Richiama all’unità e alla «comunione» come pre-condizione per fare bene: «Quando il popolo è confuso, il modo migliore per rispondere al nostro dovere non è quello di proporre facili rassicurazioni, lasciando capire che poi tutto s’aggiusta o che, comunque, altri sono quelli che devono pensarci. Siamo chiamati, piuttosto, a saperci confrontare con franchezza e ad assumere con determinazione le scelte necessarie, così da essere non solo più efficienti, ma soprattutto più chiari e uniti. Quanto è triste osservare chi è intento ad andare per la sua strada e, al più, si ferma per commentare e criticare».

Bassetti torna sull’esempio virtuoso di Torre Melissa per dire che «mentre sul migrante e sulla persona fragile stentiamo perfino a confrontarci con serenità, pronti come siamo a scaricare su di loro un malcontento sociale che – come sostiene Papa Francesco – “enfatizza i rischi per la sicurezza nazionale o l’onere dell’accoglienza”, la piccola comunità sulla costa crotonese ha scritto una pagina di segno contrario». Anche perché, è la sua riflessione, «sui poveri non ci è dato di dividerci, né di agire per approssimazione: la stessa posizione geografica del nostro Paese e, ancor più, la nostra storia e la nostra cultura, ci affidano una responsabilità nel Mediterraneo come in Europa».

C’è spazio anche per il tema dell’aumento della tassazione sul non profit, approvata nella legge di Bilancio dal governo Conte che poi ha annunciato un dietrofront e criticata anche dal presidente della Repubblica Mattarella nel suo discorso di fine anno: «Sono grato», ha detto Bassetti, «al Presidente del Consiglio dei Ministri – che già aveva sottolineato il ruolo determinante del Terzo settore – di aver annunciato questo pomeriggio che l’agevolazione sarà ripristinata. È il riconoscimento di un mondo di valori e progetti, di uno spazio educativo e formativo all’insegna della gratuità e del servizio; spazio di impegno civile, teso alla costruzione del bene comune».

Il cardinale auspica di «arrivare all’assemblea di maggio con un progetto condiviso», per dimostrare concretamente che «la Chiesa italiana non si lamenta, ma si prepara a fare di più e meglio. Vorrei», aggiunge, «che sapessimo mostrare al Paese che noi cattolici non disertiamo le sfide impegnative di questo nostro tempo, convinti come siamo che possono essere affrontate e superate».

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