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domenica 29 maggio 2022
 
 

Basta! Mai più "promesse da marinaio"

23/01/2013  Anticipiamo il "Primopiano" di Famiglia Cristiana n.4, in edicola e in parrocchia da giovedì 24 gennaio.

Di promesse ne abbiamo sentite fin troppe. Ormai, la gara è a chi è più bravo a tirare fuori dal cilindro il coniglio o il dinosauro. Ma è gioco da illusionisti, non da politici seri. Non serve ingannare, ancora una volta, i cittadini. Questi maghi dalla bacchetta magica, che hanno in tasca la soluzione dei problemi del Paese, li abbiamo già provati. E per anni. Perché crederci ancora? Soltanto “promesse da marinaio”.
Mirabolanti successi che i leader politici si affannano a spiegarci in un’estenuante maratona televisiva, da cui finora sono esenti solo i cartoni animati per bambini. Se poi la politica si confronta con la famiglia, il gioco al rilancio non ha fine.
E i paladini sono numerosissimi. Si sa, il voto delle famiglie conta. Pazienza se poi abbiamo le peggiori politiche familiari d’Europa. E se alle promesse non segue mai uno straccio di impegno concreto, a urne chiuse.
Non è che manchino le idee. Anzi, nei programmi dei partiti ce ne sono fin troppe. Fiumi di parole, verrebbe da dire. Aggiunte, però, in gran fretta negli ultimi giorni, in coda ad altre priorità per salvare il Paese. Chiacchiere, parole vuote, scritte senza che nessuno abbia davvero ascoltato le famiglie.

Per questo, diamo spazio a un testo che parte dalla realtà, ed è espressione diretta della voce delle famiglie. È il documento Più famiglia oggi. Più Italia domani! che il Forum delle associazioni familiari sottopone (e anche noi con loro, vedi “Colloqui col padre”) alla firma dei candidati che si presentano alle elezioni.
Chiede cose concrete (e fattibili), come una riforma fiscale a favore delle famiglie con figli; chiede di colmare, nel prossimo quinquennio, la distanza che ci separa dagli altri Paesi europei negli investimenti sulle politiche familiari, passare cioè dall’1 al 2 per cento del Pil, che è la media europea.
Chiede di attuare il Piano nazionale per la famiglia (approvato dal Governo Monti nel giugno 2012), perché non diventi l’ennesimo libro dei sogni; chiede aiuti concreti per la natalità e le giovani famiglie. Più lavoro per tutti, soprattutto per i giovani. E la possibilità di conciliare i tempi della famiglia e del lavoro.
Ma anche di sostenere chi, liberamente, sceglie di restare a casa a prendersi cura dei figli. Chiede una scuola più libera, con sostegni alla scuola statale, senza penalizzare quella paritaria e i genitori che la scelgono. Chiede più welfare, e servizi sociosanitari che sappiano dialogare con le famiglie con persone disabili, anziani fragili, e con problemi di disoccupazione.

Una mappa chiara e concreta. Il Forum chiede ai candidati al Parlamento di aderire attraverso la campagna “Io corro per la famiglia”. E non per una poltrona o, peggio, per evitare il carcere. “Corro per la famiglia” che, in questi durissimi anni di crisi, è stata un’àncora di salvezza per l’intero Paese, il migliore “ammortizzatore sociale”. Come minino, le dobbiamo riconoscenza.
E un riconoscimento pubblico, da parte della politica e della società. Infine, questa campagna ci piace anche perché il Forum si impegna a monitorare, con un’inflessibile verifica, quanti aderiranno all’iniziativa. Non ci sono cambiali in bianco. Non c’è più spazio per i “furbetti” dalle promesse facili. Controllo che dovrebbero fare tutti i cittadini, per avere politici onesti e coerenti. Non è il tempo della rassegnazione, nonostante sia ancora in vigore la legge elettorale “porcellum”, che ha fatto comodo a tutti i segretari di partito per nominare i propri “fidatissimi”. Facciamoci sentire. Ne va di mezzo il futuro delle famiglie e del Paese.

 
 
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