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lunedì 15 agosto 2022
 
 

"Basta contare i morti"

23/04/2015  "Che il Mediterraneo sia un canale umanitario". La posizione della Cei e delle organizzazioni cattoliche

«Bombardare i barconi non è la soluzione». La posizione della Cei, sia per bocca del suo segretario generale, monsignor Nunzio Galantino, che per quella di monsignor Giancarlo Perego, direttore della Fondazione Migrantes, l’organismo della Conferenza episcopale che si occupa specificatamente proprio di questo problema,  è quella di cercare di fare il possibile per salvare vite umane. «E se questo significa ripristinare Mare Nostrum, ripristiniamolo magari allargandone la responsabilità», ha spiegato monsignor Galantino, «perché è sotto gli occhi di tutti come questo cambio, da 'Mare Nostrum' a 'Triton', ha significato soltanto, forse, un risparmiare soldi, ma aumentare i morti. Mi rendo conto della gravità, della serietà, della necessità di affrontare questi temi, ma non con degli slogan. C’è la necessità di fermarsi, di guardare seriamente a questo problema tenendo presente che abbiamo a che fare non con immigrati, ma con storie, con persone, con volti, con famiglie, con speranze. Ce la sentiamo noi di affossare e affogare tutto questo?». Concretamente la Fondazione Migrantes chiede che il «Mediterraneo diventi un canale umanitario. Triton si è dimostrato del tutto inadeguato a fare del Mediterraneo un canale umanitario, a protezione delle migliaia di persone che continuano a fuggire», dice monsignor  Perego. Il direttore di Migrantes auspica che torni l’operazione Mare Nostrum «e che divenga europea. I Paesi dell'Ue non possono giustificarsi sostenendo che costa troppo. In Europa i fondi ci sono. Se l'Italia ha potuto sostenere l'operazione per oltre un anno, lo possono certo fare i Ventotto». E sul decalogo della Commissione europea, all’indomani della tragedia del naufragio, la Fondazione Migrantes sottolinea che sono presenti «verbi come distruggere, contrastare, respingere, ma sono completamente assenti verbi come salvare, accogliere, tutelare». «È uno scandalo», prosegue monsignor Perego, «che la politica europea dell'immigrazione non valuti immediatamente operazioni e azioni di rafforzamento della ricerca e del salvataggio in mare e continui a favorire operazioni di controllo delle frontiere. Il contrasto ai trafficanti degli esseri umani, ormai legati alle mafie europee e al terrorismo internazionale, passa attraverso l'attivazione di un'azione che unisca il salvataggio delle persone al contrasto della tratta». E mentre si attiva un canale umanitario con «un'operazione di controllo del Mediterraneo fino alle coste libiche, con il coinvolgimento delle Organizzazioni internazionali, per salvaguardare anzitutto la vita delle persone in mare, valutando anche l'opportunità di accogliere, anche con benefici di protezione, testimoni e testimonianze contro i trafficanti, gli organismi internazionali devono  valutare un piano di pace e di ristabilimento della sicurezza delle persone  sulle sponde africane, libiche ed egiziane del Mediterraneo, attivando anche progetti di cooperazione internazionale per il rientro di persone; la ripresa di alcune attività lavorative, il ristabilimento di presidi sanitari, la riapertura delle attività scolastiche. Senza pace e senza la ripresa delle attività economiche e sociale e solo distruggendo non faremmo che alimentare ancora disperazione e partenze». Alla voce di Migrantes si sono aggiunte quelle di diverse organizzazioni cattoliche aderenti alla Campagna Cibo per tutti che hanno fatto pervenire al Governo, alla vigilia dell’incontro europeo del 23, l’appello che pubblichiamo:

Appello congiunto delle Organizzazioni cattoliche aderenti alla Campagna Cibo per tutti. È compito nostro  
In vista della convocazione della riunione straordinaria del Consiglio Europeo chiesta dal Governo italiano, per la giornata di domani 23 aprile, riteniamo nostro indispensabile dovere richiamare i Capi di Stato e di Governo alle proprie responsabilità, in quanto rappresentanti di Stati che si dichiarano garanti dei diritti umani.   Le organizzazioni promotrici della campagna Cibo per tutti. È compito nostro, riunite oggi in occasione dell’evento nazionale della campagna dal titolo “Cibo per tutti? Nutrire il pianeta è compito nostro”, sottoscrivono un appello al Governo Italiano con richieste precise in vista della seduta di domani: 
 ·         le centinaia di migliaia di profughi che premono alle frontiere dell'Europa, spinti da guerre e fame, che muoiono in mare per il proprio sogno di felicità, sono persone, nostri fratelli, nostro prossimo;   ·         tale valutazione è in linea con il dettato costituzionale e con la Carta della Dichiarazione Universale dei diritti dell'Uomo delle Nazioni Unite e risponde all'antropologia cristiana nella quale noi ci rispecchiamo. Ne discende che un'iniziativa militare, fosse anche mirata, porterebbe ad una escalation di violenza, oltre a non essere efficace per risolvere il problema; 
 ·         un intervento armato, fosse anche circoscritto, metterebbe a rischio i paesi europei della sponda mediterranea, inclusa l'Italia, per eventuali ritorsioni di ogni genere da parte di formazioni estremiste;   ·         va rilevato che una pressione armata straniera impedirebbe alle numerose fazioni libiche sul campo qualsiasi forma di coesistenza con i migranti provenienti da Oriente e dall'Africa subsahariana. Tali formazioni troverebbero più conveniente provvedere allo sterminio sistematico dei profughi piuttosto che provvedere al loro mantenimento. 
 ·         non accettiamo la logica del "ciò che non vediamo non esiste": centinaia di migliaia di persone muoiono e subiscono violenza in Eritrea, Somalia,Sudan,Etiopia, Repubblica centro africana, Mali, Sierra Leone, Nigeria; senza dimenticare le popolazioni che provengono dal versante medio orientale come la Siria.  

CHIEDIAMO 
 ·         una politica europea nuova ed originale sulle migrazioni con la costituzione di una agenzia europea per le migrazioni; 
 ·         l'attivazione urgente di un'azione europea per arrivare alla stabilizzazione della Libia, attraverso la formazione di un governo di unità nazionale; va ricordato infatti che qualora venisse inviata una forza di peace keeping essa potrebbe operare solo con il consenso di un governo locale nel rispetto del diritto internazionale;  
·         di intercettare i flussi prima che arrivino i profughi, attraverso la costituzione di corridoi umanitari e uffici riconosciuti dall'ONU che diano visti umanitari in Egitto, Tunisia, Marocco, Algeria e, laddove è necessario, il conferimento dello status di rifugiato politico da parte dell'UE modificando l'accordo di Dublino.    

Sottoscrivono l’appello:
CARITAS ITALIANA, FEDERAZIONE ORGANISMI CRISTIANI SERVIZIO INTERNAZIONALE VOLONTARIO, AZIONE CATTOLICA ITALIANA, ASSOCIAZIONI CRISTIANE LAVORATORI ITALIANI, ASSOCIAZIONE COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII, ASSOCIAZIONE ITALIANA MAESTRI CATTOLICI, BANCO ALIMENTARE, CINECIRCOLI GIOVANILI SOCIOCULTURALI, CENTRO SAVERIANO ANIMAZIONE MISSIONARIA/CENTRO EDUCAZIONE ALLA MONDIALITÀ, CENTRO TURISTICO STUDENTESCO E GIOVANILE, COMUNITÀ DI VITA CRISTIANA ITALIANA / LEGA MISSIONARIA STUDENTI, FONDAZIONE CAMPAGNA AMICA, EARTHDAY ITALIA, MISSIO, MOVIMENTO ADULTI SCOUT CATTOLICI ITALIANI, MOVIMENTO CRISTIANO LAVORATORI, PAX CHRISTI ITALIA, SALESIANI PER IL SOCIALE/FEDERAZIONE SERVIZI CIVILI E SOCIALI-CENTRO NAZIONALE OPERE SALESIANE, UNIONE CRISTIANA IMPRENDITORI DIRIGENTI, FONDAZIONE CULTURALE RESPONSABILITÀ ETICA.   AVSI, CENTRO TURISTICO GIOVANILE, CONFEDERAZIONE COOPERATIVE ITALIANE, FEDERCASSE, FEDERAZIONE SCOUTISTICA ITALIANA, MOVIMENTO GIOVANILE SALESIANO, MOVIMENTO RINASCITA CRISTIANA.      

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