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venerdì 30 ottobre 2020
 
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Beirut, il Papa: la comunità internazionale aiuti il Libano

05/08/2020  Francesco all'udienza generale auspica che con l’impegno di tutte le sue componenti sociali politiche e religiose il paese possa affrontare questo momento così tragico e doloroso. E con la pandemia avvia un ciclo di catechesi sul tema «guarire il mondo», in particolare dalle «malattie sociali»

Papa Francesco prega per Beirut devastata da un’esplosione nella zona del porto, caldeggia l’aiuto della comunità internazionale affinché aiuti il Libano a superare «la grave crisi che sta attraversando» e auspica che il paese dei Cedri riesca ad affrontare «questo momento così tragico e doloroso» con «l’impegno di tutte le sue componenti sociali politiche e religiose».

«Ieri a Beirut, nella zona del porto, delle fortissime esplosioni hanno causato decine di morti e migliaia di feriti e molte gravi distruzioni», ha detto Jorge Mario Bergoglio al termine dell’udienza generale. «Preghiamo per le vittime e i loro familiari e preghiamo per il Libano, perché con l’impegno di tutte le sue componenti sociali politiche e religiose possa affrontare questo momento così tragico e doloroso e con l’aiuto della comunità internazionale superare la grave crisi che sta attraversando».

Francesco ha ripreso oggi le udienze generali del mercoledì dopo la pausa di luglio. Appuntamenti che, dall'inizio della pandemia, si svolgono senza fedeli nella Biblioteca papale nel Palazzo apostolico, anziché in piazza San Pietro o nell'aula Paolo VI, e vengono trasmesse in diretta video.

E oggi il Papa argentino ha iniziato una nuova serie di catechesi sul tema «Guarire il mondo». «La pandemia sta continuando a causare ferite profonde, smascherando le nostre vulnerabilità. Molti sono i defunti, moltissimi i malati, in tutti i continenti. Tante persone e tante famiglie vivono un tempo di incertezza, a causa dei problemi socio-economici, che colpiscono specialmente i più poveri. Per questo dobbiamo tenere ben fermo il nostro sguardo su Gesù e con questa fede abbracciare la speranza del Regno di Dio che Gesù stesso ci porta. Un Regno di guarigione e di salvezza che è già presente in mezzo a noi. Un Regno di giustizia e di pace che si manifesta con opere di carità, che a loro volta accrescono la speranza e rafforzano la fede», ha detto Francesco

Il Pontefice ha ripercorso l’odierna lettura di Gesù che guarisce un paralitico a Cafarnao, sottolineando che «Gesù guarisce tutto, perdona i peccati, rinnova la vita del paralitico e dei suoi amici. Fa nascere di nuovo. Una guarigione fisica e spirituale, tutto insieme, frutto di un incontro personale e sociale».

«E allora – ha proseguito Jorge Mario Bergoglio – ci chiediamo: in che modo possiamo aiutare a guarire il nostro mondo, oggi? Come discepoli del Signore Gesù, medico delle anime e dei corpi, siamo chiamati a continuare “la sua opera di guarigione e di salvezza” in senso fisico, sociale e spirituale. La Chiesa, benché amministri la grazia risanante di Cristo mediante i Sacramenti, e benché provveda servizi sanitari negli angoli più remoti del pianeta, non è esperta nella prevenzione o nella cura della pandemia. Fa aiuto con gli ammalati ma – ha ribadito il Papa – non è esperta, e nemmeno dà indicazioni socio-politiche specifiche. Questo è compito dei dirigenti politici e sociali», ha puntualizzato il Papa, che più volte, nel corso del lockdown, ha dato sostegno alle misure di distanziamento sociale adottate dalle autorità civili. «Tuttavia – ha proseguito il Papa – nel corso dei secoli, e alla luce del Vangelo, la Chiesa ha sviluppato alcuni principi sociali fondamentali, principi che possono aiutarci ad andare avanti, per preparare il futuro di cui abbiamo bisogno. Cito i principali, tra loro strettamente connessi: la dignità della persona, il bene comune, l’opzione preferenziale per i poveri, la destinazione universale dei beni, la solidarietà, la sussidiarietà, la cura per la nostra casa comune. Tutti questi principi esprimono, in modi diversi, le virtù della fede, della speranza e dell’amore».

«Nelle prossime settimane – ha detto il Papa parlando del suo nuovo ciclo di catechesi – vi invito ad affrontare insieme le questioni pressanti che la pandemia ha messo in rilievo, soprattutto le malattie sociali. E lo faremo alla luce del Vangelo, delle virtù teologali e dei principi della dottrina sociale della Chiesa. Esploreremo come la nostra tradizione sociale cattolica può aiutare la famiglia umana a guarire questo mondo che soffre di gravi malattie. E’ mio desiderio riflettere e lavorare tutti insieme, come seguaci di Gesù che guarisce, per costruire un mondo migliore, pieno di speranza per le future generazioni».

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