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sabato 28 maggio 2022
 
OLTRE LE POLEMICHE
 

Il vescovo sul caso Vendola: «I sacramenti non si rifiutano»

12/10/2016  Sul battesimo al figlio di Nichi Vendola il vescovo di Gaeta, Luigi Vari, spiega: «Non si rifiutano i sacramenti quando ci sono le condizioni per amministrarli», ha detto. «questo è un bambino che esiste e sta al mondo. Forse dovremmo tutti fermarci di fronte ai bambini. Ho citato Papa Francesco per dire che in una situazione simile mi sembra che abbia risposto: dobbiamo creare generazioni di nuovi atei?»

Ha suscitato numerose polemiche la notizia del battesimo amministrato qualche giorno fa a Tobia, il figlio dell’ex presidente della Puglia Nichi Vendola e del suo compagno, nato lo scorso febbraio in Canada con la tecnica della maternità surrogata. Il rito è stato celebrato sabato scorso nella parrocchia di San Michele Arcangelo di Suio Terme, in provincia di Latina ma appartenente al territorio della diocesi di Gaeta. Sulla questione, con un intervista a Tg2000, il telegiornale di TV2000, è intervenuto anche il vescovo di Gaeta, monsignor Luigi Vari: «Non si rifiutano i sacramenti quando ci sono le condizioni per amministrarli», ha detto il presule. «Immagini cosa sarebbe successo se avessimo detto di no! Penso che non ci debbano essere dibattiti o polemiche», ha aggiunto l’arcivescovo, secondo cui «questo è un bambino che esiste e sta al mondo. Forse dovremmo tutti fermarci di fronte ai bambini. Ho citato Papa Francesco per dire che in una situazione simile mi sembra che abbia risposto: dobbiamo creare generazioni di nuovi atei?», ha proseguito mons. Vari, per il quale «certamente bisogna verificare se ci sono le condizioni affinché un bambino venga educato cristianamente, tutto infatti non si riduce in un rito. Ma in questo caso – ha concluso – le condizioni sono state garantite con padrino e madrina idonei».

La questione del battesimo a bambini con situazioni particolari è stata sollevata più volte da papa Francesco che ha detto che non bisogna mai rifiutare loro il sacramento. Già quand’era arcivescovo di Buenos Aires ripeteva che la Chiesa dovesse uscire da una concezione “proprietaria” dei sacramenti. Infatti, quando si rivolse a lui una povera donna, sola, che aveva avuto sette figli da due uomini diversi, e che voleva battezzarli ma non aveva i soldi per la cerimonia e non riusciva a trovare così tanti padrini, Bergoglio accettò subito. Li battezzò tutt’e sette nella cappella dell’arcivescovado, con due soli padrini. E alla fine ci fu anche un piccolo rinfresco.

Papa Francesco: «Non bisogna sbarrare la strada allo Spirito»

A Buenos Aires pubblicò un vademecum, nel 2009, invitando tutti a far battezzare i propri figli e a farsi battezzare. Ma Bergoglio s’irritò molto quando scoprì che alcuni parroci negavano il battesimo ai bambini, perché figli di ragazze madri o di genitori non sposati in chiesa. Non riusciva assolutamente a capire la mancanza di misericordia di quei ministri di Dio.

Nella Cappella Sistina, all’inizio del 2014, Bergoglio conferì il battesimo a un gruppo di bambini: tra di loro ce n’era una, Giulia, figlia di una coppia sposata solo civilmente. Nell’omelia della messa mattutina a Santa Marta del 12 maggio 2014 il Papa, invitando a non “ingabbiare” lo Spirito Santo aveva fatto ricorso a una metafora particolare: «Se «domani venisse una spedizione di marziani verdi, con il naso lungo e le orecchie grandi come vengono dipinti dai bambini». Ma se uno di loro dicesse “io voglio il battesimo” cosa accadrebbe?», aveva chiesto il Pontefice. Ma «lo Spirito», proseguì Francesco, «soffia dove vuole. E una delle tentazioni più ricorrenti di chi ha fede è di sbarrargli la strada e di pilotarlo in una direzione piuttosto che un'altra. Una tentazione non estranea nemmeno agli albori della Chiesa, come dimostra l'esperienza che vive Simon Pietro nel brano degli Atti degli Apostoli proposto dalla liturgia di oggi: una comunità di pagani accoglie l'annuncio del Vangelo e Pietro è testimone oculare della discesa dello Spirito Santo su di loro. Ma prima esita ad avere contatti con ciò che aveva sempre ritenuto impuro, poi subisce dure critiche dai cristiani di Gerusalemme, scandalizzati dal fatto che il loro capo abbia mangiato con i “non circoncisi” e li abbia persino battezzati».  

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