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martedì 29 settembre 2020
 
 

Quando l'ideologia prevale sul buon senso

03/03/2015  Polemica sulla benedizione pasquale in tre scuole del centro di Bologna. Si svolgerà al di fuori dell'orario scolastico, alla presenza dei genitori e rigorosamente su base volontaria. E' questa la vera difesa della laicità?

“Una gravissima violazione della laicità della scuola pubblica italiana”. Così è stata definita la decisione del Consiglio d’istituto del Comprensivo 20 di Bologna di concedere ai parroci il benestare per la consueta benedizione pasquale, rigorosamente al di fuori dell’orario scolastico e solo ai bambini accompagnati dai genitori. Una richiesta arrivata a gennaio, che ha suscitato un polverone, con la concreta possibilità che a decidere davvero, alla fine, siano i giudici del tribunale.

Ancora una volta l’ideologia di pochi si scontra col buon senso e rischia di avere la meglio sulla stragrande maggioranza degli insegnanti e dei genitori. Il plesso scolastico in questione si trova nel pieno del centro storico di Bologna e raggruppa tre scuole: le elementari Carducci e Fortuzzi e le medie Rolandino. Le parrocchie interessate sono quelle della Misericordia, di San Giuliano e della Santissima Trinità, tra i quartieri Santo Stefano e Castiglione.

La richiesta inoltrata dai sacerdoti è stata più che discreta. Niente benedizione durante l’orario di lezione e nemmeno nell’intervallo, ma solo a fine giornata, in uno spazio indicato dalla direzione, in uno degli ultimi giorni di scuola prima delle vacanze.
E in presenza dei genitori degli alunni, per garantire la massima libertà di scelta delle famiglie.

Ma questo non è bastato a contenere lo sdegno dei paladini della laicità
. I primi a protestare sono stati alcuni maestri, che hanno ribadito come “nelle interpretazioni della legge sugli organi collegiali si dice che le liturgie non possono essere celebrate neanche quali attività extrascolastiche”. “Allora bisognerebbe concedere a tutte le confessioni religiose la possibilità di utilizzare gli stessi spazi”, hanno aggiunto altri. In ogni caso il consiglio d’istituto ha votato il sì a stragrande maggioranza, con solo due voti contrari.

Via libera ai parroci, dunque. Peccato che gli insegnanti minoritari siano stati subito spalleggiati da Rifondazione Comunista, dai Cobas e dall’associazione Scuola e costituzione, che minacciano di rivolgersi al Tar, per salvaguardare i diritti delle famiglie atee e non cattoliche.
Come se non bastasse , alle suddette, recuperare i loro figli come il solito, il giorno delle benedizioni, e riportarseli a casa. «Resto convinto che il rito, nelle modalità richieste, sia legittimo, anche rispetto alla Costituzione, e non sia discriminatorio», ha ribadito- per fortuna- il presidente del consiglio d’istituto Giovanni Prodi, uno dei nipoti di Romano, «come può esserlo un incontro aperto a tutti e per partecipare al quale nulla è richiesto?».

 
 
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