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"Basta miliziani fuori controllo"

25/01/2014  Amnesty International, attraverso le parole del suo responsabile per le crisi umanitarie, pone l'accento sulla necessità che la comunità internazionale metta in campo maggiori risorse, anche in termini di uomini. (Foto Reuters)

Catherine Samba Panza, presidente ad interim della Repubblica Centrafricana
Catherine Samba Panza, presidente ad interim della Repubblica Centrafricana

Quando lo scorso 19 gennaio i ricercatori di Amnesty International sono entrati nella città di Boali, a nord della capitale, per verificarne direttamente la sicurezza si sono trovati di fronte a uno scenario spettrale: l'intero quartiere musulmano era disabitato. Un'assenza che sottolinea lo stato di terrore in cui versa la comunità musulmana in fuga dalle milizie armate, vittima di abusi, violenze e uccisioni illegali. Privi di protezione. «Anche chi è nato dentro i confini della Repubblica Centrafricana e non ha mai messo piede altrove - spiega Joanne Mariner, alta consulente per le crisi di Amnesty International - sta cercando di raggiungere il Ciad». Quello che la presidente ad interim Catherine Samba Panza deve fare è chiaro: riprendere al più presto il controllo dei gruppi armati anti-balaka che stanno dando libero sfogo alla frustrazione delle angherie a loro volta ricevute dagli ex seleka.

Ma è ormai evidente che il Centrafrica non basta a se stesso e la rottura dell'impegno assunto dall'Unione Africana rispetto all'invio di peacekeeper è un nodo che va sciolto quanto prima: «Più di un mese dopo il voto delle Nazioni Unite - prosegue Mariner - vi sono meno di 4mila peacekeeper dell'Unione Africana oltre ai 1.200 uomini francesi. Nel frattempo sono morte oltre mille persone e centinaia di migliaia di civili sono intrappolati nei campi per gli sfollati e hanno troppa paura per tornare a casa». E ancora: «Mentre il sospetto e l'odio tra le comunità si acuiscono occorre che la popolazione civile sia messa a piena conoscenza delle misure di sicurezza che si intendono prendere. Questa violenza incessante è durata troppo tempo. Ora è giunto il momento che la comunità internazionale svolga azioni concrete per riportare calma e sicurezza nel Paese».                     

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