logo san paolo
martedì 30 novembre 2021
 
SOCIETà CIVILE
 

«Basta»: Roma si mobilita contro il degrado capitale

27/10/2018  Davanti al Campidoglio centinaia di romani si sono ritrovati per la "dignità" della città e per protestare contro la "grande monnezza", le buche, "l'abbandono in cui versa la metropoli". Una manifestazione pacifica con tanti cartelli ironici. Un'iniziativa nata su Facebook da sei donne.

Un momento della manifestazione di sabato 27 ottobre davanti al Campidoglio, a Roma. Queste e tutte le altre foto del servizio sono dell'agenzia Ansa.
Un momento della manifestazione di sabato 27 ottobre davanti al Campidoglio, a Roma. Queste e tutte le altre foto del servizio sono dell'agenzia Ansa.

Roma ha detto basta. L'ha fatto di sabato mattina, il 27 ottobre. Una mobilitazione partita dal basso, società civile allo stato puro, Facebook (e gli altri ntework) di sfondo, sei donne all'origine, un forte tocco "rosa" in ogni fase dell'evento. In piazza del Campidoglio si sono riunite migliaia di romani per difendere  la "dignità" della città e per protestare contro la "grande monnezza", le buche, "l'abbandono" in cui versa la metropoli. Una manifestazione pacifica con tanti cartelli ironici: da "Raggi, una buca vi inghiottirà" a "Roma (pulita) o morte".  Hanno protestato anche i commercianti, come quelli di via Emanuele Filiberto: "il negoziante deve vivere ogni giorno, non si deve ignorare, vessare, emarginare". Richiesti anche "mezzi di trasporto adeguati".  

 

"Dimissioni, dimissioni". Sono i cori levatisi durante la manifestazione, alternatisi alle note di "Ricominciamo". La manifestazione è nata e s'è svolta rigorosamante senza etichette di partito, anche se poi in piazza qualche esponente dem qua e là è stato visto. Nei capannelli in piazza del Campidoglio c'è chi ha spronato a "rialzare la testa" e chi ha innalzato un cartello in latino "Quousque tandem abutere, Virginia, patientia nostra?". "Il 19 dicembre 2016 sotto il Campidoglio eravamo quattro gatti convinti della inadeguatezza di Virginia Raggi. Oggi finalmente Romadicebasta", ha scritto sui suoi canali social il giornalista e conduttore romano Pierluigi Diaco.

 

"Il vento è cambiato e sa di monnezza". E' quanto s'è letto su uno dei cartelli esposti. Non distante dal cartello è spuntata una ramazza con la scritta "Oggetto molto utile, forse ancora sconosciuto". "Libere di scegliere. Non un passo indietro, giù le mani dalle donne", recitava un altro slogan portato in piazza da un gruppo di signore. 'Vogliamo che Roma torni a essere una Capitale: inclusiva, vivibile, accogliente, con un'idea di futuro" era  l'appello del comitato promotore del sit-in #Romadicebasta. L'iniziativa è nata da un appello su Facebook partito dal gruppo 'Tutti per Roma. Roma per tutti' che - come spiega una delle promotrici, Martina Cardelli - conta 22mila iscritti. Si tratta di un gruppo civico "formato da sei donne romane, ognuna con il suo lavoro e con la propria famiglia" che promuove "l'idea della partecipazione civica come elemento di pressione nei confronti delle istituzioni per migliorare la città".

I vostri commenti
1

Stai visualizzando  dei 1 commenti

    Vedi altri 20 commenti
    Policy sulla pubblicazione dei commenti
    I commenti del sito di Famiglia Cristiana sono premoderati. E non saranno pubblicati qualora:

    • - contengano contenuti ingiuriosi, calunniosi, pornografici verso le persone di cui si parla
    • - siano discriminatori o incitino alla violenza in termini razziali, di genere, di religione, di disabilità
    • - contengano offese all’autore di un articolo o alla testata in generale
    • - la firma sia palesemente una appropriazione di identità altrui (personaggi famosi o di Chiesa)
    • - quando sia offensivo o irrispettoso di un altro lettore o di un suo commento

    Ogni commento lascia la responsabilità individuale in capo a chi lo ha esteso. L’editore si riserva il diritto di cancellare i messaggi che, anche in seguito a una prima pubblicazione, appaiano  - a suo insindacabile giudizio - inaccettabili per la linea editoriale del sito o lesivi della dignità delle persone.
     
     
    Pubblicità
    Edicola San Paolo