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martedì 04 ottobre 2022
 
BELGIO
 

I vescovi fiamminghi benedicono le nozze gay, silenzio dal Vaticano

21/09/2022  La notizia è stata riportata dal quotidiano nazionale olandese “Nederlands Dagblad” che ha sottolineato come la liturgia, elaborata da alcuni teologi, "sia stata pubblicata senza essere stata presentata in anticipo" in Vaticano. La prossima settimana i presuli saranno ricevuti dal Papa per la loro visita “ad limina”. Il 15 marzo 2021 Roma si era già espressa (negativamente) sulla questione

Sopra, in alto e in copertina: alcuni scorci della chiesa di Santa Caterina, a Bruxelles, in Belgio. Foto Ansa.
Sopra, in alto e in copertina: alcuni scorci della chiesa di Santa Caterina, a Bruxelles, in Belgio. Foto Ansa.

Via libera a una benedizione ecclesiastica alle coppie omosessuali: è la prima volta che accade al mondo e arriva dai vescovi fiamminghi delle Fiandre che hanno predisposto una liturgia ad hoc. La Santa Sede finora non ha commentato: nel marzo 2021 il Vaticano aveva escluso la possibilità di impartire la benedizione a unioni di persone dello stesso sesso.

La notizia del sì alla benedizione delle coppie gay è riportata dal quotidiano nazionale olandese Nederlands Dagblad sottolineando che la liturgia, elaborata da alcuni teologi, "è stata pubblicata senza essere stata presentata in anticipo" in Vaticano. Per i vescovi - che la prossima settimana saranno ricevuti dal Papa per la loro visita ad limina - questa decisione contribuisce "a una Chiesa ospitale che non esclude nessuno", risponde "concretamente" e dà "sostanza alla volontà di prestare un'attenzione esplicita alla situazione delle persone omosessuali, dei loro genitori e della famiglia".

Ed è stato espresso, affermano, "esplicitamente da Papa Francesco", nell'esortazione "Amoris laetitia". Secondo il cardinale Jozef de Kesel e gli altri vescovi fiamminghi, le coppie gay "spesso chiedono durante gli incontri pastorali un momento di preghiera per chiedere a Dio che benedica e perpetui questo impegno di amore e fedeltà".

Tuttavia, sottolineano, "deve rimanere chiara la differenza con ciò che la Chiesa intende per matrimonio sacramentale", cioè un'unione per tutta la vita tra un uomo e una donna. Oltre alla preghiera e alla lettura della Bibbia, la breve e semplice liturgia di esempio che i vescovi fiamminghi distribuiscono prevede un momento di "impegno di entrambi i coinvolti" in cui essi "esprimono insieme davanti a Dio come si impegnano gli uni verso l'altro". Dichiarano a Dio che "vogliono esserci gli uni per gli altri in ogni circostanza della vita" e pregano per "la forza per essere fedeli gli uni agli altri e per approfondire il nostro impegno".

Coloro che scelgono di rimanere celibi, dicono, meritano "il nostro apprezzamento e sostegno". Ma coloro che scelgono di vivere una relazione d'amore lo meritano altrettanto "perché anche questa relazione, sebbene non un matrimonio in chiesa, può essere fonte di pace e felicità condivisa per le persone coinvolte".

L'elaborazione della liturgia è avvenuta nell'ambito del coordinamento Omosessualità e Fede, all'interno della Chiesa cattolica fiamminga, affidato a Willy Bombeek, per 16 anni portavoce dell'educazione cattolica delle Fiandre. "Io stesso sono gay e religioso, o religioso e gay, l'ordine non ha importanza", afferma al quotidiano olandese. Bombeek, per sedici anni portavoce dell'educazione cattolica nelle Fiandre, ha precisato di essere stato sempre "molto discreto" riguardo alla sua omosessualità" ma ha incominciato questa ricerca "perché le persone LGBT sono battezzate e sono parte integrante della Chiesa".

Da lì, l'elaborazione della proposta di tre pagine data al cardinale Jozef De Kesel, arcivescovo di Mechelen-Bruxelles che l'ha accolta favorevolmente. "Quanto accaduto qui si sposa molto bene con il cammino sinodale che il Papa vuole con la Chiesa: si è passati dal basso, da iniziativa personale condivisa con altri, ai vescovi", ha continua Boombeek che ha infine osservato che l'"augurio di benedizione" al termine della liturgia è espressamente inteso come "una benedizione per la coppia gay".

Il 15 marzo del 2021, la Congregazione per la Dottrina della Fede rispose a un "dubium" circa la benedizione delle unioni di persone dello stesso sesso. "Al quesito proposto (La Chiesa dispone del potere di impartire la benedizione a unioni di persone dello stesso sesso?) si risponde negativamente".

Nella nosta esplicativa si leggeva che venivano ritenute "illecite" le benedizioni concesse alle coppie omosessuali, anche se questo non implica un giudizio negativo sulle singole persone, che possono continuare a essere benedette, nè è inteso come un gesto discriminatorio. 

«La risposta al dubium proposto circa la benedizione delle unioni di persone dello stesso sesso », si legge più nel dettaglio nel documento della Congregazione per la Dottrina della Fede, «non esclude che vengano impartite benedizioni a singole persone con inclinazione omosessuale[10], le quali manifestino la volontà di vivere in fedeltà ai disegni rivelati di Dio così come proposti dall’insegnamento ecclesiale, ma dichiara illecita ogni forma di benedizione che tenda a riconoscere le loro unioni. In questo caso, infatti, la benedizione manifesterebbe l’intenzione non di affidare alla protezione e all’aiuto di Dio alcune singole persone, nel senso di cui sopra, ma di approvare e incoraggiare una scelta ed una prassi di vita che non possono essere riconosciute come oggettivamente ordinate ai disegni rivelati di Dio[11]. Nel contempo, la Chiesa rammenta che Dio stesso non smette di benedire ciascuno dei suoi figli pellegrinanti in questo mondo, perché per Lui «siamo più importanti di tutti i peccati che noi possiamo fare»[12]. Ma non benedice né può benedire il peccato: benedice l’uomo peccatore, affinché riconosca di essere parte del suo disegno d’amore e si lasci cambiare da Lui. Egli infatti «ci prende come siamo, ma non ci lascia mai come siamo»[13]. Per i suddetti motivi, la Chiesa non dispone, né può disporre, del potere di benedire unioni di persone dello stesso sesso nel senso sopra inteso.

Redazione Fc online - Agenzia Italia (Agi)

 
 
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