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giovedì 02 dicembre 2021
 
 

Benedetto XVI, appello alle famiglie di Milano

02/12/2011  Incontrando il cardinale Angelo Scola, il Papa ha invitato le famiglie ambrosiane ad aprire le porte delle loro case in occasione del grande evento in programma a fine maggio.

Benedetto XVI ieri al termine dell'audizione con il cardinal Scola.
Benedetto XVI ieri al termine dell'audizione con il cardinal Scola.

«Ringrazio la Chiesa Ambrosiana per il grande impegno profuso finora e per quello dei prossimi mesi. Invito le famiglie di Milano e della Lombardia ad aprire le porte delle loro case per accogliere i pellegrini che verranno da tutto il mondo. Nell’ospitalità sperimenteranno gioia ed entusiasmo: è bello fare conoscenza e amicizia, raccontarsi il vissuto di famiglia e l’esperienza di fede ad esso legata». Con questo invito Benedetto XVI si è rivolto ieri al cardinale Angelo Scola, arcivescovo di Milano, e a monsignor  Erminio De Scalzi, vicario episcopale di quella città e presidente della Fondazione “Milano Famiglie 2012”, in occasione dell’Assemblea Plenaria del Pontificio Consiglio per la Famiglia organizzata per il 30° anniversario dell’Esortazione Apostolica Familiaris Consortio. La diocesi ambrosiana è infatti in grande fermento in questi mesi per organizzare il VII Incontro Mondiale delle famiglie, in programma dal 30 maggio al 3 giugno 2012 nel capoluogo lombardo e per il quale sono attesi un milione di pellegrini.

E il Papa è felice di parteciparvi: «Sarà per me e per noi tutti una grande gioia ritrovarsi insieme, pregare e fare festa con le famiglie venute da tutto il mondo, accompagnate dai loro Pastori». Poi il Santo Padre ha sintetizzato il ruolo strategico della famiglia per la vita della chiesa nell’attuale contingenza storica: «La nuova evangelizzazione dipende in gran parte dalla Chiesa domestica. (…) E come sono in relazione l’eclissi di Dio e la crisi della famiglia, così la nuova evangelizzazione è inseparabile dalla famiglia cristiana. La famiglia è infatti la via della Chiesa perché è “spazio umano” dell’incontro con Cristo». Così il Pontefice, che ha proseguito indicando il compito dei coniugi: «L’accoglienza e la trasmissione dell’amore divino si attuano nella dedizione reciproca dei coniugi, nella procreazione generosa e responsabile, nella cura e nell’educazione dei figli, nel lavoro e nelle relazioni sociali, nell’attenzione ai bisognosi, nella partecipazione alle attività ecclesiali, nell’impegno civile». Poi un accenno a quella che viene comunemente chiamata “sfida educativa”: «Vi sono degli ambiti in cui è particolarmente urgente il protagonismo delle famiglie cristiane in collaborazione con i sacerdoti e sotto la guida dei Vescovi: l’educazione di bambini, adolescenti e giovani all’amore, inteso come dono di sé e comunione; la preparazione dei fidanzati alla vita matrimoniale con un itinerario di fede; la formazione dei coniugi, specialmente delle coppie giovani; le esperienze associative con finalità caritative, educative e di impegno civile; la pastorale delle famiglie per le famiglie, rivolta all’intero arco della vita, valorizzando il tempo del lavoro e quello della festa».

 
 
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